Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Rocamadour

Rocamadour, il villaggio sul Cammino Francese e la grotta di Padirac

Pagina 1/2

Siamo in direzione Lot, più precisamente nel Parco naturale regionale dei Causses del Quercy. Eccoci vicini alla valle della Dordogna, e vicini anche voragine di Padirac. Lungo la strada, all'improvviso spunta Rocamadour: il villaggio medievale è edificato in piattaforme successive a fianco della scogliera, annidato a 130 m sopra al canyon dell’Alzou Nel XII secolo, i pellegrini percorrevano tutta Europa per giungere qui a pregare. Rocamadour, da sempre, infatti, attrae visitatori per la sua posizione in una gola sopra un affluente del fiume Dordogna, e soprattutto per i suoi monumenti storici e il suo santuario della Beata Vergine Maria, che per secoli ha attratto pellegrini da ogni paese, tra i quali i re, vescovi e nobili.

La città sotto il complesso di edifici monastici e santuari, tradizionalmente si caratterizzava come luogo di pellegrinaggio ma in questi ultimi anni si è sviluppata come meta di viaggio, famosa anche per il turismo enogastronomico avendo dato il suo nome al fromage Rocamadour, un formaggio di latte di capretta che si è aggiudicato il titolo AOC nel 1996.

Ma è l'anima religiosa che ha caratterizzato la storia del Villaggio: qui infatti erano conservate le reliquie di Saint-Amadour e c'era anche il santuario della Madonna Nera ed era quindi considerata una tappa fondamentale sul Cammino di Santiago, tutti motivi che hanno reso il borgo una tappa fondamentale di tantissimi pellegrini, nel corso della storia. Lo stesso nome di Rocamadour deriverebbe dall'unione di Roca e Amadour, per l'appunto la roccia e il Santo, che insieme caratterizzano l'unicità di questo splendido borgo. In precedenza però il sito era stato denominato Rocamajor, poi in seguito cristianizzato in Roquemadour e poi nell'attuale.

Arrivando a Rocamadour si entra dalla porta di le Figuier, prima di seguire la rue de la Couronnerie: l’unica via di Rocamadour vivace, costeggiata da negozi e dimore caratteristiche che vanno dal XIII al XVII secolo. Si giunge così ad una scalinata monumentale di 233 gradini che si innalza fino al sagrato dei santuari dove si trovano 7 chiese e cappelle. Tra queste, la chiesa Saint-Sauveur e la cripta Saint-Amadour sono inserite nel patrimonio mondiale dell'Unesco, tra i percorsi del cammino di Santiago di Compostela.

Rocamadour offre anche una serie di interessanti grotte, che si possono espolare a partire dallo stesso borgo: ad esempio in località L'Hospitalet si trova La grotte des Merveilles (La gotta delle Meraviglie) che si apre sopra il canyon dell'Alzou sulla riva destra del fiume. Scoperte nel 1920 la grutta contiene dipinti ed incisioni preistoriche, fu aperta l'anno successivo e dal 1925 è stata catalogata come monumento storico. Altra caverna preistorica conosciuta in zona è la Grotte de Linars che si trova sulla sponda sinistra della valle dell'Alzou. La grotta possiede varie sale ed è celebre per i ritrovamenti dell'età del Bronzo, compresi resti umani preistorici.

Più lontano da Rocamadour troviamo altri splendidi luoghi naturali come gritte forre e abissi. Segnaliamo Le gouffre de Cabouy ma ancora più spettacolare è la cavità naturale del Gouffre de Padirac (un orrido), ad est di Rocamadour, uno dei siti speleologici più interessanti della Francia. Con una larghezza di 35 metri sul fondo, dopo un salto di 103 metri di profondità, la grotta cela un fiume sotterraneo (che si può visitare con un tour in barca, che attraversa una parte di una vasta rete di oltre 40 km di gallerie ricche di concrezioni. Sono oltre 300.000 i visitatori che esplorano questo sito ogni anno. Meno importante ma comunque da segnalare troviamo ad ovest di Miers la Gouffre de Roque de Cor. A nord invece, in riva sinistra della Dordogna, si trovano Les Grottes de Lacave: qui si accede dalla grotta di Jouclas attraverso un trenino che compie un percorso di 1,6 km, superando numerosi laghi e sale ricche di concrezioni con una caverna principale con un soffitto alto 60 metri. Una illuminazione ultravioletta esalta la naturale fluorescenza di stalattiti e stalagmiti.

... Pagina 2/2 ... Rocamadour ha dato il nome ad uno dei formaggi più famosi di Francia: il cabécou DOC Rocamadour. Elaborato negli altipiani calcarei del Quercy dal XV secolo, presenta un diametro di 6 cm, uno spessore di 1,5 cm e 4 striature nella parte superiore. La pasta è morbida, vellutata, color avorio. Questo formaggio si scioglie in bocca, liberando aromi di panna ed erba, insaporiti da un po' di sale e burro. Questi sapori sono il risultato di una produzione rimasta fedele ai saper fare familiari e, anche se oggi sono impiegate le tecniche più moderne, la sensibilità e la mano dell'allevatore rimangono fondamentali. A questo si aggiunge la qualità di un allevamento all'aria aperta, che permette di ottenere un latte profumato a contatto dei ginepri e fiori degli altipiani calcarei del Quercy. In onore del suo formaggio, Rocamadour organizza la domenica di Pentecoste una festa la cui convivialità è molto apprezzata. Con la partecipazione di 40 produttori provenienti dal grande sud, le feste iniziano con una raccolta dei Frutti della terra e terminano con il concorso dei formaggi locali. Nel corso della giornata si svolgono degustazioni gratuite, la presentazione del bestiame caprino di Rocamadour, il pranzo campestre, le animazioni musicali. Con una DOC ospite d'onore ogni anno, questa festa è una delle poche unicamente dedicate al formaggio nel sud della Francia.

In un raggio tra 10 e 12 km attorno a Rocamadour, 4 fornai producono il Croustilot: una pagnotta dorata, croccante, realizzata partendo dal frumento del Lot, senza additivi di nessun tipo. Il Croustilot è il frutto dell'impegno di un'intera filiera, dagli agricoltori ai fornai passando dai mugnai, per rispondere alle attese dei consumatori. Onorato dalla Confraternita del Pane del Tot, il Croustilot è esemplare del modo in cui gli artigiani fornai dei Midi Pirenei si sono mobilitati per reinventare il piacere del buon pane; quello del gusto, la consistenza e il colore sono incisi nella nostra memoria olfattiva.

La storia dell’Amadour è quella della rinascita di un piccolo vigneto molto tempo fa, al tempo dei romani, sugli altipiani calcarei del Quercy. Così, nel 2006, fu consegnata la prima bottiglia di Amadour: un successo dovuto ai Viticoltori di Rocamadour, cooperativa che riunisce 7 agricoltori desiderosi di rilanciare questa produzione locale. Come rosso, l’Amadour offre aromi di frutti neri, di amarene e spezie. Come rosé, esprime fragranze di frutti a polpa bianca, fiori d'acacia e piccoli frutti rossi.

A Rocamadour, le campane di Pasqua non suonano l'ora della caccia alle uova, ma quella della caccia alle "sportelles" (insegne) di cioccolato. La "sportelle" indica la medaglia che, nel Medioevo, serviva da salvacondotto ai pellegrini in cammino verso Compostela. La "sportelle" di Rocamadour, di piombo o di stagno, portava l'effigie della Madonna Nera. Il mattino di Pasqua, il pubblico è invitato a scoprire in famiglia le 1000 "sportelles" nascoste nel sito e nei dintorni.

Rocamadour si trova a circa metà strada da Tolosa e Limoges, e quindi si raggiunge utilizzando l'autostrada A 20. Se provenite da sud, e quindi da Tolosa, l'uscita migliore è la numero 56, mentre se vi muovete lungo la direttrice Limoges e Brive-la-Gaillarde conviene uscire alla numero 55. Se arrivate qui in estate avrete le migliori possibilità di godere di tempo soleggiato e caldo, anche se talvolta qualche temporale spezza i periodi di bel tempo che si susseguono tra luglio ed agosto. La stagione tardo autunnale e l'inverno sono invece caratterizzati da elevati tassi d'umidità e precipitazioni più abbondanti. Nonostante qui ci si trovi circondati da colline la neve non è un fenomeno frequente in queste zone, con temperature fresche a gennaio e febbraio ma senza eccessi.

loading...
close