Con l’approssimarsi della primavera, quando si allungano le giornate, si faceva a meno di lavorare con l’oscurità, per cui sulla porta di ogni laboratorio veniva bruciato il rustico parot (una lampada a stelo). Per alimentare il fuoco gli artigiani stessi accumulavano trucioli e listoni di legno inservibili, oltre alle cose vecchie che venivano portate da tutto il vicinato. Il corpo verticale e le braccia di questa lampada, chiamata anche estai o pagés, si prestavano ad essere animati con degli stracci ed ottenevano così una parvenza umana, mentre un cappello dava l’impressione della presenza di un’ipotetica testa. Nacque così il Ninot (pupazzo). Ci mancava solo che questi pupazzi, protagonisti di ogni farsa di quartiere, di città, del Paese e del mondo intero, venissero posti su un piedistallo, in modo che la gente potesse vederli e burlarsene meglio. Un altro elemento che rende più comprensibili queste ingegnose creazioni è il Llibret (libretto), che contiene in versi “la relació i explicació de la Falla” (la relazione e spiegazione della Falla). Quando si ottengono e si combinano tutti questi elementi otterremo la vera falla valenciana.
Il programma delle feste della Settimana Fallera è andato formandosi sin dal cuore dell’intero processo. Ne costituisce un esempio il ninot indultat (pupazzo graziato), nato su richiesta della gente che riteneva che alcuni ninot fossero delle vere e proprie opere d’arte e che fosse un peccato bruciarli. Per questo motivo è stato deciso di esporre gli esemplari migliori, uno per falla: è lo stesso pubblico a votare il migliore di tutti, che non verrà bruciato. Tutti i ninot che sono stati graziati sono esposti nel Museo Fallero. La polvere pirotecnica costituisce un elemento indispensabile e fondamentale di qualsiasi festa valenciana e le Fallas non sono certo un’eccezione. In questa festa essa detiene un particolare potere di richiamo, dato che sono migliaia le persone che raggiungono Plaza del Ayuntamiento per presenziare alla Mascletà (spettacolo di fuochi artificiali), alle ore 14 di ogni giorno compreso tra il 1° ed il 19 marzo, ed alle despertàs alle prime ore del giorno, in cui i falleros sparano centinaia di razzi e petardi nei rispettivi quartieri. Non possiamo dimenticare la spettacolare Nit del foc (notte del fuoco), che si svolge la mattina presto del 18 marzo e che offre uno spettacolo di fuochi artificiali unico al mondo.
La plantà di una falla è il montaggio di tutti i suoi elementi fino ad ottenere un a struttura unica. Inizialmente questa plantà veniva effettuata in una sol notte, quella compresa tra il 15 ed il 16 marzo. Attualmente, a causa della spettacolarità e delle grandi dimensioni di alcune fallas, è necessario iniziare a montarle alcuni giorni prima del 15. La sera della plantà i falleros si riuniscono a cena per distribuirsi i compiti affinché il monumento possa essere terminato entro le prime ore della mattina del 16.
Ogni falla o commissione dei quartieri che compongono la città sceglie la propria Fallera Mayor, la Fallera Mayor Infantil e le sue corti, che la rappresenteranno alla festa. Esse vengono designate solennemente nelle proclamazioni che hanno luogo nei mesi precedenti allo svolgimento delle Fallas. Le dame valenciane che vi partecipano indossano da sempre vestiti sontuosi, che con il passare del tempo, se possibile, sono divenuti ancor più ricchi di dettagli. Alcuni degli elementi distintivi sono: sete, broccati, gioielli d’oro, perle e smeraldi, la peineta dorata (il tipico pettine decorativo spagnolo), gli orecchini con pendenti, gli aghi con le teste costellate di pietre preziose per fermare le trecce attorcigliate lateralmente sopra le orecchie, il fazzoletto ed il grembiule. La mattina del 17 marzo le falleras e le loro commissioni si recano in Plaza del Ayuntamiento per ricevere il premio corrispondente. Una giuria avrà visitato previamente tutte le fallas della città, oltre 750* tra adulte ed infantili, per prendere la propria decisione.
Il momento in cui si può ammirare uno spettacolo pieno di bellezza, colore, tradizione e devozione, però, corrisponde all’Offerta dei giorni 17 e 18. Si tratta dell’atto culminante delle feste, consistente nella sfilata di tutte le commissioni della città dai rispettivi quartieri di origine fino a Plaza de la Virgen per donare un’offerta floreale alla Virgen de los Desamparados (Madonna degli Abbandonati), patrona di Valencia, ed ha luogo a partire dalle 16 fino al calare dell’oscurità. Con tutti i mazzi di fiori che le falleras consegnano ai decoratori della Madonna viene composto un impressionante tappeto collocato sulla facciata principale della basilica e si decora il manto della Vergine, rappresentato da un catafalco di legno di 15 metri di altezza, terminante con i volti della Madonna e di Gesù Bambino, il cui disegno varia ogni anno. Oltre ai mazzi di fiori delle falleras, i falleros portano grandi canestri che verranno depositati ai piedi della Vergine. Come curiosità segnaliamo che il peso dei fiori accumulati in questi giorni raggiunge le 25 tonnellate.
Il 19 marzo, mano a mano che si avvicinano le 10 di sera, le strade di ogni quartiere tornano ad animarsi, poiché a quell’ora si svolge la Cremà (rogo) delle fallas infantili. Due ore più tardi verrà il turno delle fallas grandi, molte delle quali, prima di ardere, sono precedute da fuochi artificiali culminanti nella falla stessa, per cui saranno essi a dare origine alle fiamme che poco a poco consumeranno la cartapesta, il legno, la pittura e gli altri materiali impiegati per la sua costruzione. Dopo aver visto ardere la rispettiva falla, molti si dirigono alla Plaza del Ayuntamiento per assistere al falò della falla principale, la falla di tutti i valenciani, che a causa della sua solennità viene bruciata un’ora dopo le altre, all’una del mattino. Viene sempre preceduta da una scarica di spettacolari fuochi artificiali che riempiono di rumore, luce e colore la piazza e che introducono la Cremà dell’ultima falla della città, quindi la conclusione della festa. Nonostante possa sembrare un momento triste, coincidente con il termine della festa, costituisce anche un momento di allegria, in quanto simbolizza l’inizio della primavera e, cosa ancor più importante, l’inizio delle fallas dell’anno successivo. Durante tutta la notte tra il 19 ed il 20 marzo i servizi municipali del corpo dei Vigili del fuoco svolgono un’importante opera di raccolta di tutte le ceneri e dei resti dei fuochi, in modo che la mattina seguente la città di Valencia possa recuperare il suo ritmo abituale. E’ giunto ora il momento di far lavorare la creatività e di iniziare a pensare alle idee che possano consentire l’anno seguente, se possibile, di creare delle fallas ancor più spettacolari, e con esse la festa intera.
Foto wikipedia, cortesia: Hermenpaca, A.Ceballos, Pablo Enzo,
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