Guinea Equatoriale: spiagge e foreste incontaminate d'Africa

Condividi Enrico Montanari

Prima dell'arrivo dei portoghesi alla fine del XV secolo, l'area occupata oggi dalla Guinea Equatoriale era abitata da popolazioni Bantu; l'avvento dei coloni europei e del mercato degli schiavi che essi misero in atto determinò profondi stravolgimenti nella società locale, che comportò anche migrazioni forzate da/per altri paesi.

Tre secoli più tardi fu la volta del dominio spagnolo sulla regione, grazie ad uno scambio di terre tra i due sovrani iberici; il protettorato spagnolo si mantenne fino al 1959, anno in cui una prima parziale forma di indipendenza fu concessa alla colonia. Trascorsi altri nove anni, nel 1968 si poté assistere alla definitiva dichiarazione d'indipendenza della Guinea Equatoriale che, contrariamente a quanto sarebbe lecito aspettarsi, non apportò un miglioramento al paese, bensì lo fece sprofondare in un vortice di dittature, lotte per il potere e e colpi di stato che non pare essersi ancora del tutto sopito.

Solo gli aiuti dei governi spagnoli e francesi hanno dato un po' di respiro ad un'economia in ginocchio durante il XX secolo; più recentemente, la scoperta di ingenti risorse petrolifere nel Golfo di Guinea ha attirato l'attenzione degli investitori stranieri e portato una nuova ricchezza economica nel paese, purtroppo mal gestita e non distribuita.

La Guinea equatoriale è costituita principalmente da un territorio continentale, confinante con il Gabon ed il Camerun, e da una serie di isole al largo della costa, nell'Oceano Atlantico, tra cui l'Isola di Bioko, dove sorge la capitale Malabo.
Le infrastrutture turistiche sono al momento molto poche, ma decisamente in crescita rispetto agli anni passati ed il loro sviluppo costante; il paese è tuttavia un luogo molto interessante nonostante le sue ridotte dimensioni (è infatti uno degli stati africani più piccoli in assoluto) e vanta alcune spiagge straordinarie.

Un viaggio in Guinea Equatoriale potrebbe iniziare da Bata, la principale città sul continente, nella regione del Rio Muni; non offre grandi attrazioni al turista se non la propria cattedrale, alcuni caratteristici mercati e diversi edifici coloniali dell'epoca spagnola, ma è circondata, sia a nord che a sud, da alcune delle spiagge più straordinarie del pianeta. Oltre al susseguirsi di spiagge sulla breve costa guineana, si può considerare l'idea di spostarsi verso l'interno del paese ed addentrarsi quindi nelle foreste ed i parchi nazionali.

Dirigendosi verso Evinayong la strada è asfaltata, ma poi da qui a Mongomo si trasforma in semplice pista. Ad Aconibe si può organizzare un'escursione di alcuni giorni al monte Piedra Nzàs (letteralmente Pietra di Dio), che con i suoi 1200 metri sul livello del mare domina l'omonima riserva protetta; questa zona ha un forte valore culturale per l'etnia fang ed ospita una sorprendente varietà di piante e funghi. A quanti decidessero di avventurarsi nella selva, si raccomanda di contattare una guida e di equipaggiarsi adeguatamente.
L'area naturale più caratteristica del paese è il Parco Nazionale di Monte Alén, accessibile per mezzo di sentieri nella giungla e dove vivono elefanti, leopardi e un'enorme quantità di specie di uccelli.

Sempre nelle zone dell'interno può valere la pena seguire diverse rotte ad anello per scoprire i paesaggi incontaminati della foresta ed incontrare, di tanto in tanto, un villaggio tradizionale o alcune città più grandi come Nsork, Mongomo (quest'ultima particolarmente attiva e ricca di vita, dove stanno crescendo notevolmente anche gli investimenti), Micomeseng – al confine con il Camerun, in una regione dove si producono cacao e caffè – che ospita anche un centro all'avanguardia per lo studio ed il trattamento della lebbra, o ancora Ebebiyin, una città commerciale di frontiera decisamente interessante.

Una delle principali attrazioni della Guinea Equatoriale è data dalle cascate Mosumo, raggiungibili seguendo la strada asfaltata che da Bata si dirige verso Niefang e poi abbandonandola per seguire una strada sterrata che porta a Mosumo. Una volta arrivati in paese, occorre presentarsi al capo del villaggio per ottenere l'autorizzazione alla visita ed essere affidati ad una guida locale per l'accompagnamento (dopo aver proseguito per un tratto in macchina, si attraversano in kayak le acque del fiume Benito e si cammina per ulteriori due ore).

Come detto, il paese comprende anche alcune isole al largo della costa; se le più piccole sono visitabili prendendo come base di partenza Bata, la più grande ed importante – ovvero l'Isola di Bioko – si trova in realtà ben più vicina alle coste del Camerun di quanto non lo sia a quelle guineane. Qui, oltre a concedersi un'ovvia visita alla capitale Malabo, è certamente consigliato organizzarsi per effettuare il giro dell'isola alla scoperta delle bellezze naturale che essa può offrire. Oltre alla bella spiaggia di Arena Blanca, altamente suggerite sono le escursioni alle cascate di Moca ed ai laghi Biao e Loreto, bacini vulcanici attorno ai quali vivono numerose specie di scimmie.

In Guinea Equatoriale non esiste un servizio di trasporto pubblico, ed anche il noleggio degli automezzi può essere difficoltoso, tuttavia il turismo sta prendendo piede e la situazione dovrebbe rapidamente migliorare; i trasporti cittadini sono affidati ai taxi e sono generalmente economici.

Esistono voli giornalieri dall'Europa e da diversi paesi africani per Malabo; da qui i collegamenti verso il continente (in particolare verso Bata) possono avvenire per via aerea o in traghetto, ma per questioni di tempo e comodità può essere preferibile scegliere l'aereo, disponibile tutti i giorni tranne la domenica e da prenotare possibilmente in anticipo.
Si rammenta infine che viste le condizioni climatiche della Guinea Equatoriale, è vivamente consigliato visitare il paese durante la stagione secca, ovvero tra novembre e febbraio, perché durante i restanti mesi le piogge sono quotidiane e possono rendere difficoltosi gli spostamenti terrestri.

Cortesia foto: http://www.tropicalparadise.net

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