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Dark Tourism a Napoli: il turismo macabro tra Pompei, sotteranei e cimiteri

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Non tutti sanno che il termine “dark tourism” fu coniato negli anni ’90 da due professori universitari di Glasgow, John Lennon e Malcolm Foley. Philip Stone lo definisce” viaggiare allo scopo di visitare luoghi di morte, distruzione o comunque macabri”. Perché? La spiegazione è che disgrazie e disastri esercitano un fascino perverso sulle persone. Il cimitero di Père Lachaise a Parigi, per esempio, attrae centinaia di migliaia di visitatori che rendono omaggio alle tombe di icone culturali come Oscar Wilde, Sarah Bernhardt e Jim Morrison. La città di New York ha creato un itinerario apposito per consentire ai turisti, americani e non, di visitare Ground Zero. Il fenomeno, già molto diffuso all’estero, suscita un interesse crescente anche in Italia.

Per gli appassionati ed i curiosi suggeriamo un itinerario inconsueto tra Napoli e dintorni partendo da uno dei siti più ricercati dai turisti – dark e non – di tutto il mondo, Pompei.

Chi propone il week end all’insegna del “dark tourism” a Napoli è il Decumani Hotel de Charme, il primo “cultural hotel” di Napoli, perfettamente situato nel cuore della città, tra il Monastero di Santa Chiara e la Cappella San Severo. Un hotel nuovo in un palazzo storico, arredato con mobili d’epoca, in una location suggestiva. Fiore all’occhiello lo splendido salone barocco tutto oro e stucchi. Prezzo della camera doppia a partire da euro 129 a notte compresa prima colazione. Per soggiorni di minimo 3 notti verrà riconosciuto uno sconto del 5 %, che salirà al 10 % per soggiorni di minimo 5 notti. Con soli Euro 20 si potrà ottenere un upgrade in camera De Luxe.

Le Lune di Pompei: visita degli scavi al chiaro di luna
Quale atmosfera più misteriosa di una visita agli scavi di Pompei al chiaro di luna? Fino alla fine di ottobre, nei fine settimana prosegue “Le lune di Pompei”: un programma di visite guidate a pagamento. I percorsi, suggestivi, accompagnati da voci, suoni e luci, iniziano un’ora dopo il tramonto, durano novanta minuti circa e si snodano tra gli edifici della città romana con le sue vivide testimonianze di vita quotidiana sepolta per secoli sotto la cenere. (www.lelunedipompei.it per la prenotazione delle visite notturne e www.pompeiviva.it)

Napoli Sotterranea
Un dedalo di gallerie ove passato e presente, vita e morte si intrecciano inesorabilmente tra ossari, resti di costruzioni greche e romane e quasi duplicano la città di Napoli della superficie.
Napoli è costruita sul tufo e i Greci furono i primi ad aprire cave sotterranee per ricavarne i blocchi per costruire le mura delle loro Neapolis, mentre i Romani svilupparono un reticolo imponente di sotterranei e di acquedotti che, successivamente ampliati nel corso dei secoli, si stendono sotto quasi tutta la superficie cittadina. Il sottosuolo di Napoli è diventato negli ultimi anni una meta turistica di fama internazionale. Vi sono diversi percorsi per poter accedere a questa città "parallela", ancora non completamente conosciuta; tutti inquietanti ed al tempo stesso affascinanti.

Il cimitero delle Fontanelle riaperto dopo trent’anni
Chiusi dal terremoto del 1980, sono stati riaperti al pubblico i cancelli di un sito unico, monumentale, nel popolare Rione Sanità. Questa zona, appena fuori le mura greco-romane della città, per secoli fu utilizzata per la sepoltura. In particolare, la cripta del cimitero scavato nel tufo, un’area vastissima di circa 3000 mq, conserva tutt’ora i resti accumulati nei secoli – circa 40.000. A partire dal ‘700 chi non poteva permettersi una degna sepoltura o le vittime delle grandi epidemie di peste e colera che hanno più volte colpito Napoli venivano portate qui. Il culto dei teschi, come quello delle anime del purgatorio, è una tradizione ben radicata tra i napoletani. Donne e uomini di ogni ceto sociale fino a quarant’anni fa, prima che la Chiesa decretasse la sua chiusura, scendevano in questo luogo per adottare un teschio, prendersene cura, pregare e chiedergli favori di ogni genere.

Il culto delle anime del Purgatorio
... Pagina 2/2 ...Questo territorio di passaggio, che per l’immaginario collettivo si colloca nel mezzo tra Paradiso ed Inferno, a Napoli acquista un significato ancor più profondo ed assume la valenza di un vero e proprio culto. Passaggio e transizione, mistero e precarietà accompagnano la vita di tutti i giorni e le anime del purgatorio si inseriscono perfettamente in questo quadro entrando in contatto con i vivi: gli uni chiedono l’alleviamento delle pene apparendo in sogno ai vivi, gli altri alle anime del purgatorio chiedono un’esistenza meno precaria ed un sostegno alle difficoltà quotidiane.
S. Pietro ad Aram e S. Maria del Purgatorio ad Arco sono i luoghi deputati al culto delle anime del Purgatorio.

La Cappella Sansevero e le macchine anatomiche di Raimondo di Sangro
Nella famosa Cappella Sansevero, creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s’intrecciano creando un’atmosfera unica. Tra capolavori come il celebre Cristo velato, coperto da un sudario marmoreo prodigiosamente trasparente, ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l’ingegno umano abbia mai concepito. Il suo geniale creatore fu Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. Nella Cavea sotterranea sono conservate, all’interno di due bacheche, le famose Macchine anatomiche, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema artero-venoso quasi perfettamente integro risalenti al 1763. Ancora oggi, a circa due secoli e mezzo di distanza, non si sa attraverso quali procedimenti o adoperando quali materiali si sia potuta ottenere una tanto eccezionale conservazione dell’apparato circolatorio.

Il Museo delle Antiche Arti Sanitarie presso l’Ospedale degli Incurabili
Decisamente originale questa iniziativa, messa a segno pochi mesi fa da un primario chirurgo napoletano appassionato ed esperto di storia sanitaria. Nel “Collegio delle Pentite” presso lo storico Ospedale degli Incurabili, il più antico ospedale d’Europa ancora operativo, sono raccolti ferri chirurgici – oggi sembrano veri e propri strumenti di tortura - una macchina anatomica settecentesca, libri antichi di medicina, reperti anatomici di vario genere. Si tratta di testimonianze storiche legate alle epidemie ma anche della lotta alla sifilide, alla cura dei pellegrini e degli infermi. Per informazioni: Associazione il Faro d’Ippocrate.

Il Decumani Hotel de Charme
Più che un hotel un museo, finemente restaurato, solo 22 camere uniche. Tutte diverse. Tutte contraddistinte dalle suggestive volte a crociera, i soffitti a cassettoni e le travi affrescate a vista. L'arredamento è rigorosamente d'epoca e rispetta quella che fu la dimora settecentesca di Sisto Riario Sforza, ultimo vescovo del Regno delle Due Sicilie. Nei dintorni alcuni dei monumenti più importanti, come San Gregorio Armeno, il mercato dei presepi; il tesoro di San Gennaro; il famoso monastero di Santa Chiara; la Cappella Sansevero e Napoli sotterranea; poi più giù, verso il mare, Via Chiaia, la via dello shopping di classe; la splendida Piazza Plebiscito.

Decumani Hotel de Charme
Via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 15 - 80134 Napoli
Tel/fax 081.551.8188 - www.decumani.com - info@decumani.com

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