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Vacanza sulla Costa del Azahar: feste, shopping, gastronomia e alloggi

Il calendario delle feste di Castellón offre un equilibrio peculiare tra i pellegrinaggi tradizionali mossi da un senso religioso della vita e le celebrazioni festive, vera e propria esplosione di vitalità e senso ludico. Il primo appuntamento dell'anno si tiene a metà gennaio con la festa di San Antonio Abad (La Santantonà), in cui si accendono falò, si allestiscono mascherate di demoni, rappresentazioni teatrali in strada sulla vita del santo, ecc. I falò più spettacolari sono quelli di Forcall, Vilanova d'Alcolea, Borriol e Todolella, sebbene vada aggiunto che quasi tutti i paesini dell'entroterra hanno le loro sagre in questi giorni. I festeggiamenti che vedono la partecipazione del maggior numero di abitanti, hanno inizio il terzo sabato di Quaresima, nel capoluogo di provincia. Si tratta delle feste della Maddalena, in occasione delle quali si rievoca la fondazione della città in pianura ove venne trasferita dalla sua ubicazione originaria sull'omonimo colle, alla cui cappella ci si reca in pellegrinaggio. Parlando di pellegrinaggi, quello de les Canyes (delle canne) e la processione de les Gaiates (carri allegorici profusamente addobbati e illuminati) fanno rivivere le leggende e i miti che popolano l'immaginario di Castellón. Gli amanti delle feste, organizzano dei colles (gruppi) con programmi speciali per renderla ogni anno sempre più affascinante e gremita di gente.

I festeggiamenti delle Fallas, tipica celebrazione della Regione Valencia - Comunidad Valenciana -, che consiste nell'erigere effigi monumentali di cartapesta cui si dà fuoco la notte del 19 marzo, trova dei sostenitori anche a Castellón. Occorre menzionare, a questo riguardo, i borghi de La Vall d'Uixó, Benicarló e Burriana, dove in questi giorni abbondano la polvere da sparo e i fuochi artificiali. I pellegrinaggi, dal canto loro, non conoscono sosta. In segno di penitenza, l'ultimo venerdì del mese di aprile, dodici pellegrini partono in compagnia di una guida dal paesino de Les Useres in direzione del monastero di Sant Joan de Penyagolosa e far ritorno l'indomani al termine di una scarpinata di parecchi chilometri in silenzio, spezzato soltanto dai cantici religiosi. Settimane più tardi, alle quattro del mattino del primo sabato di maggio a Catí, vengono intonati antichi carmi religiosi che invitano i vicini a recarsi in pellegrinaggio a Sant Pere de Castellfort, indossando ampi mantelli neri. Nel corso dell'anno, templi e cappelle sono meta dei pellegrinaggi cui danno vita numerosi abitanti di oltre mezzo centinaio di paesini. Quello di Morella in onore della Madonna di Vallivana, che si svolge il primo sabato di maggio, fa eccezione ogni sei anni (el Sexeni), giacché nella seconda metà di agosto, la statua della Madonna viene portata in città decorata, per l'occasione, con migliaia di arabeschi di carta che posti su vie e facciate, imitano l'arcobaleno. L'anno prima del Sexeni si tiene l'Annunci, l'annuncio delle feste, anch' esso con grande fasto. Un altro pellegrinaggio di rilievo si svolge l'ultima domenica di aprile allorquando, partendo da Altura, ci si reca al tempio della Madonna della Grotta Santa, ubicato fra le montagne e visitato, a settembre, dagli abitanti di Jérica e, a ottobre, da quelli di Segorbe. I pellegrinaggi non conoscono sosta neppure a gennaio. Il 20 di tale mese, la reliquia di San Sebastiano conservata a Vinaròs, viene portata dalla parrocchia alla cappella che si erge in cima al colle de El Puig. Praticamente in tutti i paesi della provincia, in occasione delle feste si tengono corride, balli, processioni con degustazione dei migliori piatti gastronomici.

Non vi è dubbio che l'artigianato della ceramica e dei tessuti siano le due attività di maggior tradizione nei borghi di Castellón. Da secoli, a L'Alcora, Traiguera, Onda, Ribesalbes, La Vall d'Uixó e Segorbe abitano gli artigiani della ceramica. La culla della tradizione tessile è, particolarmente, Morella dove i telai continuano a far rivivere certi modelli di artigianato, a ricordo dell'epoca di grande splendore di questa singolare attività. In altri agglomerati urbani, particolarmente quelli della Valle del Palancia, la lavorazione artigiana del legno diventa vera e propria ingegnosità manuale. Anche la trasformazione dei vimini a Benassal e l'artigianato dello sparto con produzione di corbe e sporte a Castellnovo, consentono al viaggiatore di acquisire oggetti tradizionali fatti con la saggezza del tempo che fu. In un altro ambito alquanto diverso, quello agreste e dei prodotti della terra, è d'obbligo un accenno agli agrumi messi in vendita sulle bancarelle sparse lungo le strade nonché il miele di produzione locale e i dolciumi nostrani, che si potranno acquistare nei vari negozi del paese.

La cucina provinciale è caratterizzata dalla dualità del territorio come attestato dai due tipi diversi di menù: quello litoraneo e quello dell'entroterra. I prodotti freschi del mare sono una fonte inesauribile per le città costiere: triglie, scampi e gamberi di Vinaròs rappresentano quanto di meglio di questa appetitosa carta di pietanze, dove viene riservato un posto di spicco ai frutti di mare, alla zarzuela de pescado, alle grigliate, alle sardine alla brace e a un'infinità di varianti della gastronomia marinara.Il riso, preparato come vuole la tradizione nella versione della paella di carne o mista, è anch'esso un piatto sempre presente. Esistono, comunque, altre varianti come l'arroz a banda, quello in brodo, al forno, alle verdure, ecc. Elementi tipici della gastronomia festiva di Castellón sono le empanadas (coques), pasticcini ripieni al pomodoro, alle verdure, alla cipolla, ecc. Nel passare dalla geografia litoranea alle montagne dell'entroterra, i prodotti agricoli locali e quelli dell'allevamento fanno la loro comparsa sulle carte gastronomiche. Nel Maestrazgo, le carni alla brace, il coniglio e la pernice, il prosciutto e la cecina (carne salata ed essiccata) affumicati, i formaggi di elaborazione artigianale e primi piatti quali le minestre morellana e forcallana, faranno le delizie del viaggiatore. Sulle tavole dell'interno, non mancano poi nemmeno le ollas, combinazione di verdure, legumi e carni. Sul fronte dei dessert, la cuajada, il crème caramel alle mandorle e la ricotta al miele sfruttano al meglio la qualità del bestiame e degli alberi da frutto, assieme all'infinita varietà dei dolciumi, retaggio arabo e miscuglio di tradizione cristiane.Più a sud, l'ottima qualità delle acque trasforma i lessi della zona in una pietanza saporita e squisita. L'agnello al forno, il coniglio al timo non sono che alcune delle varianti complementari e, per dessert, le dolci ciliegie, le nespole e i cachi coltivati sulle pendici dei monti al riparo dai venti e dal freddo intenso. Anche nella provincia di Castellón, la fertile terra mediterranea produce frutta di primissima qualità come gli agrumi, celebri in tutto il mondo, e le verdure, tra cui si mettono in evidenza i carciofi di Benicarló.

La qualità dell'infrastruttura alberghiera di Castellón è medio e medio-alta con oltre 14.000 posti letto raggruppati, per lo più, a Peñíscola, seguita da Benicàssim e quindi Castellón città. Dal canto loro, gli amanti del campeggio hanno a loro disposizione oltre 25.000 posti. In provincia si contano 6.700 appartamenti turistici censiti, con 35.000 posti letto. L'entroterra di Castellón dispone di un numero rilevante di alloggi rurali come dimostrato da più di cento alberghi di campagna, pensioni e case rurali. Vanta, altresì un Parador de Turismo sito a Benicarló.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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