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Le foto di cosa vedere e visitare a Tenerife

Tenerife: viaggio attraverso il suo territorio

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Il nord di Tenerife è l’area compresa fra il massiccio centrale su cui si assesta il Teide e la costa settentrionale dell’isola. Si tratta di un’entità geografica tradizionalmente associata dagli isolani a certe condizioni agricole favorevoli. In realtà, la sua fertilità è determinata dalla storia vulcanica dell’isola, considerato che la sua ubicazione coincide con le colate di lava che accompagnarono la formazione del Teide e che occuparono tutto il nord, salvo i massicci di Teno e di Anaga. Esse trasformarono tutto lo spazio in un gran versante che sale rapidamente partendo dal mare e raggiunge 2.000 metri di altitudine in circa 10 km.

Il nord è la zona più densamente popolata, visto che per secoli le sue terre si sono sfruttate per fini agricoli. A tutt’oggi questo settore riveste una gran importanza, dedicandosi soprattutto alla coltivazione delle banane: perciò buona parte delle zone basse del nord è ricoperta dall’intenso verde di questi alberi. Qui la distribuzione del terreno si è vista sempre condizionata dall’altezza. Le piantagioni terminano in modo brusco a circa 600 metri sul livello del mare, lasciando il posto al bassomonte e poi alla pineta. La vegetazione esuberante rende la zona ideale per praticarvi il sentierismo e di fatto esistono molteplici percorsi che si inerpicano per questi boschi. Le aree con le pinete più rigogliose e accessibili si trovano nella parte elevata di La Orotava (strada TF21) e a La Esperanza, lungo la strada che congiunge La Laguna a Las Cañadas (TF24).

La Valle di Orotava è senz’ombra di dubbio il luogo più rappresentativo del nord di Tenerife. L’ammirazione destata nei visitatori del secolo scorso e il celeberrimo episodio di Humboldt, il quale si racconta che piangesse contemplando tanta bellezza, l’hanno trasformata in un simbolo dell’isola, insieme al Teide. Per essere esatti, non si tratta di una valle fluviale con la caratteristica forma a “V”, bensì di una depressione di oltre 100 kmq, la cui origine geologica (vulcanotettonica, con superfici che slittano o formazioni intercollinari) rimane a tutt’oggi un punto poco chiaro.

Tra gli alberi endemici delle Canarie, il drago (dracaena draco) spicca per la sua stranezza e longevità. Il nome allude alle sue strane forme, che richiamano alla memoria quelle di un mostro: più esattamente di un drago. La fama leggendaria dell’albero risale a prima della conquista castigliana. Fin dall’antichità il drago era conosciuto in Europa ed il suo sangue era molto apprezzato in quanto utile a fabbricare la ceralacca, pitture e unguenti medicinali. Dicono si pagasse a prezzo d’oro per le virtù terapeutiche contro le emorragie, l’ulcera e la dissenteria. Il drago è un albero che cresce molto lentamente e che può arrivare a vivere varie migliaia di anni. La sua distribuzione nelle isole è scarsissima e si trova allo stato selvaggio solo in posti di difficile accesso. Le particolari condizioni ambientali di cui ha bisogno fanno sì che solamente alcuni esemplari riescano a sopravvivere nel tempo. Tuttavia, quando si verificano le condizioni richieste, i draghi diventano alberi millenari, dalle forme e dimensioni eccezionali. A Tenerife sono famosi i vecchi draghi del Seminario di La Laguna, di Los Realejos e, soprattutto, quello di Icod de los Vinos, a cui vengono attribuiti 2.000 anni di vita. Questo è l’ultimo gran drago, dopo la morte nell’anno 1876 del Drago di La Orotava, il cui tronco misurava 15 metri di perimetro e secondo Humboldt poteva avere 10.000 anni.

... Pagina 2/2 ... Come il nord, il sud è un’entità geografica che non risponde necessariamente al suo orientamento. Occupa le zone dell’isola le cui coste sono rivolte a sudest e sudovest. In entrambi i casi non ricevono l’umidità settentrionale, in virtù dell’altitudine delle montagne centrali e conservano sempre un clima asciutto e soleggiato. Tale clima ha originato un paesaggio estremamente diverso dal settentrionale. La scarsità di precipitazioni favorisce l’esistenza di un ambiente semidesertico nel quale la vegetazione esuberante del nord lascia il posto ad un’altra di carattere xerofilo, adattata a zone secche che formano insiemi di piante carnose singolarissime, come ad esempio il tabaibalcardonal. L’aridità del meridione, poco idonea all’agricoltura di tipo tradizionale, unita al rilievo accidentato, sottomesso all’erosione in maggior misura in virtù dell’inesistenza di un manto vegetale, hanno fatto di questa zona fino all’arrivo recente del turismo un’area scarsamente abitata. Grazie a ciò si sono potute conservare grandi estensioni vergini, in grado di salvaguardare tutta la loro ricchezza naturale. Ecco la ragione per la quale si trovano qui vari spazi naturali protetti, come ad esempio Malpaís de la Rasca e le Scogliere di Adeje, entrambi prossimi ai centri turistici di Los Cristianos e Playa de las Américas. Vicino a tali zone si trova anche il Parco Naturale del Massiccio di Adeje e Barranco del Infierno (Dirupo dell’Inferno), che riveste gran importanza dal punto di vista botanico e paesaggistico. Nelle parti più alte, il versante meridionale presenta panorami meravigliosi, nelle prossimità di Vilaflor. Questo piccolo paese situato a 1.500 metri di altezza conserva nei suoi dintorni uno dei paesaggi più singolari dell’isola, denominato “Paesaggio Lunare”: si tratta di un complesso di rocce modellate dall’erosione in forme distinte. Continuando verso Las Cañadas appare una pineta molto diversa da quelle del nord poichè qui gli alberi crescono sulla lava stessa, originando un intorno i cui colori nero e verde contrastano.

El Barranco del Infierno, situato nel distretto municipale di Adeje, è probabilmente il più impressionanti di Tenerife. È caratterizzato da uno stretto passaggio tra pareti verticali che poco a poco, man mano che si sale, si coprono di una vegetazione abbondante ed esotica per poi terminare in una cascata triplice scavata in un letto di roccia, veramente spettacolare. Esiste un sentiero che percorre il burrone dal paese di Adeje fino alla cascata, punto in cui diventa impossibile continuare. L’andata e ritorno richiedono approssimativamente tre ore e si tratta di un’escursione che non possono assolutamente tralasciare gli amanti della natura. L’ascesa incomincia sulla destra di un ristorante situato a continuazione della Casa Fuerte de Adeje: una casa signorile appartenente al XVI secolo, che si trova 300 metri dopo il paese. Da detto punto si deve procedere a piedi lungo un cammino acciottolato che conduce alle Cuevas del Marqués e una volta lì scende in fondo al burrone. Si prosegue fino ad un cartello che dice “Cueva del Agua”: la cascata dista ormai pochi metri. Esiste anche la possibilità di arrivare al burrone con una gita organizzata, per la quale bisogna informarsi presso il Municipio di Adeje.

Foto wikipedia, cortesia: Mscheffler, Wladyslaw, Grombo

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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