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Burgui, il paesino spagnolo e l'Almadia

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Chi viene dal sud della Spagna e vuole inoltrarsi lungo la valle di Roncal non può attraversare la piccola Burgui, situata a un’ottantina di chilometri da Pamplona: il paesino montano di appena 250 abitanti è infatti il punto d’accesso alla vallata, incorniciato da una natura affascinante e selvaggia. A pochi passi dall’abitato il fiume Esca ha modellato, col passare dei secoli, una suggestiva gola rocciosa tra i monti di Borreguil (alto 1420 metri) e la Virgen de la Peña (1294 metri). Una posizione strategica non da poco: oggi Burgui da parte della comunità autonoma della Navarra, e da sempre ha rappresentato una zona di confine con l’Aragona, che necessitava di una possente fortezza da cui vegliare sul territorio.

Ancora oggi quel ruolo di difesa tanto importante è raccontato da numerose testimonianze storiche, come i resti del monastero benedettino di Urdaspal, che nel VIII secolo ospitò Sant’Eulogio, oppure l’antico ponte romano che tuttora accoglie i turisti all’ingresso del borgo, fiero ed invitante: gli archi originali svolgono ancora la loro funzione con eleganza impeccabile, e i tagliacque continuano ad affievolire la forza del fiume in modo che non trascini con sé i piloni del ponte. Spostandosi di pochi metri ci si imbatte in una sorta di diga a misura di bambola, piccola e simile a un porticciolo, in cui in passato si ancoravano le almadias, ovvero le tradizionali zattere.

Proprio l’acqua del fiume e le zattere sono da sempre protagoniste della storia di Burgui, ed è impossibile fare la conoscenza del centro senza parlare di navigazione, commercio e costruzione di navi. Anche le case sembrano schierate lungo il corso d’acqua come per ammirarlo o per controllarne i traffici, disposte a terrazze sulla riva orientale dell’Esca: sul pelo dell’acqua si specchiano le scalinate lastricate e i tetti eleganti, che nelle abitazioni più lussuose sono molto spioventi e sono completati da cornicioni importanti.

Qui, lungo l’Esca, nei secoli scorsi sfrecciavano le almadias cariche di tronchi. Infatti la zona circostante Burgui è folta di boschi antichi, che da sempre costituiscono la principale fonte di sostentamento economico del villaggio: ricavare legname dalle vicine foreste era un mestiere duro ma redditizio, e le agili barche erano usate per portare i tronchi sino al corso dell’Ebro, da dove avrebbero raggiunto varie località e sarebbero stati acquistati per la lavorazione. A dire il vero i fusti degli alberi diventavano parte integrante della zattera: venivano ammucchiati in vari strati, legati insieme con materiale vegetale e dotati di un remo all’estremità.

Ancora adesso Burgui è considerata la capitale del trasporto fluviale, grazie alla valorizzazione di questo antico mestiere operata da parte del gruppo culturale degli “Almadieros della Navarra”. Così si chiamavano i barcaioli di una volta, ricordati nell’odierna manifestazione detta appunto “Almadia”: il Giorno dell’Almadia, organizzato dalla medesima organizzazione culturale, vuole fare memoria di quei lavoratori provenienti dalle valli di Aézkoa, di Salazar e di Roncal, radunando ogni primavera migliaia di visitatori e regalando loro un grande spettacolo. Durante l’Almadia, che nel 2005 è stata dichiarata festa di interesse turistico nazionale, le tipiche imbarcazioni vengono rimesse in circolazione sul fiume e contemporaneamente si svolgono mercati, spettacoli di danze popolari, banchetti con prodotti caratteristici del territorio, mostre ed esposizioni.

... Pagina 2/2 ...Il centro di Burgui ospita anche un vero e proprio museo dell’Almadia, allestito negli ambienti del Municipio, che è stato rimesso a nuovo recentemente. All’interno del museo è stato ricreato un fittizio bosco di pini, che consente ai turisti di ammirare il paesaggio forestale e immaginare la costruzione delle almadias, la corsa lungo le acque fluviali e la vita che i lavoratori conducevano sui Pirenei. È appassionante scoprire quali fossero gli abiti indossati, le abitudini tramandate o il ruolo che la donna rivestiva nella società di allora.

Ma gli almadieros non sono gli unici personaggi che fecero la storia di Burgui: chi visita il cuore del borgo scoprirà un percorso tematico interessantissimo, dedicato ai numerosi mestieri antichi che occupavano la popolazione di un tempo. L’itinerario dei mestieri descrive un cerchio di 4 chilometri lungo le vie cittadine, accompagnando i propri ospiti lungo l’antico ponte, che ricorda il lavoro degli scalpellini, quindi al cospetto di un’almadia a dimensioni reali, poi sino al forno, alla carbonaia, alla ghiacciaia utilizzata in età medievale, alla calcara e alla vecchia segheria. Alcuni di questi ambienti lavorativi sono conservati particolarmente bene, in modo da offrire uno spaccato estremamente realistico della Burgui che fu: la carbonaia e il forno, ad esempio, sono dotati di un elegante tetto di tegole, mentre la disposizione strategica della carbonaia consente di vedere al suo interno il camino in cui si bruciava il legno. La ghiacciaia è costituita da un vano, scavato nel sottosuolo, in cui si raccoglievano le nevi per mantenerle immacolate sino all’estate.

Tutt’intono a Burgui non mancano altre bellezze naturali o testimonianze storiche e architettoniche. Da vedere i bacini naturali di Sasi, la gola di Burgui che è stata dichiarata riserva naturale e ospita un rarissimo tipo di avvoltoi, ma anche le piccole località della valle di Roncal e le maestose vette montane della Navarra, in cui sbizzarrirsi nei vari sport invernali come lo sci, il fondo o le ciaspole. I più golosi non possono farsi mancare un tour dei caseifici della valle, da Burgui a Vidàngoz, sino a Uztàrroz.

L’atmosfera accogliente e familiare di Burgui, genuina come quella dei borghi più timidi, si immerge in un clima tendenzialmente fresco ma gradevole, con temperature miti anche in estate grazie all’altitudine del paesino. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da un minimo di 1°C a un massimo di 12°C, mentre in luglio e agosto si va dai 15°C ai 29°C.

Raggiungere Burgui non è difficile, grazie alla relativa vicinanza di Pamplona e di buone vie di comunicazione. A sud della cittadina passano le autostrade A21 e A23, da cui ci si può immettere sulla N240 verso nord fino a destinazione. L’aeroporto di Pamplona è a una settantina di chilometri.
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