Cerca Hotel al miglior prezzo

Cosa vedere e cosa visitare Pinacoteca di Brera

Pinacoteca di Brera: visitare la galleria nazionale d'arte a Milano

Pagina 1/2

A volerne la nascita fu Maria Teresa d’Austria che nel 1776 la affiancò all’Accademia di Belle Arti di Milano mettendo le basi di quello che sarebbe diventato uno dei percorsi museali più prestigiosi d’Italia e del mondo. Opere d’arte destinate a finalità didattiche, con una particolare peculiarità dovuta alla provenienza dei dipinti che fa della Pinacoteca di Brera un collezionismo politico e di stato piuttosto che una forma di mecenatismo aristocratico.

Quando Milano diventò capitale d’Italia nel 1805, su desiderio di Napoleone la città si trasformò in un grande museo in cui ospitare manufatti artistici provenienti dai luoghi conquistati dalle armate francesi. Diversamente dalle origini di altre aree museali d’Italia, la Pinacoteca di Brera cominciò ad impreziosire le sale dell’imponente palazzo, sorto su un antico convento del trecento, con dipinti e testimonianze pittoriche requisite da chiese e edifici religiosi della Lombardia a cui presto se ne aggiunsero altre fatte giungere dall’intero regno italiano.

Le collezioni di Brera, nate dunque dalla soppressione di ordini religiosi e conventi su ordine di Maria Teresa d’Austria prima e di Napoleone poi, non sono altro che testimonianze artistiche di grande prestigio requisite e fatte confluire in questa galleria nazionale d’arte antica e moderna. Specializzata in dipinti di pittori veneti e lombardi, a cui si abbinano quelli di altri territori italiani ma anche stranieri, propone un percorso che spazia dalla preistoria sino all’arte contemporanea.

Da antico convento degli Umiliati, associazione religiosa milanese di epoca tardo medievale, Palazzo Brera nel 1571 passò nelle mani dei Gesuiti a cui papa Pio V affidò la gestione dell’edificio che si trasformò in un importante centro di studi conosciuto anche come Università. In seguito alla restaurazione del 1815, la Pinacoteca raccolse lasciti e donazioni e si arricchì artisticamente grazie a decine di acquisti di grande valore che proseguirono sino alla seconda guerra mondiale portando l’edificio ad ospitare opere di Correggio, Tiepolo e Canaletto.

Se per ragioni di sicurezza negli anni dal 1914 al 1918 le collezioni della Pinacoteca furono spostate a Roma per poi tornare a Milano dopo la fine del primo conflitto mondiale, durante il secondo le opere vennero portate al sicuro grazie al lungimirante intervento della direttrice dell’epoca, Fernanda Wittgens. Il museo subì ingenti danni a causa dei bombardamenti del 1943, fra cui il crollo di ben 30 delle 38 sale che la componevano, ma fortunatamente grazie a importanti finanziamenti erogati da alcune famiglie storiche di Milano i lavori di ristrutturazione vennero avviati già nel 1946 e la Pinacoteca fu riaperta quattro anni più tardi.

Il percorso museale di Brera si apre con la galleria dedicata a due cicli di affreschi: il primo, quello degli Uomini d’Arme e dei Filosofi antichi, del Bramante (unica testimonianza pittorica dell’architetto assieme al Cristo alla Colonna) realizzato nel 1487-88; il secondo relativo invece a episodi dell’Antico Testamento e delle Metamorfosi di Ovidio. Nella sala I si trovano altri affreschi, giunti dall’oratorio di Mocchirolo nel 1949, mentre nei quattro ambienti che seguono (II, III, IV e V) vi sono opere della pittura dal tardo Duecento alla metà del Quattrocento fra cui il Polittico di Valle Romita di Gentile da Fabriano (1410-1412) e l’Adorazione dei Magi di Stefano da Verona. La pittura veneta del Quattro e Cinquecento si trova invece esposta nelle sale V e VII e nei primi tre saloni napoleonici: fra le opere da non perdere si segnalano quelle di Andrea Mantegna ad iniziare dalla Pala di San Bernardino e dal Cristo morto, quelle di Giovanni Bellini (Madonna greca) e Cima da Conegliano. La sala IX ospita capolavori di Tintoretto (Ritrovamento del corpo di San Marco) e di Veronese (Cena in casa di Simone) mentre la XV espone dipinti della pittura lombarda del Quattro e Cinquecento di cui molte influenzate dall’arrivo del grande maestro Leonardo a Milano nel 1482. Proseguendo nella sala XIX si possono ammirare opere di Bernardino Luini, Cesare da Sesto e Giampietrino mentre nella XVIII, dove si trova anche il laboratorio di restauro della Pinacoteca, vi sono testimonianze artistiche di pittori cremonesi e lodigiani.

La sala XXIV, cuore di questo spazio museale, è dedicata a Piero della Francesca, Raffaello e Bramante con alcune delle più importanti opere d’arte che hanno reso celebre il nome della pittura di Urbino nel mondo intero. Se la Pala di Montefeltro è considerata l’ultima opera famosa eseguita dal della Francesca per Federico da Montefeltro nella prima metà del 1470, lo Sposalizio della Vergine è uno dei capolavori di Raffaello eseguito nel 1504. Il Cristo alla colonna rappresenta invece l’unica opera pittorica su tavola di Bramante.

... Pagina 2/2 ... Fra le altre grandi opere esposte alla Pinacoteca vi è la Cena in Emmaus di Caravaggio, tela arrivata a Brera nel 1939 in seguito ad un acquisto dalla collezione Patrizi.

Il museo espone inoltre le testimonianze artistiche di pittori stranieri fra cui Rubens, van Dyck e de Beer ospitate nelle sale XXXII e XXXIII mentre nella sala XXXIV troneggia la tela raffigurante la Madonna del Carmelo tra profeti e le anime del purgatorio del Tiepolo. A documentare la pittura italiana dell’Ottocento ci sono Giuseppe Pellizza da Volpedo con l’opera Fiumana che precede il celebre Quarto Stato, il Bacio e il Ritratto di Alessandro Manzoni a firma di Francesco Hayez. Infine la Pinacoteca ospita alcune collezioni di disegni (visibili dagli studiosi e solo raramente dal pubblico) fra cui spiccano due opere di Leonardo: la Testa di Cristo realizzata in previsione dell’Ultima Cena e un profilo maschile.

La Pinacoteca, in via Brera 28, è aperta dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.15 e il venerdì dalle 8.30 alle 21.15. Giorno di chiusura il lunedì a cui si aggiungono il 1° Gennaio, il 1° Maggio e il 25 Dicembre. Il biglietto d’ingresso è di 6 euro per l’intero e di 3 Euro per il ridotto (ingresso gratuito ogni prima domenica del mese). Audioguide, disponibili in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, al costo di 5 Euro. Visite guidate: 80 Euro per le scuole; 100 Euro per gruppi in lingua italiana; 120 Euro per gruppi in lingua straniera.

L’accesso per le persone diversamente abili è possibile al piano terra presso l’ingresso della Soprintendenza, in via Fiori Oscuri 2.

Per raggiungere comodamente la Pinacoteca si possono utilizzare i mezzi pubblici: metropolitana linea 2 (Lanza) e 3 (Montenapoleone); tram 1,4,12,14 e 27; bus 61.

Per informazioni 02 72263264 e sito di riferimento http://www.brera.beniculturali.it

 Pubblicato da il 04/01/2015 - 6.048 letture - ® Riproduzione vietata

loading...
23 Gennaio 2017 La Festa del Cardo dolce di Cervia

Il Cardo dolce di Cervia è il protagonista di una festa gastronomica ...

NOVITA' close