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Pornassio (Liguria): cosa vedere nel piccolo comune della Valle Arroscia

Crogiuolo di bellezze naturali e artistiche posto laddove la Valle Arroscia segna il confine fra Piemonte e Liguria, Pornassio si lascia con docile accondiscendenza circondare dalla morbidezza di un paesaggio di duplice espressione, alpina a nord, mediterranea a sud. Boschi, vigneti e uliveti (le cui olive di varietà taggiasca danno vita a un pregiato olio […]

Samuele Pasquino

Laureato in lettere, giornalista pubblicista, web writer e scrittore letterario con il gusto dell'eclettismo.

Crogiuolo di bellezze naturali e artistiche posto laddove la Valle Arroscia segna il confine fra Piemonte e Liguria, Pornassio si lascia con docile accondiscendenza circondare dalla morbidezza di un paesaggio di duplice espressione, alpina a nord, mediterranea a sud.

Boschi, vigneti e uliveti (le cui olive di varietà taggiasca danno vita a un pregiato olio extravergine naturalmente biologico) soverchiano un comune montano dalle molteplici risorse, un borgo che riesce a coniugare con esemplare spigliatezza ricettività, sport, ricreazione e il meglio della buona cucina innaffiata dall’ottimo Ormeasco DOC, vino di color rosso rubino acceso. La sua versione rosée, l’Ormesco Sciac-trà, rientra in una produzione limitata che conta nell’annata migliore non più di 500 ettolitri.

Storia

Carattere agreste, tepore rurale e diversi livelli di tranquillità sono valori che il paese ha acquisito pian piano nel corso di una storia cominciata sotto il segno della romanità e proseguita attraverso il Medioevo. Durante il ‘200, Pornassio si conformò feudo fedele a Genova e facente parte della Castellania dell’alta Valle Arroscia assurgendo a centro peculiare in virtù del castello che controllava l’ingresso al Colle di Nava e della possibilità di accogliere presso l’alpeggio estivo le mandrie transumanti dalla Valle del Roia.

Il secolo successivo vide l’alternarsi di diverse famiglie nel controllo feudale, sicché si assistette all’avvicendarsi di casate come i Ventimiglia e gli Scarella. La maggiore contesa riguardò ogni modo il Piemonte e la Liguria, poiché i Savoia e Genova si davano aspra battaglia per non cedere Pornassio, avamposto troppo strategico, fondamentale per i traffici commerciali e la difesa del territorio. Ancora a metà del ‘700 la questione rimaneva sospesa, apparentemente senza soluzione. Nel 1795 l’occupazione napoleonica fu l'occasione di una tregua, che divenne permanente quando Pornassio si svincolò da qualunque pretesa annettendosi al Regno d’Italia.

Cosa vedere a Pornassio

Visitare Pornassio significa non rimanere contenuti prettamente dal centro urbano bensì allargare gli orizzonti osservando una campagna pregna di interessanti vestigia. Ecco allora ergersi su un poggio il vecchio Castello, il cui perimetro è costellato da quattro guardiole semicircolari, oltre le quali un passaggio voltato a botte introduce al cortile interno. Gli ambienti, anche se hanno perso discrete quantità di fascino per via dei continui rifacimenti, conservano un’aura d’antico, come rivelano gli affreschi sbiaditi della Cappella padronale, i muri in pietra e malta dell’ala cinquecentesca, l’atrio, la cucina, il salone con soffitto a vela e le altre stanze. Non è l’unica testimonianza resa da un fortilizio: intorno al Colle di Nava sorgono numerosi forti utilizzati durante le due guerre mondiali e ad Ottano svetta la seicentesca Colombaia, ex torre di avvistamento.

I castelli non sono i soli edifici di costrutto poderoso presenti sul territorio di Pornassio. La Parrocchiale di San Dalmazzo si basa su un’imponente struttura in pietra fatta per durare nel tempo, stesso discorso per l’alto campanile romanico datato XII secolo. La chiesa possiede una pletora di spunti di bellezza veicolati dal portale di Antonio Bruneto di Garessio che contraddistingue la facciata quattrocentesca: la lunetta si fa ammirare per la Madonna col Bambino ordita da Giovanni Canavesio. Sei robuste colonne in pietra nera dividono le tre navate che solcano un’aula interna ricca di affreschi – da citare San Sebastiano e altri Santi di Jacobus Morra e Sant’Anna con la Madonna in braccio e Santi – e tavole come il polittico raffigurante San Biagio e San Giovanni Battista. Notevoli il gruppo di statue lignee settecentesche e il tabernacolo in legno dorato.

In località San Luigi (sede municipale) il Santuario di Nostro Signore del Santissimo Nome si fregia di una tela ove compare La Madonna che porge il bimbo a Sant’Elena. L’erezione del santuario si deve a un intervento divino che trasse in salvo tale Carlo de Carolis, persosi nel bosco e aggredito da un lupo. Costruito in stile barocco, è quasi totalmente affrescato dal pittore Rossignol, attivo verso la fine del XIX secolo.

Prodotti tipici ed eventi

Arte e architettura si affiancano a una tradizione di colture e prelibatezze date dai tesori della campagna, gustosi mieli, formaggi di fattura artigianale, pane casereccio, funghi, castagne, prodotti freschi dell’orto e trote di torrente. Tutto concorre a tessere la tipica cucina di montagna ligure, imperniata sui latticini ma anche sulle verdure della cucina povera, carne d’allevamento e selvaggina, infine dolci fatti in casa secondo metodi mai sradicati. Sono specialità che attendono il turista nelle più efficienti strutture ricettive del panorama locale, fra di essi l’albergo Lorenzina presso il Colle di Nava che a luglio concede lo spettacolo della fioritura della lavanda con annessa una bella festa partecipata. L’ultimo fine settimana di agosto vede invece lo svolgersi della Festa dell’Uva.

Come arrivare a Pornassio

Da Pornassio passa la SS 28 del Colle di Nava; dalla stazione ferroviaria di Imperia occorre proseguire con gli autobus extraurbani fino al borgo; l’aeroporto “Cristoforo Colombo” di Genova è quello di riferimento.

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