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Barcellona e Madrid: visita alle due grandi cittÓ spagnole

Spagna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Barcellona e Madrid, due grandi città simili per estensione e rilievo, ma assai diverse per carattere e fisionomia. La prima, capoluogo della Catalogna, la seconda, capitale della Spagna, entrambe sono fonti di ritmo, di talento e di creatività.

Madrid, città conciliante e aperta. Frettolosa, moderna e, nel contempo, verace e popolare. Città dall’aria spiccatamente ottocentesca malgrado le origini medievali – arabe, per meglio dire -, architettonicamente assai eclettica. Dal neoclassicismo, al neorinascimento passando dal neomudéjar, il suo profilo viene modellato da numerose neo-tendenze. Malgrado tutto, vi fanno spicco essenzialmente mattoni a giorno, strutture lignee e coppi, opera di gente semplice e di una nobiltà appena emergente nella vita sociale di allora. Una città dall’architettura umile, stipata e popolare nella Madrid unica e antica, quella Asburgica, quartiere ove si fondono armoniosamente chiese in stile mudéjar, piazze, case popolari e palazzi, all’insegna di quella sobrietà tipica del sec. XVII. Non lontano, la città respira e viene foggiata dal suggestivo Palazzo Reale risalente al sec. XVIII, dalle nobili palazzine della Gran Vía, dal Paseo del Prado e da quello di Recoletos. Madrid accoglie una della maggiori raccolte d’arte immaginabili. Arte allo stato puro è quanto spilla dalle pareti secolari del Museo del Prado, dai luminosi saloni del Museo Thyssen-Bornemisza e dalla possente struttura del Museo Nazionale “Centro de Arte Reina Sofía”. Onde controbilanciare l’anarchico assetto urbanistico e l’effervescenza che contraddistinguono tutte le grandi città, Madrid vanta numerosi parchi e giardini: il “Retiro”, il “Parque del Oeste”, la “Casa de Campo” e molti altri. Pur se priva di una chiara identità, grazie alla forte capacità di sincretismo culturale di questa città, tutti vi trovano spazio. I piccoli bar e le taverne tipiche – con l’inconfondibile odore di olio e fumo -, si affiancano a locali più giovani e vibranti, resi famosi dalla nota “movida”. Convivono madrileni e forestieri, l’operetta e l’heavy metal, Pérez Galdós e Almodóvar, le case a ballatoio e l’architettura intelligente dell’acciaio e del vetro.

Di Barcellona colpisce l’esclusività, l’eleganza e la compattezza. Catalana verace, denota maggior timidezza e riservatezza dell’anarchica e sfrenata Madrid. Elegante e sobria, l’assetto urbanistico risponde a uno schema fatto di linee simmetriche la cui massima espressione è La Diagonal, l’arteria che l’attraversa per dieci chilometri, e l’Ensanche. Il centro storico di questa città portuale, cui buona parte del benessere si deve al traffico mediterraneo e commerciale, è rappresentato dal quartiere gotico (barrio gótico) pullulante di vita, fatto di viuzze e di ombrose piazzette. Al centro, si erge la svettante e grigia cattedrale gotica che rivaleggia con l’opera incompiuta di Gaudì, la Sagrada Familia, eretta molto più tardi. Nei pressi della cattedrale si estendono le Ramblas, brioso viale alberato pullulante di bar all’aperto, di bancarelle di venditori ambulanti e dove regna incontrastata la scaltrezza urbana. Per poter apprezzare appieno la signorilità e l’aria borghese di Barcellona, bisogna spingersi fino al Paseo de Gracia e alle splendide palazzine costruite secondo i dettami dell’art nouveau. Di fatto, l’architettura, il design e la pittura contemporanei costituiscono una delle maggiori attrazioni di questa città traboccante di creatività: dal delirio colorato di Gaudí al necoclassicismo dell’architetto Bofill; dall’ingenuità di Mirò all’africanismo” di Barceló. Onde poter ospitare i Giochi Olimpici del 1992, la città ha acquisito un volto nuovo ed è stata dotata di edifici e di impianti anch’essi nuovi che hanno fatto della zona marittima uno spazio per lo svago.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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