La Camargue, viaggio nel Parco Naturale Regionale
Il 25 settembre 1970, per preservare questo ambiente incredibile, è stato istituito il "Parc naturel régional de Camargue" ripartito tra i comuni di Arles (circa 48.000 ettari) e il comune di Saintes Maries de la Mer (circa 38.000 ettari). La fisionomia di questa zona è cambiata molte volte, fino all'arginatura completa del Rodano, avvenuta nel secolo scorso. Oggi la Camargue si potrebbe "suddividere" in tre aree: la bassa, la media e l'alta. La bassa, fatta di acque salmastre e saline, stretta tra la spiaggia e l'imboccatura del Rodano, dove è sorta la diga di protezione delle saline di Giraud, per proteggere il parco dall'erosione marina; la media, costituita da lagune salmastre (dette étangs) separate dal mare da banchi di sabbia e circondate da terreni paludosi coperti di canneti; e l'alta nella zona di Saintes Maries de la Mer, più agricola e più densamente popolata.
Le distese palustri a Sud della Camargue sono la zona degli allevamenti dei tori e dei cavalli. Ad Est, i Salins de Giraud (saline di Giraud) ed ad Ovest i Salins d'Aigues Mortes ospitano importanti superfici attrezzate per la produzione del sale. Al centro della Camargue, lo stagno (o étang) di Vaccarès (circa 6.500 ettari) con le piane che lo circondano, costituisce la riserva zoologica e botanica più importante. A Sud dello stagno, troviamo i resti del bosco di Rièges, il quale ci da un'idea di cosa poteva essere questa zona prima del Medioevo: una vegetazione folta e ricca di selvaggina. L'alta Camargue, come già detto, è essenzialmente agricola, l'instabilità della regione meridionale e la forte salinità spiegano perché soltanto la parte settentrionale del delta, ospiti centri abitati e culture.
La Camargue è veramente un luogo magico, ricco di soprese e paesaggi indimenticabili, ma bisogna ricordare la sua fragilità, minacciata dall'innalzamento del mare e dall'inquinamento.

































