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Port of Spain, tra architetture gingerbread e spiagge caraibiche

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  • Carnevale di Port of Spain
A Port of Spain gli edifici “gingerbread” ed i palazzi moderni si alternano a sgangherati chioschi e vecchi negozi fatiscenti, raccontando una storia lunga e tormentata di colonialismo, su cui si sono innestati l’indipendenza ed il nuovo benessere derivato dal petrolio. Tutti i diversi elementi dell’eterogeneo tessuto sociale di Trinidad e Tobago sono riuniti insieme nella capitale, creando un’immagine che, pur ricca di contrasti e conflitti, costituisce un’inesauribile fonte di spunti di interesse. Port of Spain è una città che invita a passeggiare, vantando una zona centrale piuttosto compatta, marciapiedi affollati e vivaci, parchi e giardini verdeggianti, mentre intorno al periodo di Carnevale si trasforma in un autentico supermercato della musica, con spettacoli organizzati e improvvisati ogni sera per tre settimane in ogni suo angolo.

Fino al 1757 Puerto de los Hispanoles altro non era che un piccolo villaggio di pescatori, una manciata di casupole di fango circondate da colline e paludi, non certo adatta per la residenza di un governatore, che infatti risiedeva a St. Joseph, a 20 chilometri di distanza. Tuttavia, avendo suscitato scarso interesse nelle autorità spagnole, la vecchia capitale cominciò a presentare una lunga serie di problematiche, costringendo Don Pedro de la Moneda a trasferirsi altrove. Sotto molti aspetti Port of Spain è oggi un luogo decisamente caotico, una caratteristica che nasce dalla peculiarità delle sue vicende storiche. La città, infatti, diventò la capitale del paese quasi per caso, acquistando un’atmosfera da città di frontiera via via che gente di razze e culture diverse vi affluiva, volente o nolente, in cerca di nuovi orizzonti.

Più di qualunque altro luogo di Trinidad e Tobago, Port of Spain mostra testimonianze evidenti della grande varietà di razze, religioni e culture diverse presenti nel paese. Basta fare due passi in centro nell’ora di pranzo per ritrovarsi immersi in un’atmosfera multietnica, tra europei, africani, indiani e mediorientali. Le circostanti colline della Nothern Range rappresentano invece l’elemento di contatto con il passato, testimoniato dai quattro forti che segnano i confini originari della città: Fort George, Fort Picton, Fort St. Andres e Fort Chacon. Il primo, costruito dal governatore Hislop nel 1805 sulle colline che si affacciano su St. James, a nordovest del centro, è stato recentemente restaurato ed in parte ricostruito, ma si possono ancora vedere le prigioni originali e i cannoni schierati sui bastioni. Insieme al precedente, Fort Picton, posto sulle colline di Laventille, è uno dei belvedere migliori della città, mentre entrambi gli altri due forti risalgono al periodo del dominio spagnolo, essendo stati costruiti nel 1770 (Fort Chacon) e nel 1887 (Fort St. Andres).

Nel 1816 fu tracciata Independence Square, attualmente fulcro degli affari e dei commerci nazionali ed internazionali. Nel tratto meridionale sorgono alcuni edifici di grande importanza per la vita del paese, come ad esempio il Financial Complex ed il Textel, oltre alla sede dell’Express e a molti negozi. Il Financial Complex è l’edificio che compare sulle ultime banconote di Trinidad e Tobago, ospitando al suo interno la Banca Centrale di T&T ed il Ministero delle Finanze. Il complesso, inaugurato nel 1985, è stato progettato da un’equipe di architetti locali ed è costato 400 milioni di dollari locali; gli elementi distintivi sono le due torri di 22 piani ciascuna che custodiscono opere di pittori e scultori dell’isola. Imboccando Independence Square verso nord si trovano l’enorme Treasury Building, un tempo sede della Central Bank, e gli uffici centrali della Customs and Excise. Esattamente al centro del settore orientale, invece, si erge la Roman Catholic Cathedral of the Immaculate Conception, una delle due imponenti cattedrali costruite grazie all’iniziativa del governatore britannico Sir Ralph Woodford.

Il cuore dello shopping cittadino è Frederick Street, un interminabile susseguirsi di grandi magazzini provvisti di merci provenienti da ogni parte del mondo. Tra i maggiori centri commerciali ricordiamo Stephens & Johnson, Y. de Lima e Kirpalanis, senza dimenticare la Colsort Mall, celebre per i numerosi negozietti, magazzini di scarpe e tessuti, e Maraj, dove potrete acquistare “duty free” oggetti d’oro, argento, diamanti e pietre preziose trasformate in deliziosi monili che riproducono motivi e disegni locali. All’angolo di Frederick e Queen Street, la prima traversa che si incontra procedendo verso nord, c’è un vasto agglomerato di piccole baracche di legno che porta il nome di Frederick Street Mall, ma i negozi proseguono quasi ininterrottamente fino all’altezza di Woodford Square.

... Pagina 2/2 ...Fulcro della vita cittadina, Woodford Square è la principale via di collegamento tra i settori occidentale e orientale di Port of Spain. La piazza è brulicante d’attività sia di giorno che di notte, quando i turisti si affollano sotto la facciata della Trinity Cathedral per scattare qualche foto. Guardando a ovest dalla cattedrale si scorge la Red House, dove si riuniscono le camere del Parlamento, mentre all’angolo con Knox Street si erge il Municipio, ospitato da un edificio inaugurato nel 1961 in sostituzione di quello originario distrutto da un incendio negli anni ’40. Adiacente al Campidoglio c’è la Trinidad Public Library e alle spalle di questa la piccola chiesa di St. John the Baptist, costruita nel 1854 da George Sherman Cowan, un missionario inglese inviato a Trinidad dalla Lady Mico Charity per offrire un’adeguata istruzione ai bambini degli ex schiavi.

Il museo principale di Port of Spain è il National Museum and Art Gallery, un’istituzione che nacque come Museo delle Scienze e delle Arti nel 1892 col nome di Victoria Institute, per commemorare il giubileo della Regina Vittoria. Distrutto da un incendio nel 1920, il museo fu ricostruito nel 1923 ed oggi ospita un’eterogenea collezione di manufatti amerindi, litografie della città vecchia ad opera di Michel Cazabon, opere varie di artisti locali contemporanei ed una sezione dedicata all’industria petrolifera dell’isola. Vi sono inoltre testimonianze di artisti di fama internazionale come Carlisle Chang, Leroy Clarke, Ralph e Vera Baney, Nina Squires e Dermot Lousion. Uscendo dal museo, sulla destra c’è il Memorial Park, dedicato ai soldati di Trinidad morti nelle due guerre mondiali, anche se il bel parco cittadino è senza dubbio il Queen’s Park, popolarmente noto con il nome di Savannah, che si estende dall’altra parte della strada all’estremità settentrionale del Memorial Park. Del “Parco della Regina” fanno parte anche i Botanic Gardens e l’Emperor Valley Zoo, dove si affollano soprattutto famiglie con bambini piccoli.

Gli edifici che circondano il Savannah sono straordinari, un incredibile insieme di stili che vanno disinvoltamente dal castello scozzese al palazzo moresco, offrendo al visitatore un affascinante spaccato delle influenze culturali e delle mode architettoniche che si sono susseguite nel secolo scorso. Lungo un tratto della Maraval Road, che corre sul lato occidentale del parco, sorgono sette di questi edifici noti col nome di “Magnificent Seven” o “Queens of Bands”. Sei di essi risalgono al 1904 e tra questi c’è il Killarney, una riproduzione del castello di Balmoral progettata dall’architetto scozzese Robert Giles per la famiglia Stollmeyer, il Whitehall, in stile veneziano ed oggi sede degli uffici del Primo Ministro, l’Archbishop’s House, residenza dell’Arcivescovo cattolico di Port of Spain, e la Roomor, una residenza barocca fatta costruire da un ricco piantatore, Lucien F. Ambard, con grande sfoggio di marmi italiani e ceramiche francesi. L’ultimo dei “Magnifici Sette” è il Queen’s Royal College, un istituto maschile di istruzione secondaria in stile tedesco rinascimentale realizzato in cemento rivestito di pietra calcarea azzurra e dipinto in parte di un colore rossastro che crea un piacevole contrasto.

Il clima è tropicale, caldo e umido per tutto l’anno, durante il quale la temperatura media mensile si mantiene pressoché costante intorno ai 25 gradi. I mesi più caldi sono maggio, giugno ed il periodo compreso tra settembre e novembre, quando i valori oscillano mediamente tra 32 e 22 gradi, mentre quelli in cui le temperature calano leggermente sono gennaio, febbraio e marzo. La stagione delle piogge va da giugno a dicembre, mentre tra gennaio e maggio le precipitazioni sono pressoché assenti; seppur rari, gli uragani sono un rischio che aleggia su Port of Spain durante tutta la stagione umida.

L’aeroporto cittadino è il Piarco International Airport, uno scalo situato 25 chilometri ad est del centro e ottimamente collegato a numerose destinazioni americane, ma anche europee. I trasporti pubblici urbani constano di diverse linee di autobus, anche se nelle ore di punta le strade e le autostrade risultano spesso congestionate a causa del traffico pesante. Per raggiungere Scarborough e Tobago si può prendere un traghetto.
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