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Marshall Islands, viaggio tra le isole degli arcipelaghi Ratak e Ralik

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L’aria è frizzante e salmastra sulle mille e più isole coralline, lunghe e piatte, che compongono la Repubblica delle Isole Marshall (RMI). Questo incantevole stato insulare, abitato da poco più di 55.000 persone, è situato nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, all’interno della Micronesia, che a sua volta fa parte dell’Oceania. Le Marshall sono composte da due arcipelaghi, Ratak e Ralik, formati da 30 atolli corallini e tre isole vere e proprie, per una superficie complessiva di circa 180 kmq. Tutte le isole sono bassissime sul livello dell’oceano, con i punti più alti che svettano, si fa per dire, 15/20 metri sul pelo dell’acqua del mare. I marshallesi, abituati a vivere su queste strette lingue di terra a metà tra l’oceano e la laguna, sono pescatori e navigatori provetti, e la loro sussistenza è tuttora fortemente legata al mare.

Il primo europeo ad avvistare le Isole Marshall fu il capitano spagnolo Garcia de Loyasa, che vi sbarcò per un breve periodo nel 1526. L’incontro con gli spagnoli fu l’unico momento di contatto tra gli autoctoni e cultura occidentale fino al 1788, quando l’arcipelago venne riscoperto e battezzato a proprio nome dall’ammiraglio inglese Marshall. Successivamente le Marshall finirono in orbita tedesca, con la Germania che dichiarò il proprio controllo sul territorio nel 1885, rimanendovi fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Nel settembre del 1914 il Giappone dichiarò guerra a Berlino ed occupò buona parte delle isole della Micronesia, Marshall comprese, governandole fino al termine della seconda guerra mondiale, durante la quale l’esercito statunitense prese pieno controllo di tutta la zona. Gli americani restituirono le isole agli abitanti, ma parallelamente diedero il via ad una serie di esperimenti nucleari negli atolli di Bikini ed Enewetok. Dopo aver aderito al Congresso della Micronesia nel 1965, ed esserne uscito mirando alla piena indipendenza, il governo delle Marshall approvò la propria costituzione nel 1979, ratificando la propria indipendenza definitiva sette anni dopo, nel 1986. Dal 1991 le isole fanno parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Il fascino delle Isole Marshall è custodito soprattutto nelle isole esterne; nonostante alcune di esse abbiano vissuto il trauma dei test nucleari, questi isolotti sono riusciti a conservare un’atmosfera pressoché incontaminata. I due atolli principali sono molto diversi tra loro. Fatta eccezione per qualche debole influsso occidentale, la capitale Majuro ha mantenuto in gran parte il suo sapore languido, tipico dei paradisi tropicali. Al contrario, Kwajalein è stata ceduta agli USA, che la sfruttano tuttora a scopi militari e di conseguenza è quasi inaccessibile ai civili; coloro che lavorano sull’isola vivono perlopiù nelle abitazioni ammassate di Ebeye.

L’atollo di Majuro, capitale del piccolo stato insulare, è il principale centro politico, economico e logistico del paese; le sue 53 isolette sono disposte lungo un arco di 108 chilometri, definito nel 1889 da Robert Louis Stevenson come la “perla del Pacifico”. Gli isolotti più grandi sono collegati da una strada acciottolata lunga 45 chilometri. Nonostante la progressiva modernizzazione, l’atollo più popolato delle Marshall ha saputo mantenere un’atmosfera isolana semplice e rilassata, specialmente nella zona del centro città. Tanto per cominciare la visita, ci si potrà concedere un divertente giro in canoa polinesiana nella laguna dell’atollo, seguito magari da un picnic a Laura, dove trascorrere la giornata sulla spiaggia o facendo snorkeling nel reef poco profondo. Tornando verso D-U-D, ovvero le isole Delap, Uliga e Darrit (Rita), si potrà scoprire la cultura del luogo presso l’Alele Museum, per poi rilassarsi concedendosi un drink ed una cena sulla veranda del Marshall Islands Resort. Se si vogliono visitare altre spiagge, il consiglio è di recarsi a Eneko e Kiddenen, litorali tranquilli e particolarmente adatti alle immersioni.

La presenza dell’esercito statunitense in Micronesia raggiunse il suo apice nell’atollo di Kwajalein, dove fu installata una struttura per gli esperimenti spaziali ed i test missilistici dal costo di 4 milioni di dollari. Per le misure della sua laguna, Kwajalein è l’atollo corallino più grande del mondo; le sue 97 isole circondano infatti un’immensa massa d’acqua che si estende per ben 2.175 kmq, anche se due terzi del territorio sono severamente interdetti ai visitatori. L’unico assaggio che i turisti potranno avere di questa zona così poco marshallese è una veduta dall’aeroporto, eccezione fatta per un punto di transito che porta alla vicina Ebeye al quale si può accedere liberamente. Circa 1.300 lavoratori marshallesi occupati a Kwajalein abitano su Ebeye Island, che si protrae per 31 ettari appena 5 chilometri a nord di Kwaj.

... Pagina 2/2 ...Come già accennato in precedenza, le isole esterne sono le più affascinanti dell’arcipelago. Nei tranquilli villaggi tradizionali al largo di Majuro e Kwajalein, gli abitanti sono molto amichevoli e profondamente legati alle proprie tradizioni. Queste località sono ideali per praticare immersioni o pesca sportiva, anche se molte non sono esattamente predisposte per accogliere visitatori. Solo pochi atolli, come Arno, Bikini, Rongelap, Jaluit e Likiep, dispongono di guesthouse, mentre altrove ci si dovrà arrangiare informandosi personalmente. In queste isole si mangeranno principalmente prodotti freschi del luogo, come frutti dell’albero del pane, zucca, taro e pesce.

Tra la moltitudine di atolli esterni, quelli più facilmente accessibili sono: Arno, Bikini, Enewetok, Jaluit, Likiep, Maloelap, Mili, Rongelap e Wotje. Il primo, composto da 133 isolotti, è il più vicino a Majuro ed è l’unico servito da trasporti pubblici regolari. La zona di Longar è famosa per la sua “love school”, in cui un tempo le giovani donne perfezionavano le proprie abilità sessuali. Le acque al largo di Longar Point sono note per l’ottima pesca d’altura, vista l’abbondanza di tonni pinna gialla, marlin e mahimahi lampuga, ovvero i cosiddetti pesci vela. L’atollo di Bikini, sede del primo insediamento abitato della Micronesia, fu scelto dal presidente degli USA Truman come teatro della prima esplosione atomica in tempo di pace. Attualmente il terreno si presenta denuclearizzato, un processo che ha comportato la sostituzione di tutta la parte superiore del suolo, ed ideale per le immersioni vista la presenza del centro Bikini Atoll Divers. Enewetok, la cui estensione complessiva arriva a stento a 6 kmq, è un atollo senza grandi attrattive, abbastanza “convenzionale”, mentre quello di Jaluit attirano molti turisti per via della presenza del Jaluit Eco-Resort. Questo paradiso immerso nella natura incontaminata rappresenta la destinazione ideale per chiunque voglia staccare la spina per qualche giorno, da trascorrere interamente distesi su un’incantevole spiaggia sabbiosa. Molto particolari sono le 60 isole di Likiep, sulle quali sono state erette dimore in stile occidentale con portici e cancellate. Maloelap e Wotje sono atolli interamente ricoperti da resti dell’ultimo conflitto mondiale, mentre in quanto bellezza delle coste Mili e Rongelap non sono secondi a nessuno.

Tra le festività e le celebrazioni più folkloristiche ricordiamo: il New Year’s Eve Block Party, che si svolge a Majuro per Capodanno ed è aperto a tutti; la Coconut Cup Sailing Regatta, una regata sulla laguna che si svolge a fine marzo o agli inizi di aprile alla quale possono partecipare tutti i tipi di imbarcazione; la President’s Cup, che si tiene il primo maggio e prevede gare in canoa tra gli atolli e manifestazioni di artigianato e gastronomia locali; il National Fisherman’s Day, in programma il primo weekend di luglio ed a base di gare di pesca; l’All-Micronesia Fishing Tournament, un torneo di pesca che coinvolge tutta la Micronesia e si svolge all’inizio di settembre; e l’Alele Week, a fine settembre, che termina con un giorno dedicato alla cultura.

Il clima è tropicale, caldo ed umido per quasi tutto l’anno. La temperatura media a Majuro è di circa 27 gradi, con un livello di umidità relativamente alto. Le Marshall settentrionali sono piuttosto secche, mentre le isole meridionali ricevono fino ad un massimo di 4.000 mm di pioggia all’anno. La stagione umida a Majuro va da settembre a novembre, un periodo durante il quale è assolutamente sconsigliato partire alla volta dell’arcipelago. Fortunatamente, i cicloni e le tempeste tropicali sono molto rari.

Gli aeroporti dello stato sono quindici, ma solo uno, l’Amata Kabua International Airport di Majuro, è internazionale. Le compagnie aeree che fanno sosta sull’isola sono la Continental Airlines e la Japan Airlines, mentre per un viaggio avventuroso si potranno prenotare i traghetti, i cui attracchi principali si trovano a Jaluit, Likiep, Bikini e Rongelap, particolarmente indicati per brevi spostamenti interni. Considerando anche l’assenza di un vero e proprio servizio di trasporto pubblico, il mezzo di trasporto ideale per muoversi sugli atolli è la bicicletta, con l’unica controindicazione che non esistono noleggi, costringendo così il visitatore a portarsela da casa.
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