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Le foto di cosa vedere e visitare a Samarcanda

Samarcanda (Uzbekistan): visitare la cittą e la parte antica patrimonio UNESCO

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Samarcanda, Samarqand o Самарқанд in usbeco e russo, è la terza città dell’Uzbekistan per dimensioni, potendo contare su oltre 412.000 abitanti, ma è indubbiamente la prima per valore e ricchezza del patrimonio artistico, storico e culturale. Dal punto di vista amministrativo il centro è capoluogo dell’omonima Provincia di Samarcanda, estesa nella parte sud-occidentale del paese, antico crocevia della Via della Seta, lo storico percorso che metteva in comunicazione l’Europa e l’occidente con l’Asia e la Cina. Geograficamente Samarcanda sorge a 702 metri di quota in una zona contraddistinta dall’ingente presenza di cittadini di origine tagica.

Essendo una delle città più antiche del mondo, Samarcanda non può che avere una storia ricca, particolarmente curiosa ed avvincente. La città fu infatti in grado di prosperare grazie al favorevole posizionamento, che la vedeva praticamente a metà strada del lunghissimo tragitto della Via della Seta, il più importante canale commerciale tra Asia e Europa, percorso per secoli da comitive di ogni etnia. Le ricchezze garantite dai traffici commerciali resero il centro, fondato nel 700 a.C., la città più ricca dell’Asia centrale, capace di diventare capitale della Satrapia e della Sogdiana sotto gli Achemenidi di Persia, prima di essere conquistata da Alessandro Magno nel 329 a.C. Tra il VI ed il XIII secolo Samarcanda toccò il proprio apogeo, durante il quale i continui afflussi ed i retaggi di cultura araba arricchirono ulteriormente il patrimonio architettonico e sociale della città. In seguito ai saccheggi compiuti dai Mongoli, nel 1370, Tamerlano decise di rendere Samarcanda una delle città più belle ed importanti del mondo, capitale di un impero che nei suoi piani si sarebbe esteso dalla Turchia all’India. In 35 anni i lavori compiuti da Tamerlano furono centinaia, buona parte dei quali ancora visibili ed in grado di toccare profondamente la coscienza artistica del visitatore.

L’atmosfera della Samarcanda del XXI secolo è magica, elettrizzante. Gli straordinari monumenti sopravvissuti a 700 anni di guerre, imperi e regimi fanno da cornice ai vivaci bazar ed alle curiose abitazioni del centro, perennemente animato dal vociare dei chiassosi abitanti. Al di fuori del centro, per larghi tratti sopravvissuto alle devastazioni urbanistiche sovietiche della seconda metà del Novecento, si estende un’austera periferia residenziale, priva di punti di interessi, ma emblematica dei danni che i decenni di regime hanno arrecato ad un paese nel quale la capitale, Tashkent, è stata letteralmente trasfigurata in chiave sovietica.

Le principali attrazioni turistiche del centro storico sono quasi tutte frutto del lavoro di Tamerlano, di suo nipote Ulughbek e degli Shaybanidi uzbeki, i tre fattori grazie ai quali la città divenne il cuore dell’Asia centrale tra il XIV e XV secolo. Il complesso di maggiore interesse di Samarcanda, uno dei monumenti medievali più apprezzati del mondo, è il Registan, un insieme di antiche e maestose madrase immerse in un crogiuolo di colori di maioliche, mosaici azzurri e mattoni policromi. I tre corpi di fabbrica che lo compongono sono quelli della Madrasa di Uluğ Bek, della Madrasa Sherdar, e della Madrasa Tilla-Kari che, sostanzialmente, formano i tre lati di quella che è una gigantesca piazza. Le tre madrase furono realizzate in periodi diversi tra loro, dalla prima metà del Quattrocento fino alle seconda metà del Seicento, da committenti diversi, a testimonianza della sinergia d’intenti profusa in questi due secoli dai reggenti di Samarcanda. Tale è la bellezza di questi insigni monumenti che nel 2001 l'UNESCO ha inserito il centro storico di Samarcanda tra i Patrimoni dell'Umanità.
Il tempio di Uluğ Bek fu anche un importante osservatorio astronomico: qui si trova il celebre Sestante Fakhri, che con il suo raggio di 36 metri consentiva una risoluzione ottica di 3 primi d'arco un record al tempo della sua costruzione. E' ancora visibile e visitabile.
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Un’altra perla architettonica è la gigantesca moschea di Bibi-Khanim, situata nelle vicinanze del Registan, andata largamente distrutta in occasione del tragico terremoto che colpì la città nel 1897. Curiosa ed originale, soprattutto agli occhi di un occidentale, è Shahi-Zinda, una strada interamente affiancata da tombe, quasi tutte appartenenti a parenti o favoriti di Tamerlano e Ulughbek. Le tombe, rivestite con splendide piastrelle in maiolica, testimoniano la raffinatezza e la cura del dettaglio di una cultura troppo spesso accusata di peccare sulla piccola scala degli edifici, sul particolare. Semplicemente spettacolare è il bazar cittadino, esteso tutt’intorno ai resti della moschea di Bibi-Khanim. Lo strano mercato agricolo di Siab è infatti un luogo magico per certi versi, permeato da un’aura dal sapore antico, all’interno della quale colori, odori e sapori concorrono a riportare il visitatori indietro nel tempo.

Il clima è di tipo continentale arido, con inverni rigidissimi ed estati torride. Sia nei mesi estivi che in quelli invernali le precipitazioni sono scarse, quasi meno frequenti delle tempeste di polvere in primavera ed all’inizio dell’estate. Le cosiddette “mezze stagioni”, primavera ed autunno, sono quelle da preferire per visitare Samarcanda.

Per raggiungere Samarcanda ci si può mettere in viaggio sugli avventurosi aerei nazionali partendo dalla capitale Tashkent, collegata da uno scalo internazionale al resto del mondo, anche se è preferibile optare per autobus o treni, mezzi che impiegano all’incirca cinque ore ad attraversare l’arida Steppa della Fame che separa le due metropoli. Altri servizi di autobus interurbani mettono in comunicazione la città con Bukhara, Dushanbe e Almaty.
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