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Le foto di cosa vedere e visitare a Tenerife

Teide (Tenerife) guida al Vulcano e al suo parco

Il vulcano del Teide è l’elemento più caratteristico del paesaggio di Tenerife. Questa montagna che domina l’isola e dalla cui vetta si riesce a vedere tutto l’arcipelago sorse all’incirca 600.000 anni fà come conseguenza di alcuni violenti processi eruttivi che coprirono la quasi totalità dell’isola. Il paesaggio che vediamo attualmente differisce molto da quello precedente alla formazione del Teide, visto che la lava coprì le terre erose e le convertì nella gigantesca montagna odierna. Dell’isola che nacque dall’oceano sette milioni di anni fà e che per la sua antichità dovrebbe assomigliare maggiormente a Gran Canaria o La Gomera restano attualmente solamente i massicci di Teno e Anaga, rispettivamente a nordest e nordovest. Queste due zone, insieme ad altre meno importanti, costituiscono l’esempio di ciò che era Tenerife prima del Teide e della magnitudine del processo di formazione del vulcano. La natura mista di Tenerife, prodotto della sua particolare storia geologica, le conferisce una spettacolarità paesaggistica del tutto eccezionale. Alle altitudini incredibili e alle forme vulcaniche di tutto il centro insulare, si unisce l’aspra orografia di Teno e Anaga i quali, inoltre, grazie all’orientamento diverso, presentano paesaggi molto distinti: di tipo desertico il primo, selvatico il secondo. Alla diversità geologica bisogna aggiungere anche quella climatica. L’altezza delle montagne non consente all’umidità oceanica di raggiungere la fascia meridionale, che resta pertanto sempre sgombra di precipitazioni. In questo modo nord e sud, costantemente condizionati dal clima, danno luogo a due categorie distinte di vegetazione: da una parte frondosa, formata da coltivazioni tropicali, fiori e boschi, dall’altra semidesertica, formata da piante endemiche estremamente rare. Recarsi a Tenerife e percorrere i suoi 2.057 km. quadrati significa contemplare un panorama davvero unico al mondo, che è riuscito a combinare uno dei vulcani più belli della Terra con una vegetazione esotica e una geografia caratterizzata da vedute spettacolari. Passare dalla costa alle altitudini impressionanti del Teide superando le nuvole, osservare l’immensità delle scogliere di Los Gigantes, esplorare il bosco intricato di laurisilva di Anaga, passeggiare attraverso le pinete della zona centrale o semplicemente godere della bellezza della Valle de La Orotava sono esperienze uniche, che in quest’isola non suppongono altro sforzo che quello di percorrere distanze corte.

Il Parco Nazionale del Teide fu creato nell’anno 1954 e ha un’estensione di 135 kmq. A 2.000 metri di altitudine si trova la gran caldaia vulcanica con i coni di Pico Viejo ed el Teide, che raggiungono rispettivamente 1.105 e 1.718 metri, prendendo come punto di riferimento la caldaia stessa. L’insieme è di grande valore geologico, botanico e paesaggistico. L’anfiteatro di Las Cañadas, una depressione gigantesca che misura 12 km per 17, nasconde al proprio interno svariate forme vulcaniche: decine di colate di lava risalente ad epoche diverse, con tessitura e colori differenti, sculture inverosimili di pietra, come los Roques de García, pianure misteriose come quella di Ucanca. Vicino ad esse, una stranissima vegetazione autoctona nella quale spicca il tajinaste, la margherita di Tenerife e la bella viola del pensiero del Teide, l’unica pianta capace di sopravvivere quassù, oltre i 3.500 metri. Tra gli animali autoctoni del parco, risalta per la sua bellezza il fringuello azzurro del Teide. Il vulcano del Teide, con 3.718 metri sul livello del mare, domina con la sua mole imponente tutto il resto. Per salire sulla vetta esiste una teleferica che funziona tutti i giorni, se non c’è vento. Il panorama che si gode dall’alto è fantastico e nei giorni sereni permette di contemplare tutte le isole dell’arcipelago Si può arrivare al Parco Nazionale prendendo come punto di partenza una zona qualsiasi dell’isola, nonostante la salita più comune sia quella di La Esperanza, dalla cittadina di La Laguna. All’inizio del Parco c’è un centro per i visitatori (El Portillo), da dove si organizzano escursioni tutti i giorni.

Il cono vulcanico del Teide risale a circa 600.000 anni fà. L’origine è da ricercare nel ciclo di eruzioni che giunsero a coprire i due terzi dell’isola, costituendo un edificio vulcanico che raggiunse i 5.000 metri di altezza. Più tardi tale edificio sprofondò su sè stesso, dando luogo a ciò che attualmente forma la depressione vulcanica della caldaia di Las Cañadas. Una fessura nell’orlo nord della caldaia dette origine a emissioni continue di lava. Come il resto dei grandi vulcani del mondo (Fujiyama, Etna) il Teide è uno stratovulcano, costituito da strati di lava e da elementi piroclastici che si accumulano progressivamente. Nonostante l’ultima eruzione risalga all’anno 1798, ancora oggi si possono vedere tracce della sua attività nei soffioni solforosi e nelle elevate temperature del terreno sulla vetta.

Anaga è una penisola situata nella parte nordoccidentale, il cui rilievo non fu coperto dalla lava durante le eruzioni che accompagnarono la formazione del Teide. La sua orografia è quella di un massiccio montagnoso molto eroso, con molteplici valli profonde che scendono fino al mare. Il paesaggio che Anaga offre ai turisti è completamente diverso dal resto di Tenerife: qui l’orografia accidentata è coperta da un manto vegetale quasi impenetrabile, che costituisce uno degli ultimi resti del bosco di laurisilva. Il Monte de Las Mercedes è molto spesso è velato dalla bruma, visto che le cime più alte raggiungono giusto il livello delle nubi oceaniche. Percorrere Las Mercedes significa addentrarsi in una selva subtropicale la cui densa vegetazione e la fauna sono scomparse dalla altre regioni della terra già nell’era terziaria. Il suo delicato ecosistema è salvo grazie al fenomeno della “pioggia orizzontale”: il suolo si mantiene costantemente umido, dovuto alla condensazione dell’acqua della nebbia sui rami degli alberi. Da La Laguna c’è una strada che arriva fino al Monte de Las Mercedes. Dopo pochi chilometri essa si addentra nel fitto bosco. Attraverso un’intricata vegetazione, continua seguendo la dorsale e termina nel belvedere del Picco dell’Inglese a quota 1.024 metri. Da qui, se la nebbia lo consente, si può godere di una veduta eccellente. Esistono altre strade che percorrono il massiccio. Molte hanno termine in strani casolari che sembrano essere appesi alla montana e che fino a non molto tempo fa erano completamente isolati; è il caso di Afur, Chamorga o Las Bodegas. Tra di essi risalta senza dubbio il paesino di Taganana, nascosto in una valle bellissima, fedele riflesso dell’architettura tradizionale.

Il bosco di laurisilva che riveste il massiccio di Anaga e altri settori del nord di Tenerife è considerato dagli scientifici un autentico fossile vivente. Questa selva, comune a tutta l’Europa meridionale nel Miocene e nel Pliocene 20 milioni di anni fà, scomparve con le glaciazioni dell’era Quaternaria. Ciò nonostante, in virtù della latitudine e dei venti oceanici, potè conservarsi nelle Canarie, che si sono così trasformate nell’ultimo angolo dove esiste un tipo di natura che è rimasta immutata durante tantissimo tempo. La dipendenza da un’umidità e una temperatura del tutto particolari limitano la crescita di questo bosco alla fascia compresa tra i 500 e i 1400 metri, in zone accidentate del nord dell’arcipelago. La laurisilva è composta da 20 specie di alberi tutti autoctoni che formano un’intricata massa vegetale. Ad Anaga esistono diversi sentieri segnalati che si snodano attraverso il bosco: è il caso di quello che scende dalla Casa Forestale (km. 4 dal tratto che unisce La Laguna a Taganana) fino al paese di Taganana. Si tratta di un percorso indicato da un cartello con scritto “Vueltas de Taganana”, riconoscibile dai segni gialli propri dei sentieri turistici. Percorrerlo in una sola direzione richiede all’incirca un’ora e mezza.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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