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Le foto di cosa vedere e visitare a Vianden

Vianden (Lussemburgo): visita al castello e al borgo

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Siamo nel distretto di Diekirch, proprio al confine fra i Lussemburgo e Germania, regione Oesling: Vianden appare all’orizzonte come una composta macchia urbana che splende anche di giorno nella Valle dell’Our. Lo si riconosce per la sua morfologia e, soprattutto, per il suo simbolo comunale, il castello, che gli infonde carisma e identità storica.

Storia e origine del nome

Nata Viennensis in epoca gallo-romana, la località è citata per la prima volta nel 698 con questo nome che riconobbe l’esistenza di una rocca (vien) a presiedere un villaggio di abili artigiani emersi nel Medioevo nel contesto della lavorazione della pelle ma non solo, considerando i valenti risultati nel trattare il ricamo, la filatura, serrature, gioielli e botti, settori comunque secondi alla concia della pelle.

Tutto questo fa parte di un’economia tramontata, che ha lasciato posto a un nuovo spettro di possibilità già in attivo connesso principalmente al turismo, sostenuto a livello ricettivo da un parterre di 14 hotel dislocati sul territorio, 4 camping e ostelli affiancati da moltissimi locali, ristoranti, bar e caffè. Comparto in forte crescita è costituito dalla fornitura idroelettrica (esiste qui la centrale più grande d’Europa) ma, oltremodo, sta tornando in auge l’approccio artigianale sotto forma di imprese.

Il Castello di Vianden

Il castello, abitato dai conti di Vianden, cadde rapidamente in rovina come fosse già dalla fondazione destinato al decadimento, alla svendita da parte Guglielmo I dei Paesi Bassi. Per fortuna di questo monumento iniziò a occuparsi lo Stato a partire dal 1977. Preservare l’aspetto romanico è stata una delle priorità del governo, che ne ha fatto risaltare anche le implementazioni gotiche trecentesche prima di quelle rinascimentali.

Il fortilizio si mostra dunque come un coacervo razionalizzato di manierismi stilistici coerenti con la sua sussistenza. Riacquisito come rocca depauperata da Venceslao Coster, mercante che lo vendette, per così dire, a pezzi, il castello ha ora un assetto interno dignitoso, con sale adeguatamente restaurate, una maestosa corte, pregevoli arredi e accoglie mostre d’armi antiche, tavole genealogiche, disegni e ritratti. E’ caldamente suggerita una visita (senza bisogno di prenotazione) partendo dal piccolo centro cittadino che accorpa le rurali case a graticcio di Vianden, colorate come si trattasse di un film fiabesco.

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Come arrivare al castello?

Facile. Oltrepassato il ponte, inizia la salita percorrendo la Grand Rue e proseguendo per la Montee du Chateau. Le indicazioni abbondano, dunque è impossibile smarrire la via. Nel biglietto è compresa al costo complessivo di 7 euro l’audioguida: dal cortile con la grande torre ottagonale ci si sposta all’interno per ammirare nella prima sala la chiusura meccanica del baule, saggio di ingegno antico, successivamente la cucina e la cotta in maglia ottimamente conservata (pensate che è stata trovata quasi per caso in un mercato dell’antiquariato ad Arezzo). Da qui l’accesso alla Cappella dei nobili con pianta a 10 lati, variopinta e dai colori vividi, riprodotti in fase di restauro dopo un profondo studio delle antiche tonalità cromatiche. Sfavillante in termini architettonici la Galleria Monumentale prima dell’ingresso alla Sala dei banchetti e, in sequela, la Sala delle Feste, la Sala dei Cavalieri (dove spesso e volentieri vengono organizzate delle rievocazioni dove attori in costume medievale interpretano scene di vita castellare). Da vedere c’è ancora il pozzo con la presunta uscita segreta – mai trovata – e la piccola cantina.

Cosa vedere a Vianden

La discesa è suggestiva, ci si imbatte nel campanile seicentesco detto Hockelstur, nel chiostro del Convento dei Padri Trinitari e, in prossimità del ponte, nella dimora di Victor Hugo, dove lo scrittore soggiornò ca. 3 mesi. Per osservare il castello da un altro punto di vista bisogna proiettarsi nella collina posta a 10 minuti dalla rocca, per mezzo della Télésiege, funivia tutta da vivere.

Nel borghetto sono ancora da vedere la duecentesca Chiesa dell’Ordine della Santa Trinità eretta in stile gotico, l’adiacente Croce della Giustizia e la Chiesa di San Nicola edificata nel XIII secolo ma ricostruita nel Settecento. Per cultura non ci si perda il Museo dell’Arte e dell’Artigianato e il Museo delle Bambole e dei Giocattoli. Liberar la mente è compito del percorso turistico che unisce il fiume Sauer alla Valle dell’Our, tracciato per camminatori ma anche appassionati di trekking e sport in genere.

Come arrivare

Vianden dista poco più di due ore di auto da Lussemburgo; in autobus è raggiungibile dalle cittadine di Diekirch e Clervaux, collegate alla capitale grazie alla linea ferrata; a disposizione persino un percorso ciclabile che attraversa tutta la valle; l’aeroporto di riferimento è uno soltanto, quello del Lussemburgo.


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