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Archeologia horror: in Egitto scoperte 16 mani mozzate

Non è la trama di un film horror, o un nuovo episodio della saga di Indiana Jones, ma una vera ed interessante scoperta archeologica: una squadra di archeologi guidata dall'esperto austriaco Manfred Bietak ha rinvenuto ben 16 mani mozzate, risalenti a circa 3600 anni fa, sepolte dentro e intorno ad un antico palazzo reale in Egitto . Ci troviamo nella storica città di Avaris, situata nella zona est del delta del Nilo, che fu la capitale della 15a dinastia degli Hyksos . La città di Avaris fu abbandonata e ricoperta dal fango delle piene del Nilo, ma qualche anno fa, vicino all'attuale Tal al Dabaa, cittadina a nord est del Cairo , una squadra di archeologi austriaci l'aveva localizzata nel 2010, scoprendo la sua vera enorme estensione, grazie all'utilizzo di un georadar.

Due delle mani sono state trovate ciascuna in un rispettivo pozzo, davanti a quella che si pensa sia una sala del trono, mentre altre restanti 14 mani sono state rinvenute sepolte in 4 fosse comuni. Le 16 mane trovate, hanno tutte la caratteristica di essere mani destre, oltre che essere di grandi dimensioni. Potrebbero quindi essere mani di guerrieri, e sarebbero quindi la prima prova tangibile di una pratica, attestata in antica scrittura egiziana: i soldati si presentavano davanti al sovrano, portando la mano destra del nemico ucciso, rivendicando un premio in oro. La mano destra infatti possiede una simbologia specifica, rappresenta la forza di un guerriero, amputandola significava togliere ogni possibile energia al corpo del combattente, ed inoltre probabilmente servivano per una macabra conta dei risultati di uno scontro armato.

Questa scoperta è la prima testimonianza di questa particolare pratica, ma che i prigionieri in Egitto fossero trattati in modo macabro non è una novità: la famosa tavolozza di Narmer, un reperto risalente al tempo della unificazione dell'antico Egitto, e cioè circa 5.000 anni fa, mostra i prigionieri decapitati e un faraone in procinto di schiacciare la testa di un uomo inginocchiato. Si può ipotizzare quindi che il rito della mano destra possa essere stata una pratica abbastanza comune, specie tra le tribù del nord-est dell'antico Egitto, di origine semite.

Il governo egiziano spera che queste nuove scoperte archeologiche possano contribuire al rilancio turistico del paese, che negli ultimi anni ha sofferto per i contraccolpi della primavera araba. Non sappiamo ancora quando il sito di Avaris potrà essere visitato, gli scavi procedono in modo accurato, ma richiedono parecchio tempo. Certo è che la scoperta delle 16 mani accresce l'interesse per questo sito misterioso, e probabilmente nel futuro questa antica città entrerà a far parte dei tour alla scoperta dell'Antico Egitto.
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 Pubblicato da il 11/08/2012 - - ® Riproduzione vietata

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