Cerca Hotel al miglior prezzo

Nuova Caledonia, viaggio tra le sue isole e le sue spiagge

Pagina 1/2

E' un paradiso tropicale diverso dal solito, quello della Nuova Caledonia: non si tratta infatti di una serie di atolli vulcanici come si possono vedere un po' in giro per l'Oceano Pacifico, ma di un frammento di continente, caratterizzato da alte montagne che un tempo erano collegate a quelle dell'Australia. Secondo i geologi, infatti, la Nouvelle Caledonie, come la chiamano i francesi, si staccò dalle coste australiane ben 65 milioni di anni fa, e grazie a questo isolamento forzato il suo territorio si è evoluto in modo totalmente originale: qui troviamo una diversità biologica unica, con migliaia di piante endemiche, ed una ricchezza di faune e terrestri marine che la rendono una meta di viaggio perfetta per coloro che sono innamorati della natura.

Una delle caratteristiche che più attrae i turisti è la presenza della laguna costiera più estesa del mondo: in pratica le coste della Nuova Caledonia sono avvolte da una barriera corallina, che raggiunge una lunghezza complessiva di ben 1600 km! Tra la barriera e la costa si vengono a creare quindi degli ambienti di tipo lagunare, caratterizati da acque basse, di colore turchese, che pullulano di vita e sono ideali per chi pratica snorkeling ed immersioni. La barriera in certi tratti si trova a poche centinaia di metri dalla costa, ma in altroi punti la laguna diventa molto ampia, raggiungendo l'estensione di qualche decina di chilometri.

La Nuova Caledonia fu rivelata al mondo occidentale dai viaggi del Capitano James Cook che avvistò le sue coste il 4 settembre del 1774. L'isola però era abitata da circa un paio di millenni, dato che l'esploratore britannico trovò ad accoglierlo circa 300 clan di popolazione Kanak, le tribù aborigine di origine melanesiana. Colpito dalle montagne, che toccano altezze superieri a 1600 metri, Cook chiamo questa terra Nuova Caledonia, omaggiando in questo modo le terre di Scozia, a lui così care. L'isola però divenne di interesse francese, e fu proprio Napoleone III, il 24 settembe 1853, a prende possesso dell'isola, creando la città di Port-de-France che corrisponde all'attuale capitale Noumea.
Sull'isola comunque si possono scoprire numerose testimonianze dello storico passato dell'isola, soprattutto un patrimonio di incisioni rupestri, migliaia di petroglifi lasciataci dalle tribà dei kanak, specialmente nella zona di Poya.

La Nuova Claedonia moderna si sviluppò alla fine del 19° secolo intorno alla capitale Noumea, che anche oggi è il punto di arrivo di tutti i turisti. La città, posta sulla costa sud-occidentale dell'isola, sorse inizialmente come un Colonia Penale ebbe un improvviso sviluppo per la scoperta di alcuni giacimenti di nickel e di oro che portarano ricchezza ed interesse a questa regione del pacifico.

Oggi però il vero tesoro della Nuova Caledonia è la sua natura, che attira un numero crescente di visitatori, soprattuto per le sue spiagge meravigliose. Essendo la terza isola del Pacifico per dimensioni, qui di certo non mancano varietà di paesaggi e lunghe distese di sabbia su cui crogiolarsi al sole. L'isola principale, chiamata Grande Terre, è lunga infatti ben 500 km, larga una cinquantina e possiede quindi uno sviluppo costiero di otre 1600 km, intereamente avvolti da un nastro di barriera corallina. Oltre ad essa la Nuova Caledonia possiede altre isole minori: a sud-est la piccola Île-des-Pins (l'isola di Pines) ad est le isole Loyalitè (Lifou, Maré, Tiga e Ouvéa), e il piccolo Arcipelago Belep a nord-ovest della Grande Terre.

L'isola principale è ovviamente la Grande Terre ed è qui che vive la grandissima parte della popolazione. E' un isola che offre dei micro climi particolari, grazie alla presenza di una catena montuosa che la taglia centralmente, superando quota 1.600 metri in due punti, il monte Panié situato nella parte nord nel nord (1629 m) ed il "Monte Humboldt " (1618 m) che rimane nella porzione più meridionale della ctena montuosa. i monti fungono da barriera ai venti oceanici, e possono far piovere in modo cospicuo sul lato esposto, creando invece climi di tipo sub-arido nel versante che rimane protetto dalle correnti umide.

La Costa Orientale (East Coast) è quella esposta i modo diretto agli alisei, ed è quindi decisamente più piovosa come testimonia l'abondanza di verde, ed è qui che il territorio presenta i fiumi principali, cascate ed una lussureggiante vegetazione tropicale. Diversamente la Costa Occidentale (West Coast) tende ad avere un clima decisamente più secco, dominano i pascoli rispetto alle foreste, ma è qui che si trova abbondnaza degli alberi tipici della Nuova Caledonia e cioè gli "niaouli". Proprio per queste sue caretteristiche è il versante dell'isola su cui si è sviluppata l'indudtria dell'allevamento del bestiame (specialmente nella zona di Bourail), ma è anche una costa amata dai turisti per clima più stabile e per le sue belle spiagge tutte da vivere.

... Pagina 2/2 ... Sempre sulla costa occidentale, a nord della località di Koné, una enorme foresta di mangrovie ha creato il celebre cuore di Voh, così perfetto che sembra quasi impossibile che la natura l'abbia casualmente disegnato La sua fotografia, opera di Yann Arthus-Bertrand, è diventata un simbolo universale della Nuova Claedonia.

Uno dei modi più furbi per esplorare la Nuova Caledonia è quello di noleggiare una barca con equipaggio. Molte delle spiagge pià belle ed i siti dove fare snooekeling si raggiungono solamente via mare, e soprattutto chi vuole fare immersioni deve andare a scovare i vari punti del reef, tutti piuttosto lontani dalle coste. Si può noleggiare una barca a vela tradizionale, con skipper, oppure anche un catamarano, consigliato per chi non ha troppa esperienza di mare, e rischierebbe quindi di sffrire un po' troppo del moto ondoso. In alternativa si possono trovare barche più grandi e velieri che possono offrirvi l'esperienza di un bed&breakfast galleggiante, con un tour di più giorni tra gli angoli più spettacolari dell'immensa laguna della Nuova Caledonia. Ricordiamo in fatti che la sua laguna è stata inserita tra i Patrimoni mondiali dell'Umanità dell’Unesco.

Tra gli appuntamenti sportivi è da segnalare, a fine maggio, la tradizionale Great Lagoon Regatta, che possiede il valoore aggiunto di svolgersi all'interno della più grande laguna del mondo. L'evento parte da Nouméa e conta di varie tappe su altrettante isole, in cui poi si ha la possibilità di entrare a stretto contatto con la cultura del popolo melanesiano, con tanto di balli tradizionali e feste musicali tramandate nei secoli dal popolo kanak. Subito dopo, a giugno, è il momento del Festival dell’immagine sottomarina di Noumea, dove è di scena la meraviglia del mare, da non perdere per chi vuole ammirare foto e filmati della vita sottomarina nell magnifica nbarriera corallina della Nuova Caledonia.

Una nota particolare merita la cucina della Nuova Caledonia, che offre un curioso mix tra le cucine Francese, oceanica ed asiatica. Menù eccellenti, sia a base di pesce, con particolare menzione agli ottimi granchi dell'isola, ma anche a base di carne con specialità come il maiale selvatico ed il cervo. Da non perdere un tradizionale piatto di pesce del popolo Kanak: è Il bougna oppure si possono provare i gusti particolari dei bulimes una specie di lumache), il modo particolare per la cottura dei piccioni (notous) e, per chi non ha paura di nulla, l'aspetta il ver de bancoule, una grossa larva di coleottero locale, da gustare alla griglia, o per i veri temerari, addirittura cruda!

Il periodo migliore per visitare la Nuova Caledonia è probabilemente quello che va da agosto a novembre, periodo che dovrebbe presentare il rischio più basso di imbattersi in giornate di pioggia: in questi mesi le precipitazioni diventano sparse e soprattutto il basso livello di umidità rende il clima decisamente più gradevole. Le temperature si mantengono intorno ai 25°C, valori che salgono durante l'estate con punte mediamente di 30 àC da gennaio a marzo. In questi mesi il mare raggiunge temperature di oltre 27 °C ideali per snorkeling. Questo è però il periodo delle piogge più intense anche se si tratta di un fastidio relativo, dato che spesso si tratta di rovesci intensi ma anche di breve durata. Come regola generale il versante occidentale della Grande Terre è sempre più secco e meno piovoso rispetto a quello orientale.

Foto wikipedia, cortesia: Bananaflo, Bruno Menetrier, Turismo Francese


Fonte: GIE Atout France
Visita Franceguide.com
 

28 Novembre 2014 Capodanno a New York City, cosa fare? Ecco ...

Un Capodanno esplosivo a ritmo di luci, musica e tante iniziative. I cinque ...

NOVITA' close