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Viaggio in solitaria tra Dublino, Belfast e Londra in 5 giorni (6 pagine)

Pronti... partenza.... via!!

Così, con l'euforia e l'adrenalina che accompagnano ogni partenza, il Mio Viaggio ha inizio. Già, l'uso delle maiuscole è forse più un abuso, ma in fondo è motivato: "Mio" perché ho scelto la meta da sola, ho organizzato l'itinerario da sola e ovviamente sono partita da sola; "Viaggio" perché in fondo, anche se per soli cinque giorni, pur sempre di un nuovo, curioso angolo di mondo si tratta e quindi si è guadagnato tutto il diritto di essere chiamato Viaggio!

L'Irlanda non è mai stata tra le mie potenziali mete turistiche, tantomeno nel periodo estivo. Eppure per una serie di circostanze mi sono trovata ad essere incuriosita dalla piccola città di Belfast; l'assenza di voli diretti su di essa mi ha regalato l'opportunità di valutare una breve sosta a Dublino ed infine la coincidenza dell'imminente trasferimento di un amico a Londra ha completato l'itinerario.

Ero rimasta al "Pronti....partenza...via!", tuttavia prima dello sparo di inizio, ritengo doveroso soffermarmi sulla fase di riscaldamento: un po' noiosa da raccontare (e ascoltare), apparentemente inutile, eppure così fondamentale e determinante, nella corsa, quanto in un viaggio.

È questa la fase di vero e proprio "progetto", nella quale sfodero tutte le mie doti di attenta pianificatrice ed efficiente organizzatrice, che incastra alla perfezione ogni pezzettino del proprio puzzle. Poi si sa, qualche tassello immancabilmente si stacca o viene smarrito, ma una buona struttura di fondo dà quell'impagabile senso di sicurezza che, comunque vada, l'immagine che vedi sulla scatola e fotografi nella tua mente, corrisponderà il più possibile con l'insieme dei pezzi.

La prima sfida consiste nel trovare un periodo libero da appuntamenti di lavoro, inderogabili incombenze familiari, compleanni o altre ricorrenze per i quali l'assenza non sia nemmeno lontanamente contemplata (quasi rompere la tradizione sia presagio di qualche terribile sventura). Poi, identificati finalmente i cinque giorni in cui le caselline del calendario sono più vuote delle anonime e infinite celle di un nuovo foglio Excel, procedo agli step successivi, dalla ricerca dei voli, dei trasporti, degli alloggi nelle posizioni stategiche (in cui la parola d'ordine "economico" mi guida tra le innumerevoli proposte della giugla di internet) alla top ten di monumenti, attrazioni, eventi da non perdere, ecc.
Ed anche questa volta, ormai forse più per una assodata vincente tradizione che non per pura casualità, mi trovo ad acquistare una guida cartacea quando ormai la pianificazione del mio viaggio è praticamente ultimata, un po' perché trovare riscontro su carta di quanto costruito totalmente in rete è assai confortante e un po' perché comunque la praticità e l'immediatezza della mappa riportata sull'ultima pagina sopperiscono insuperabilmente al mio scarso senso di orientamento con cui convivo dalla nascita. E poi lo ammetto: la vista d'insieme dei dorsi di copertina colorati di tutte le guide sullo scaffale nel mio soggiorno è motivo di profondo orgoglio!

Mi ha sempre incuriosito l'evolversi delle sensazioni e stati d'umore che mi accompagnano dalla programmazione del viaggio ai frenetici momenti che precedendo la partenza. Anche in questo viaggio il senso di entusiasmo e invincibilità che hanno caratterizzato la scelta della meta hanno lasciato a poco a poco spazio all'insicurezza e all'incertezza sulla fondatezza della decisione di viaggiare da sola. Ma ormai ho imparato a conoscere e domare queste emozioni, accettandole come bagaglio integrante delle mie esperienze...e così tra una domanda esistenziale e l'altra, finalmente lo sparo d'inizio dà il via alla mia nuova avventura.

 Pubblicato da il 27/10/2012 - 7.389 letture - ® Riproduzione vietata

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