Ferry4you sncm italia srl

Alla scoperta dell’Algeria: Hoggar, la patria dei Tuareg

Nel Sahara, il deserto dei deserti grande come gli Stati Uniti, ci sono anche le montagne. Nel territorio algerino c'è il massiccio granitico dell'Hoggar, con enormi distese sassose e altipiani segnati da creste di lava, con vette alte fino a tremila metri, con pareti sgretolate dal calore, dove «la Terra è cambiata in Luna», come […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

Nel Sahara, il deserto dei deserti grande come gli Stati Uniti, ci sono anche le montagne. Nel territorio algerino c’è il massiccio granitico dell’Hoggar, con enormi distese sassose e altipiani segnati da creste di lava, con vette alte fino a tremila metri, con pareti sgretolate dal calore, dove «la Terra è cambiata in Luna», come ha scritto Simone de Beauvoir. E con giacimenti di uranio, wolframio, tungsteno, perfino di oro.

Hoggar, sbarramento naturale tra il Sahara e l’Africa Nera, è il regno dei Tuareg, gli orgogliosissimi «uomini blu», antichi nomadi oggi inquadrati dal socialismo algerino e costretti a una residenza stabile. La mitica Tamanrasset, Tam per gli iniziati del deserto, duemila chilometri a sud di Algeri, è ormai il capolinea di un turismo nuovo che cerca la droga letteraria dell’ avventura.

«Dammi un cammello, una sella e una tenda e sarò felice», diceva un canto quando nell’Hoggar, oltre un milione di chilometri quadrati fra Gadames, Tumbuctù e Agades, i bellicosi Tuareg vivevano in caste e assaltavano le carovane sudanesi con i fucili a ripetizione. I francesi li disarmarono dopo la seconda guerra mondiale. L’abolizione della schiavitù e l’istruzione obbligatoria li ha fatalmente irreggimentati.
Il sindaco di Tam è un Tuareg, e Tuareg sono le guide che, indossando i loro costumi, accompagnano i turisti sulle Land Rover. Pronti a spiegare che la definizione «uomini blu» è nata dal colore della stoffa dei loro abiti tinta con l’indaco.

Ancora 700 chilometri e da Tam si arriva a Djanet, il museo all’aria aperta dove le incisioni rupestri sono un film di quattromila anni di vita. Un film che per attori della preistoria sahariana ha gli elefanti, i rinoceronti, i leoni.

News

LE ULTIME GUIDE

monastero bormida piemonte

Il borgo di Monastero Bormida tra il Monferrato e le Langhe

Uruapan (Messico), viaggio nella sua natura verso il vulcano Paricutin

Caldarola, visita al borgo marchigiano e ai suoi tre castelli

Recoaro Terme: week end relax nell’alta Valle dell’Agno

Chiusi della Verna (Toscana): il pellegrinaggio al Santuario della Verna e cosa vedere