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Gambia, viaggio nel pił piccolo paese dell'Africa

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La repubblica del Gambia è il più piccolo paese dell’Africa e conta poco più di un milione e mezzo di abitanti; si presenta come un’enclave all’interno del territorio senegalese, ma si affaccia anche per un centinaio di chilometri sull’Oceano Atlantico. Abitata fin dai tempi antichi, nel Duecento questo territorio faceva parte dell’impero del Mali, di cui il gruppo etnico dei malinké faceva parte quando decise di insediarsi in questa zona; i mandinka, principale gruppo etnico dell’attuale Gambia, sono i diretti discendenti di quella popolazione.

A partire dal XV secolo quest’area è stata interessata dall’avvicendarsi delle principali potenze coloniali europee; i primi a giungere qui furono i portoghesi, sostituiti nel controllo della regione dagli inglesi due secoli più tardi. Particolarmente fiorente fu il commercio degli schiavi, nonché quello dell’oro e dell’avorio. Divenuta nel XX secolo ormai un’immensa piantagione di arachidi, la Gambia ottenne l’indipendenza dall’Inghilterra soltanto nel 1965; da allora il paese è stato teatro di diversi colpi di stato e oggi si presenta al mondo come un paese relativamente stabile seppur economicamente debole.

Con due settimane a disposizione è possibile vedere praticamente tutto quello che questa nazione può offrire dal punto di vista turistico; arrivando in aereo nella capitale Banjul, si può dedicare un giorno alla sua visita, tra i mercati affollati e gli edifici di epoca coloniale di questa città eretta su di un’isola alla foce del fiume Gambia.
Da qui ci si può spostare di pochi chilometri verso sud, dove lungo la costa sorgono resort, bar e infrastrutture per gli amanti della vita da spiaggia, punto di partenza anche per alcune escursioni nell’entroterra, come può essere ad esempio la visita alla vivace cittadina di Serekunda.

Procedendo verso sud si incontra la Tanji River Bird Riserve, un’area costiera dove tra dune, foreste e lagune trova il proprio habitat naturale per riprodursi un’infinità di specie di uccelli; la riserva è visitabile –preferibilmente con una guida ufficiale, per non danneggiare l’ecosistema- tutti i giorni dalle 8 alle 18.
Ancora più a sud lungo la costa si trova Gunjur, cittadina dotata di un porto peschereccio e una bella spiaggia sulla quale vengono parcheggiate le piroghe dei pescatori quando rientrano con il pescato. Sempre rimanendo in riva all’Atlantico, l’ultima località del paese, a pochi chilometri dal confine con il Senegal, è Kartong, che con la deliziosa spiaggia e i suoi lodge eco-compatibili si sta rivelando una scommessa vincente per l’espansione del turismo in questa zona.

... Pagina 2/2 ... Spostandosi leggermente verso l’interno, merita una visita anche la Makasutu Culture Forest, un’area di 1000 ettari che racchiude un’interessante biodiversità e nella quale è possibile effettuare escursioni in piroga o camminate tra la foresta e la savana. Qui vicino si trova anche la Abuko Nature Riserve, una piccola porzione di territorio ricca di flora e fauna; questo è un vero paradiso per gli amanti del birdwatching e per gli amanti degli animali in generale. Le stesse attività si possono svolgere anche a Ginack Island, all’estremità nord-occidentale del paese, nella stretta isola proprio di fronte alle coste gambiane. Tornando verso l’interno del territorio nazionale, le località di Jufureh e Albreda sono mete turistiche abbastanza frequentate; la prima divenne famosa negli anni Settanta grazie ad un romanzo di Alex Haley, mentre la seconda ospita una fortificazione negriera del Seicento e d il Museo della Schiavitù. A due chilometri da queste città gemelle si trova James Island, che sorge in mezzo al fiume ed è Patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’UNESCO; qui si trovano i resti di Fort James, da dove in epoca coloniale partivano le navi cariche di schiavi.
Spostandosi poi di molti chilometri verso est, sempre più all’interno del continente, si può visitare Janjangbureh, conosciuta anche come Georgetown; questa città, costruita dagli inglesi su un’isola nel mezzo del fiume, è oggi una località tranquilla immersa nella natura e un ottimo punto di partenza per escursioni in barca. L’isola sulla quale sorge è interamente coltivata ed è collegata alla terraferma da un buon servizio di traghetti.

Ancora più ad est, cinque isole sul Gambia formano il Gambia River National Park; su una di queste (Baboon Island) si trova il Chimpanzee Rehabilitation Trust creato negli anni Settanta allo scopo di reinserire nel territorio gli scimpanzè. E’ possibile fermarsi qui presso il Badi Mayo Camp, immerso nella natura tra scimmie rumorose e una flora affascinante, dove compreso nel prezzo delle tende safari in cui si alloggia, sarà possibile anche effettuare il tour delle isole.
Quasi all’estremità orientale del paese sorge Basse Santa Su, costruita in riva al fiume e ultimo punto d’imbarco rilevante del paese. Da sempre importante centro commerciale della Gambia, ancora oggi presenta come attrazione principale il suo affollato mercato, che si espande per tutte le vie della cittadina una volta alla settimana.

L’ingresso in Gambia è consentito con il passaporto in corso di validità e il principale punto d’accesso per i viaggiatori che si spostano in aereo è il Banjul International Airport, situato a Yundum, una località non distante dalle principali spiagge della costa. Il paese è collegato all’Europa via Bruxelles, mentre non esistono voli interni.
E’ possibile giungere in Gambia via terra dal Senegal piuttosto facilmente grazie ai numerosi collegamenti in minibus e taxi tra Banjul e Dakar; il principale punto di frontiera tra i due paesi si trova a Karang, ma per ovvie ragioni geografiche i varchi di frontiera sono numerosi, anche se non tutti facilmente raggiungibili a causa delle pessime condizioni delle strade. Si segnala a quanti intendessero attraversare la frontiera a Darsilami in uscita dalla Gambia, che non essendo il confine presidiato, è necessario farsi apporre il timbro sul passaporto quanto prima una volta in Senegal.

 Pubblicato da - 17 Dicembre 2011 - © Riproduzione vietata

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