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Ancona: visitare la cittą, cosa vedere e cosa sapere

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Adagiata sulle propaggini settentrionali del promontorio del Conero, Ancona è una città portuale di oltre 100.000 abitanti che vanta un centro storico ricco di monumenti, una storia millenaria e numerose località balneari. Già da questa breve introduzione si capisce come Ancona rappresenti una destinazione turistica affascinante, in grado di coinvolgere tutti, nella quale si possono trovare una miriade di attività da praticare. Tra le attrattive principali vi sono senza dubbio gli scenari paesaggistici del centro ed in generale di tutta la provincia, con il litorale alto e roccioso a strapiombo sul mare, i verdeggianti parchi semi-urbani ed i pittoreschi dintorni della costa del Conero che sembrano essere stati dipinti dalla sapiente mano di un pittore.

I primi insediamenti rinvenuti nella zona di Ancona risalgono all’età del bronzo, anche se la città diventò tale solo nel 387 a.C. quando vi si stabilizzò una colonia di Greci siracusani. Dal 113 a.C. Ancona e le Marche caddero in mano romana per rimanervi fino al 476, anno della caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Da quel momento e per diversi secoli la città subì l’impeto delle scorribande delle popolazioni barbariche, per poi divenire un libero comune ed una repubblica marinara verso la metà del XII secolo. Dall’anno della scoperta dell’America e del conseguente spostamento della maggior parte delle rotte commerciali al di fuori del Mediterraneo, Ancona conobbe una fase di crisi che raggiunse il culmine nel XVII secolo, quando anche il potere papale era ormai consolidato in tutta la zona. Nel 1797 Napoleone occupò il centro, che un anno dopo fu annesso alla Repubblica Romana. Dopo l’entrata nel Regno d’Italia ed il superamento non senza conseguenze della Prima Guerra Mondiale, Ancona conobbe un forte sviluppo urbanistico nel corso del ventennio fascista, durante il quale fu aperto il Viale delle Vittoria e fu costruito il quartiere Adriatico.

La visita al centro storico di Ancona potrebbe prendere avvio da Via Marconi, che costituisce il prolungamento della litoranea che dalla stazione ferroviaria costeggia il Lazzaretto giungendo fino a piazza della Repubblica. Tra le attrattive della zona spicca il già citato Lazzaretto, concepito come moderna struttura polifunzionale da Luigi Vanvitelli tra il 1733 ed il 1743. La sua forma pentagonale racchiude un cortile interno imperniato sul dorico tempietto di S. Rocco, sul quale affacciavano i vasti magazzini per le merci e le superiori residenze per i mercanti, ed ospita attualmente prestigiose manifestazioni culturali. Molto bella è anche Porta Pia, una porta in pietra d’Istria realizzata nel 1787 da Filippo Marchionni in forme magniloquenti, che anticipa di qualche centinaio di metri Piazza della Repubblica, il fulcro baricentrico tra gli anticlinali dei colli Astagno e Guasco, sui quali svettano rispettivamente la Cittadella e S. Ciriaco. Sul perimetro della piazza sono distinguibili due architetture novecentesche: il palazzo della Banca d’Italia, ricostruito da Marcello Piacentini nel secondo dopoguerra; ed il palazzo della Rai, opera di Gaetano Minnucci che lo eresse sui resti del settecentesco palazzo Trionfi. Non passerà certo inosservato l’imponente Teatro delle Muse, che con la sua maestosa facciata neoclassica domina tutta la piazza, anche se a rapire l’attenzione dei turisti sarà soprattutto la Loggia dei Mercanti, il più insigne monumento civile della città ed il principale simbolo della sua antica vitalità mercantile.

Risalendo a nord si raggiunge il Lungomare Vanvitelli, un’area ricca di chiese e monumenti che si protrae in mare per qualche centinaio di metri. Qui si trova l’Arco di Traiano, il massimo monumento romano della regione, che venne edificato nel 100-115 in onore di Traiano che aveva ricostruito il porto a sue spese. Una volta raggiunta la scenografica acropoli della città dorica, si noterà la sagoma della Cattedrale di S. Ciriaco, simbolo della mediazione artistica adriatica con l’Oriente. Sorta sulle fondazioni del tempio di Venere Euplea (IV sec. a.C.) e coincidente con il successivo luogo di culto paleocristiano dedicato a S. Lorenzo (VI sec.), circa agli inizi dell’XI secolo la chiesa divenne sede della terza sede vescovile di Ancona, andando a comporsi nel corso dei secoli attraverso complesse stratificazioni. Molti tesori della Cattedrale sono conservati nell’ex Episcopio, presso il Museo Diocesano, dove sono in mostra il quattrocentesco reliquiario di S. Stefano, il telo di S. Ciriaco, il sarcofago di Flavio Gorgonio e gli arazzi rubensiani del ‘600. Sempre in questa zona non si possono perdere: l’Anfiteatro romano, adagiato nella sella tra i colli Guasco e dei Cappuccini, che nell’antichità poteva ospitare fino a 10.000 spettatori; la Chiesa dei Ss. Pellegrino e Teresa, costruita in aderenza con palazzo Ferretti; il Palazzo del Senato, edificato nell’area del Foro romano prima del 1225 e adibito a sede del Consiglio senatorio; ed il già citato Palazzo Ferretti, una delle migliori fabbriche civili del manierismo.

Tornando verso sud attraverso via Pizzecolli, poco prima di raggiungere piazza Plebiscito, ci si imbatte in due bellissime chiese: la Chiesa del Gesù e S. Francesco delle Scale. La prima è molto scenografica, in quanto affacciata sul mare con un alto pronao tuscanico in linea con le idee di Luigi Vanvitelli che la progettò per i gesuiti assieme all’attiguo convento, mentre la seconda è stata oggetto di numerosi interventi nel corso della storia, il più importante dei quali ha riguardato il nuovo magnifico portale scultoreo a baldacchino commissionato a Giorgio da Sebenico. A breve distanza si trova Palazzo Bosdari, che dal 1973 è sede della Pinacoteca comunale “Francesco Podesti”, a cui è stata annessa la Galleria comunale d’Arte moderna. La pinacoteca, formatasi nel 1888 sul lascito artistico del pittore Francesco Podesti, è ricca di opere di ottimi autori ma non riflette con continuità la complessità della vicenda artistica anconetana. Tra le varie opere si segnalano quelle di Carlo da Camerino, Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Tiziano, Guercino e dello stesso Podesti.

... Pagina 2/2 ...A pochi chilometri di distanza dal centro urbano, unita alla parte meridionale della città da rapidi collegamenti viari, la Riviera del Conero offre più di un motivo di visita; le bellezze naturali e la ricchezza di preesistenze storico-monumentali ne fanno un unicum ambientale lungo l’intera costa adriatica. Tra le località principali ricordiamo: Portonovo, un vero e proprio gioiello incastonato nel parco regionale del Monte Conero; Poggio, un piccolo centro storico risalente al XII secolo; Badia di S. Pietro, anch’esso innalzato dai Benedettini nella prima metà del XII secolo in stile romanico; Sirolo, uno dei luoghi più suggestivi di tutta la riviera adriatica; e Numana, la più conosciuta tra le mete di villeggiatura del Conero.

La pietanza anconetana per eccellenza è lo stoccafisso, che ancor’oggi viene preparato secondo la ricetta originaria e che viene celebrato da manifestazioni che ricorrono ogni anno. Un’altra primizia di pesce è il mosciolo, ovvero la cozza, che da queste parti non si alleva ma si pesca sulle scogliere naturali. Tra i primi piatti ricordiamo i vincisgrassi, una sorta di lasagne dalla preparazione piuttosto elaborata, mentre per quanto riguarda i secondi non si può non assaggiare il brodetto all’anconetana, una succulente zuppa di pesce. Il vino più famoso è invece il Verdicchio, un bianco ottenuto dall’omonimo vitigno presente nelle zone di Jesi e Matelica.

Il clima presenta caratteristiche a metà tra quello sub-continentale dell’alto Adriatico e quello mediterraneo delle regioni costiere meridionali. Le estati son generalmente calde e talvolta afose, con temperature massime che possono superare i 30 gradi e minime che si attestano mediamente intorno a 18/19 gradi; in luglio e agosto sono abbastanza frequenti brevi ma violenti temporali pomeridiani, ai quali segue un temporaneo abbassamento delle temperature. D’inverno il clima è mitigato dalla presenza del mare, anche se talvolta i freddi venti di bora si insinuano prepotentemente lungo la costa portando temperature basse e pioggia. Nel complesso le precipitazioni sono moderate e raggiungono un totale medio annuo di poco inferiore agli 800 mm di pioggia, con picchi verso la fine dell’estate e per tutto l’autunno.

Le infrastrutture legate ai trasporti sono molto efficienti e raggiungono la loro massima espressione con l’Aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara Marittima, che ha voli regolari per Roma, Milano e tutte le maggiori capitali europee. Dal porto di Ancona partono quotidianamente traghetti diretti in Croazia, Albania, Montenegro, Grecia e Turchia, mentre la stazione ferroviaria è uno svincolo piuttosto importante all’interno della linea adriatica che da Bologna conduce fino a Pescara, Bari e Lecce. L’autostrada di riferimento è invece la A-14, mentre per quanto riguarda la mobilità urbana vi sono diverse linee di autobus e filobus gestite dalla Conerobus, associata dal luglio del 2007 all’A.T.M.A., che coprono capillarmente il centro e la fascia di prima periferia.

Cortesia foto: sito del comune

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