Il 18 febbraio 1806, Napoleone I decreta la costruzione di un arco trionfale in onore della Grande Armata. Questo maestoso monumento deve dominare Parigi e lusingare la passione dell’imperatore per l’antichità romana.
Gli architetti Chalgrin e Raymond, incaricati del progetto, si ispirano all’ arco di Tito a Roma: un’unica arcata fiancheggiata da colonne. L’aspetto e la funzione dell’opera, edificata gradualmente tra il 1806 e il 1836, vengono modificati per ben sei volte a causa degli sconvolgimenti politici che hanno luogo in Francia nello stesso periodo.
Inaugurato nel 1836 da Thiers, presidente del Consiglio sotto la monarchia di Luglio, l’Arco è destinato a commemorare le imprese belliche della Francia sotto la Rivoluzione e l’Impero. Da allora, il monumento è stato teatro di grandi eventi: rimpatrio delle ceneri di Napoleone I nel 1840, onori alle spoglie di Victor Hugo nel 1855, sfilata delle truppe francesi e alleate vittoriose nel 1919, sfilata dopo la liberazione di Parigi al termine di quattro anni di occupazione tedesca nell’agosto del 1944…
Luogo patriottico per eccellenza, l’Arco fa da scenario alle grandi cerimonie commemorati ve, come quelle dell’ 8 maggio e dell’ 11 novembre; è inoltre l’emblematica cornice della sfilata militare del 14 luglio, giorno della festa nazionale francese. Per raggiungere la piattaforma, è necessario salire i 284 gradini della scala a chiocciola (vedi foto) di ingresso e passare dalla sala del museo. Sistemato in un’immensa sala, posta allo stesso livello dell’attico, il museo si estende su una superficie pari a quella dell’Arco di Trionfo al suolo. Alle pareti, un’esposizione permanente di foto e stampe, allestita nel 1937, evoca grandi momenti della storia di Francia e dell’Arco stesso.
In mezzo alla sala, snllato ovest, c’è un plastico in gesso dell’opera, completato da una copia del catafalco che fu collocato sotto il monumento per onorare i caduti della Grande Guerra durante la veglia funebre del 13 e 14 luglio 1919. Le palme bronzee, appese alla parete di fronte, sul lato est, sono tante manifestazioni di omaggio rese da numerose associazioni e città, sia francesi che straniere, alla memoria del Milite ignoto. Il soldato in posizione di riposo è l’originale in gesso del monumento ai caduti innalzato dopo la prima guerra mondiale nel cortile della Scuola di Belle Arti di Parigi.
La Piattaforma: Due tavole di orientamento, a nord e a sud della piattaforma, consentono di individuare i principali monumenti parigini. Grazie alla mirabile vista di cui si gode, è facile intuire la posizione dominante dell’Arco, che campeggia al centro di piace de l’Étoile, immenso piazzale circolare la cui sistemazione è iniziata alla fine del XVIII secolo e che deve il proprio nome alla disposizione a raggi era dei dodici viali che da qui si dipartono. Nel 1853 il barone Haussmann ,:. demanda all’architetto Jacques-Ignace Ittorf il compito di dare assetto alla piazza, demolendo alcuni edifici e tracciando nuovi viali. Piace de l’Étoile, ora piace Charles-deGaulle, fu ultimata nel 1869. I viali sono stati intitolati a nomi di grandi battaglie (]ena, Wagram, Friedland) e a personaggi (Hoche, Kléber) legati alla storia militare della Francia rivoluzionaria e imperiale. Hittorff ha inoltre disegnato le facciate dei dodici palazzi situati agli angoli dei viali: questi edifici, ornati di pilastri corinzi, ghirlande e corone di alloro, si richiamano all’architettura romana antica, all’Arco di Trionfo e agli imperatori Napoleone I e Napoleone III. L’Arco di Trionfo troneggia sulla principale arteria che attraversa Parigi da est a ovest, collegando l’arco trionfale del Carrousel accanto al palazzo del Louvre, il giardino delle Tuileries, l’obelisco di pIace de la Concorde, avenue des Champs-Élysées, quindi avenue de la Grande-Armée e il grande arco della Défense, realizzato nel 1989 dal francese Pa ul Andreu e dal danese Johann-Otto von Spreckelsen.
Ridiscendendo fino al mezzanino, ricavato nell’altezza della trabeazione, si accede alla sala detta delle palme. È qui che venivano conservate le palme bronzee esposte nel museo. Attualmente, la sala è adibita all’allestimento di mostre temporanee. Si ritorna al terrapieno scendendo la scala di uscita. Fonte: Monum








