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Le foto di cosa vedere e visitare a Marennes

Marennes (Francia), la cittą delle ostriche sulla riva destra della Seudre

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Il panorama di Marennes è infinito, piatto e liscio. A separare il mare dal cielo ci sono solo le barche, le case dei pescatori e le passerelle, che tracciano la scacchiera in cui sono allevate le ostriche. Marennes si affaccia sul Golfo della Saintonge, che la protegge dall’impeto dell’Atlantico, lungo la costa occidentale della Francia nella regione del Poitou-Charentes. Una posizione fortunata, che nel tempo ha plasmato la sua economia e oggi, oltre a darle di che vivere, affascina un numero crescente di turisti: incastonata 22 km a sud-ovest di Rochefort , sull’estuario della Seudre, beneficia dell’apporto d’acqua dolce e di un terreno argilloso, che insieme al clima temperato e alla conformazione del litorale ne fanno la culla perfetta per l’ostricoltura.

Le ostriche sono il tesoro dei 5 mila abitanti di Marennes. Duemila aziende sono attive nel bacino di Marennes-Oléron, operanti su 3 mila ettari di allevamenti, con una produzione annua da record che varia tra le 40 e le 60 mila tonnellate. Ma la quantità non esclude la qualità: queste ostriche, di una varietà pregiata, grazie alla microalga navicula blu si tingono di verde e acquistano un gusto delicatissimo. Nell’ultima fase di crescita le ostriche vengono tolte dalle saline e trasferite nelle “claires”, bacini di argilla più piccoli: è il momento decisivo dell’ostricoltura, quando l’ostrica assume il suo sapore. Se ne distinguono vari tipi, a seconda del tempo di permanenza nelle “claires”: le “fine de claire” hanno un vago sentore di nocciola, le “spécial de claire” hanno la polpa più soda e un gusto più deciso, le “le fine de claire verte” sono di qualità superiore e infine le “pousse en claire” sono le migliori. Tutte sanno di mare, specialmente se assaporate al naturale, ma sono ottime anche col limone o su pane e burro.

Lungo la costa, accanto ai capanni da pesca, non mancano i ristoranti consacrati all’ostrica e ai frutti di mare. Tra questi vi segnaliamo Le Buccin (/www.restaurant-le-buccin.com), un'atmosfera molto romantica e una cucina prelibata chiaramente a base di ostriche e non solo. A noi della Redazione, prevenuti nel confronto di questo mollusco, hanno fatto cambiare idea, quindi consigliatissimo!

Da non perdere il museo interattivo a tema "La Cite De L'huitre", in cui vengono proposti spettacoli, degustazioni e laboratori con l'ausilio di supporti multimediali, alcuni all'avanguardia (ologrammi tridimensionali), grandi e piccini capiranno tutto il processo dell'allevamento delle ostriche. Sito ufficiale (www.cite-huitre.com) durata visita 1h 30.

Lungo il canale de La Cayenne negozietti si vendono le ostriche e in estate non manca mai una guida che vi accompagni tra le saline. Vi consigliamo anche il tour in barca.

L’attività di allevatori e pescatori si svolge tranquilla, giorno dopo giorno, col sottofondo del mare e del vento. È un piacere ammirare lo spettacolo passeggiando sul molo, o pedalando lungo le infinite piste ciclabili di Marennes, tra capanni colorati e reti cariche di bottino. Ma la cultura marittima e culinaria non esauriscono le attrattive della località: tra i monumenti da vedere c’è la chiesa di St-Pierre-de-Sales, che da sempre, oltre ad essere luogo di culto, serve ai naviganti come punto di riferimento. Merito della sua mole: la torre quadrata, realizzata nel Quattrocento, insieme alla guglia raggiunge gli 85 metri di altezza. All’interno la navata centrale è ampia, a volte ogivali, incorniciata da graziose cappelle.
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L’edificio più caratteristico è però il Forte Louvois, noto anche come Forte di Chapus, immerso nell’acqua a 500 metri dalla riva. Se ne sta qui dal XVII secolo, fiero e solitario, ma lo si può raggiungere a piedi con la bassa marea, oppure in barca, gratuitamente, con l’alta marea.

Nei dintorni vale la pena di attraversare il Pointe du Chapus, all’altezza del vecchio imbarcadero di Oléron, per godere di un bel panorama sulla costa. A poco più di un chilometro dal centro di Marennes, verso nord, si incontra il Castello della Gataudière. A volerlo fu François Fresneau, lo scopritore dell’albero della gomma, a metà del Settecento: lo fece costruire nel pieno dell’antica palude, con una lunga terrazza sulla facciata principale e decorazioni ispirate al vino e alle ostriche. L’interno è all’insegna dello sfarzo, con sale d’onore e appartamenti privati arredati in stile Luigi XV. Da vedere la mostra di veicoli a traino e il parco intorno al castello, il Châteaubranche-Aventure, in cui balzare da un albero all’altro con l’aiuto di ponti, liane e passerelle. Sono disponibili visite guidate del castello (per info www.gataudiere.com).

Il periodo migliore per visitare Marennes è certamente l’estate, non solo per il clima mite del Poitou-Charentes ma anche per la grande quantità di manifestazioni che vengono organizzate in città e dintorni. Tutta la bella stagione è costellata di eventi inerenti all’allevamento delle ostriche, che inevitabilmente diventano appuntamenti ghiotti, ma ci sono anche la Biennale di Arti Plastiche che si svolge nella seconda metà di luglio e il Festival International des Cultures Francophones di inizio settembre.

Il clima è mite grazie alla vicinanza del mare ma piuttosto piovoso. Le temperature medie vanno da una minima di 2°C a una massima di 9°C in gennaio, il mese più freddo, e da una minima di 14°C a una massima di 26°C in luglio, il mese più caldo. Le precipitazioni toccano il picco massimo in dicembre, quando piove circa un giorno su due, ma anche in piena estate si contano mediamente 11 giorni di pioggia mensili.

Marennes è servita giornalmente dagli autobus per Saintes e Rochefort, mentre non dispone più, dagli anni Settanta, di una propria stazione ferroviaria. La più vicina è quella di Rochefort, con collegamenti con Nantes, La Rochelle, Bordeaux e Toulouse. L’aeroporto di Bordeaux è a 170 km circa, verso sud, mentre quello di Nantes è 200 km a nord di Marennes.
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