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Cosa vedere e cosa visitare Sant\'Apollinare in Classe

Visita a Sant'Apollinare in Classe, la basilica dedicata al primo vescovo di Ravenna

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Maestosa e solenne, la basilica di Sant’Apollinare in Classe si innalza a circa 5 chilometri dal centro di Ravenna. Le più antiche notizie storiche su questo edificio religioso le abbiamo da Andrea Agnello che nella sua biografia sul vescovo Massimiano riportò il testo di un’epigrafe, oggi purtroppo scomparsa, presente nella chiesa e da cui si deduceva che la costruzione fosse stata eretta al tempo del vescovo Ursicino, che ne fu dunque il committente, e che il vescovo consacratore fu proprio Massimiano il 9 Maggio del 549.

Nel corso dei secoli gli interventi di restauro alla basilica si susseguirono consistenti a partire da quelli del 671-677 quando furono interessati i mosaici dell’arco trionfale o quelli al tetto e al quadriportico nel IX° secolo, periodo in cui probabilmente venne anche costruita la cripta anulare al di sotto del presbiterio. Se nel XII° secolo buona parte dei mosaici furono rifatti inserendo le figure degli Apostoli, nel 1450 su ordine di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, i marmi del rivestimento parietale vennero fatti asportare.

Successivamente, durante il 1700 le due scale di collegamento fra la cripta e il presbiterio vennero ridotte a una e nel XX° secolo, grazie all’intervento della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna, la basilica fu sottoposta a nuovi e necessari restauri architettonici e musivi.

Con i suoi 55,58 metri di lunghezza e i 30,30 di larghezza, Sant’Apollinare in Classe si presenta come un edificio imponente anche se un tempo lo doveva essere ancora di più vista la presenza di un quadriportico, ora non più esistente, che secondo accurati studi doveva essere più largo della chiesa. Costruita con l’utilizzo di “mattoni giulianei”, delle dimensioni di 4 x 48 cm e con uno strato di calce di uguale spessore fra l’uno e l’altro, è stata edificata sopra un’area cimiteriale utilizzata dalla fine del II° secolo sino alla metà del VI° secolo quando poi venne innalzata la struttura.

Nell’edificio trova sepoltura il protovescovo Apollinare, giunto da Antiochia al porto di Classe, in un loculo rinvenuto a metà del lato sud esternamente alla basilica: in corrispondenza di tale punto, oggi si trova un’epigrafe che ricorda che l’urna di Sant’Apollinare fu trasferita all’interno all’epoca di Massimiano.

La chiesa è suddivisa in tre navate, di cui la centrale è il doppio delle laterali, da due fila di dodici colonne di marmo greco venato proveniente dal Mar di Marmara. Oltre alle preziose colonne sono particolarmente interessanti i capitelli detti a “foglie di acanto mosse dal vento” per via della leggerezza con cui sembrano essere sollevate, molto simili a quelli che si trovano in Grecia e nella stessa città di Costantinopoli.

A rendere ancora più suggestiva la chiesa doveva essere la presenza di un pavimento musivo decorato da motivi geometrici di cui sono stati rinvenuti i resti ad una profondità di 30-35 cm in quanto, a differenza di molti altri edifici di Ravenna, la basilica non ha subito alcun tipo di sopraelevazione tale da alterarne le proporzioni.

Fra le decorazioni musive più interessanti ci sono quelle del catino absidale e dell’arco trionfale, il primo realizzato poco prima della metà del VI° secolo e il secondo fra il VI° e il XII° secolo. I mosaici dell’abside si articolano in due zone con in alto una grandiosa scena di Trasfigurazione con un grande disco gemmato con una croce tempestata di pietre preziose su un fondo azzurro cielo impreziosito da 99 stelle d’oro e d’argento. All’incrocio dei bracci della croce c’è il volto di Cristo con le lettere alpha e omega, prima e ultima dell’alfabeto greco e simbolo stesso del Padre. La parte inferiore dell’abside si presenta invece con l’immagine di Apollinare, fondatore e primo vescovo della chiesa ravennate con sotto ai suoi piedi dodici agnelli a rappresentare i fedeli.

Vi sono poi le decorazioni delle città turrite di Gerusalemme e Betlemme, raffigurate lateralmente e da cui escono dodici pecorelle bianche, simbolo degli apostoli che si dirigono idelamente verso Cristo; gli Arcangeli Michele e Gabriele, su fondo d’oro, simili a guardie celesti; gli apostoli San Matteo e forse San Giovanni realizzati probabilmente da maestranze provenienti da Venezia.

Definito come il più grandioso esempio di Basilica paleocristiana, Sant’Apollinare in Classe nonostate sia stata soggetta nel corso dei secoli a spogliazioni artistiche ha conservato intatta la bellezza della sua struttura originaria: a renderla suggestiva sono le proporzioni delle navate, l’interno illuminato dalla luce che penetra attraverso le 53 finestre delle navate laterali e centrale a cui si aggiungono le 5 dell’abside, l’elegante successione delle arcate e delle 24 colonne di marmo greco, la raffinatezza dei capitelli e lo splendore della decorazione musiva.

... Pagina 2/2 ... Da un punto di vista iconografico la decorazione dell’abside è piuttosto originale e innovativa poiché per la prima volta nella storia dell’arte cristiana nel catino absidale non viene rappresentato il Cristo ma la figura del santo, in questo caso Apollinare. A volerne la raffigurazione deve essere stato proprio il vescovo Massimiano con l’intento di esaltare al massimo la chiesa di Ravenna: questa decorazione doveva in un certo senso parlare ai fedeli che nella basilica si recavano per venerare la tomba del martire e patrono della città. Anche la presenza dei 4 vescovi collocati fra le finestre dimostra la precisa volontà del vescovo di sottolineare la potenza e il prestigio della chiesa di Ravenna.

Sulla sinistra dell’edificio religioso c’è un campanile edificato attorno al IX° secolo che ha forma cilindrica e finestre che, dal basso verso l’alto, sono dapprima monofore, poi bifore e infine trifore per dare alla costruzione un maggior senso di leggerezza.

La strada d’accesso alla basilica ospita una statua dell’imperatore Augusto che ampliò il porto di località Classe (dal latino “classis” a indicare flotta e quindi porto) in modo da poter accogliere l’armata navale. Il porto, già in declino per via dell’insabbiamento di canali e fiumi, venne poi distrutto durante l’invasione dei Longobardi.

Dal 1996 fa parte della lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità stilato dall’Unesco nell’ambito dei monumenti paleocristiani di Ravenna.

Situata in Via Romea Sud al civico 224, la basilica è aperta dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 e la domenica e festivi dalle 13 alle 19.30. Le visite sono sospese durante le funzioni religiose delle 8 e delle 10. Chiusa il 1° gennaio, 1° Maggio e 25 Dicembre.

Il biglietto d’ingresso è di 5 Euro per l’intero e di 2,50 Euro per il ridotto (cittadini dell’Unione Europea fra i 18 e i 25 anni; cittadini italiani residenti all’estero….). Biglietti cumulativi per Sant’Apollinare in Classe, Mausoleo di Teodorico e Museo Nazionale al costo di 10 Euro (intero) e 5 Euro (ridotto).

Ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese e in occasione di particolari eventi, per portatori di disabilità e accompagnatore, cittadini con meno di 18 anni, giornalisti….

Per raggiungere la Basilica situata in Località Classe a 5 km a sud di Ravenna si può prendere il treno con fermata alla stazione ferroviaria che si trova a 5 minuti dall’edificio oppure i mezzi pubblici con il bus linea 4. Parcheggio per auto e pullman e area sosta camper nelle adiacenze.

Informazioni al sito: www.turismo.ra.it

 Pubblicato da il 24/01/2015 - 2.701 letture - ® Riproduzione vietata

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