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Carnevale in Sardegna: i maggiori eventi nell'isola

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Con la festa di Sant'Antonio Abate iniziano in tutta la Sardegna i festeggiamenti del Carnevale: per una delle feste più sentite e vissute dell'Isola sono in programma tante manifestazioni che si protrarranno fino al mercoledì delle ceneri e che raggiungeranno il culmine nell'ultima settimana, il giovedì e il martedì grasso.

Ogni anno nel mese di febbraio torna in vita una festa che nasce dal desiderio di trasgressione: i travestimenti rappresentano, secondo gli studiosi, l'identità individuale momentaneamente "mascherata". Alla base dei carnevali sardi c'è l'atavica lotta dell'uomo con la natura e la forza magica contro cui bisogna confrontarsi per garantire la sopravvivenza delle comunità.

Le maschere rappresentano un rituale dalle origini comuni e dallo scopo simile: allontanare il male, nella fattispecie la carestia, dalle proprie comunità. Mamuthones e Issohadores a Mamoiada, Thurpos a Orotelli, Boes e Merdules a Ottana, Mamutzones e Urtzu a Samugheo, sono esempi di maschere che quasi sempre personificano il rapporto fra mondo umano e mondo animale.

Nei diversi centri dell'Isola la tradizione carnevalesca si sta spostando dalle rappresentazioni chiaramente legate al mondo agro-pastorale, per virare negli allegri festeggiamenti fatti di musica, luci e balli. In numerosi centri della Sardegna, infatti, il Carnevale si sta progressivamente allontanando dalla primitiva tradizione sarda per avvicinarsi alle rassegne goliardiche animate da carri allegorici e personaggi fantastici, che contemporaneamente si svolgono in tutta Italia e in diverse parti del mondo. Ma dentro queste parate affiora sempre vero ed antico carnevale sardo.

... Pagina 2/2 ... I centri che si distinguono nella preparazione di queste colorate e vivaci sfilate sono: Tempio Pausania, San Gavino Monreale, Marrubiu, Bosa e Iglesias. Si tratta di grandi feste che richiamano ogni anno migliaia di visitatori, ognuna delle quali è caratterizzata dalla sua maschera-simbolo, quasi sempre condannata ad essere bruciata l'ultimo giorno della festa in un grande rogo.

Nei giorni di Carnevale si svolgono anche alcune manifestazioni legate ad una delle tradizioni più antiche della Sardegna: la corsa dei cavalli. Oristano e Santu Lussurgiu, in particolare, diventano teatro di due grandi corse, che seppure tra loro differenti nelle origini, nelle metodologie e linee di svolgimento, sono entrambe legate ad una consolidata maestria dei sardi nel domare animali che, soprattutto in passato, hanno aiutato contadini e pastori nei lavori quotidiani.

A Oristano, in occasione di sa Sartiglia, la gente si accalca per ammirare la corsa alla stella: cavalieri coi volti coperti da bianche e austere maschere intraprendono spericolate corse a cavallo mettendo alla prova le proprie abilità nell'intento di staccare la stella con la spada. Di grande suggestione sono le pariglie di sa Carrela 'e nanti, che a Santu Lussurgiu richiamano un pubblico numeroso lungo le vie del centro storico.

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