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Le foto di cosa vedere e visitare a Ungheria

Il Parco Nazionale di Hortobágy. Ungheria

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La "puszta" di Hortobágy è la più grande pianura naturale con erbe di tutta Europa, non costituita da disboscamento ed arginatura dei fiumi. Il primo Parco Nazionale ungherese, costituito nel 1973 è la più grande area protetta dell'Ungheria (82.000 ettari). Una notevole parte di esso è riserva di biosfera, un quarto del Parco è anche sotto protezione internazionale ai sensi dell'Accordo Ramsari, per la protezione di dimore di animali acquatici. L'Hortobágy, questo esempio unico di convivenza armonica dell'uomo e della natura, con numerose specie e dimore variopinte, caratterizzato dall'utilizzo indulgente dei terreni, è ricco di panorami.

Eppure, a prima vista non vi è nulla qui. Se diamo un'occhiata in giro, la prima cosa che dà all'occhio è che non c'è nessuna struttura, ma neanche una collina, una montagna. La chimera si vede nelle caldissime giornate estive, quando ci sembra di vedere una cosa che in realtà non c'è. Per scoprire i tesori nascosti di questa contrada, non è sufficiente attraversarla.

La stragrande maggioranza del Parco Nazionale (Nemzeti Park) è costituita da dimore naturali: pianure, prati salmastri e paludi più o meno grandi, intersecati tra di essi. Anche dal punto di vista di protezione della natura sono di maggiore importanza le acque artificiali che occupano un territorio molto più piccolo: nel corso degli ultimi cent'anni, sui pascoli di pessima qualità, ovvero al posto delle vecchie paludi sono stati realizzati dei laghi artificiali di pesci su una superficie totale di 6.000 ettari. La flora e la fauna del fiumi, esistente prima dell'arginatura del fiume, si può ammirare nel lago Tisza (Tisza-tó), il bacino idrico realizzato negli anni ’70.

Le paludi ed i laghi ricchi di pesci sono luoghi di importanza europea per nidificazione e passaggio degli uccelli. Finora sono state registrate 342 specie di uccelli a Hortobágy, 152 dei quali fanno anche il nido nel Parco Nazionale (Nemzeti Park). Uno degli spettacoli più interessanti è senza dubbio il passaggio delle gru in autunno. Decine di migliaia di esemplari di gru, tra l'altro animale presente nello stemma del Parco Nazionale, si possono vedere in ottobre, quando sorvolano la "puszta" durante il periodo migratorio.

L'Hortobágy non è mai stato un posto ad alta densità di popolazione, i pochi paesini della zona sono stati devastati durante gli attacchi dei Turchi e dei Tartari. La monotonia della "puszta" viene spezzata dai "kurgàn", detti "kunhalom", che sono tumuli e vedette di popoli pagani che migliaia di anni fa, vissero su questo territorio.

Nel corso dei millenni, gli animali selvatici che pascolavano sui prati dell'Hortobágy, gli uri ed i cavalli selvatici, vennero gradualmente sostituiti da animali domestici. In questa zona si trovano numerosi esemplari di pecore chiamate "racka", con le corna attorcigliate, e vi è anche il manzo grigio. Sono di origini meno antiche il maiale "mangalica" che dà un ottimo lardo ed il cavallo "nóniusz". Gli avi di quest'ultimo arrivarono sull'Hortobágy dalla Normandia, nel primo Ottocento. I visitatori rimangono incantati dalle esibizioni dei butteri e dalla mandria al galoppo.
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I pastori che vivevano nella "puszta", non usavano edifici fissi per loro stessi e per il bestiame. La maggior parte delle antiche costruzioni fatte dai pastori ungheresi sono molto semplici e pratiche, costruite soprattutto con l'utilizzo della canna. I caratteristici pozzi che servivano per far bere gli animali, sono diventati simbolo della "puszta" ungherese. Ai lati delle strade commerciali che attraversano la "puszta", ogni 10-12 chilometri sono state costruite delle ciarde "csárda", dove i passeggeri potevano riposare e dove spesso sostavano anche i pastori. Le ciarde danno ottime prestazioni anche oggi ai turisti, i quali possono assaggiare le saporitissime pietanze dei pastori ed altri piatti caratteristici della cucina dell'Alföld.

Nel centro turistico dell'agglomerato di Hortobágy, nell'antica rimessa per carri (Szekérállás), presso la ciarda maggiore (Nagycsárda), c'è il Museo dei pastori (Pásztormúzeum) dove sono rappresentati gli oggetti che ricordano il mestiere e la storia dei pastori. Sulla parte della strada che collega Budapest e Debrecen, sul fiume Hortobágy, nel 1827 è stato costruito un ponte di pietra, che in base al numero degli archi, viene chiamato ponte a nove buchi (Kilenclyukú híd). In quattro aree di presentazione e su sentieri d'istruzione, il visitatore può conoscere la flora e la fauna protette del Parco Nazionale (Nemzeti Park). Prima della partenza conviene informarsi sulle zone visitabili, presso gli uffici informazione oppure presso la direzione del Parco. Tra i programmi stabili più famosi, le Giornate equine internazionali (Nemzetközi Lovas Napok) e la fiera sul Ponte ad agosto (Hídi-vásár).

Escursioni consigliate
All'inizio del ’600, il principe della Transilvania István Bocskai, sul territorio ad est dell'Hortobágy, donò dei terreni ai duchi (hajdú) che si distinsero durante la guerra d'indipendenza contro gli Asburgo. Ecco perché questa zona si chiama Hajdúság ed il nome di tanti paesi inizia con la parola "hajdú". La località più rinomata della zona è Hajdúszoboszló: per le acque termali della città molto frequentata da chi soffre di malattie agli organi locomotori. Oltre le prestazioni curative, anche i visitatori, i bambini ed i giovani trovano la possibilità di fare il bagno e divertirsi: questo è offerto loro dall'Aquapark. Su importanti vie commerciali fu fondata la città di Debrecen che poi ebbe uno sviluppo veloce. Divenne il centro del Riformismo in Ungheria.
Nádudvar è divenuta famosa per i pentolai. Foto wikipedia, cortesia: Nl74, Lily15, Andreas Poeschek

Fonte: Ufficio Turistico Ungherese in Italia
Per maggiori informazioni: Milano Tel: 02/48195434
Visita Turismoungherese.it/
 

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