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Barcellona: La Rambla, La Ribera e la facciata marittima

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Quest’itinerario incomincia dall’Ufficio Informazioni Turistiche, ubicato sotto la Piazza Catalogna (plaza de Catalunya): punto nevralgico nella rete stradale urbana e importante zona commerciale. La famosissima Rambla è un corso pedonale e serpeggiante che congiunge la piazza al mare, attraversando il quartiere vecchio. È la via più conosciuta e la più cosmopolita. Non si esagera paragonandola ad una specie di gran palcoscenico sul quale sfila la tipologia umana in tutta la sua molteplicità: percorrendola è possibile vedere i personaggi più impensabili, che l’animano con attività incessanti a qualsiasi ora del giorno e della notte. II termine Rambla deriva dalla lingua araba e significa “letto del fiume”, in allusione all’antico corso naturale delle acque, che arrivavano fino al mare. La Rambla è una e sono molte: il suo nome cambia nei diversi tratti e per questa ragione viene denominata normalmente “Ramblas”, al plurale.

L’itinerario conduce al mare e ha inizio nel tratto prossimo alla plaza de Catalunya, denominato Rambla de Canaletes. La fontana omonima invita il visitatore a bere dal suo zampillo, per essere certo di fare ritorno a Barcellona. La calle Tallers s’addentra nel quartiere del Raval, dove vale la pena di visitare il Centro di Cultura Contemporanea (CCCB) nonché il Museo d’Arte Contemporanea (MACBA).

Attraversata la piccola calle de Bonsuccés, ci s’imbatte subito in un edificio interessante: l’Accademia delle Scienze e Arti, che ospita un teatro. Siamo già nella Rambla dels Estudis, che riceve il nome dall’anteriore accademia. Questo tratto è disseminato di chioschi dove si vendono uccelli e specie animali, di modo che è abbastanza normale sentire i loro versi tipici. Nelle prossimità, all’angolo con la calle del Carme, s’erge la chiesa di Betlemme, giusto di fronte al Palazzo Moja (Palau Moja), edificio in stile neoclassico. Segue la Rambla de Sant Josep, più conosciuta come Rambla de les Flors, dovuto al gran numero di chioschi che vendono fiori. A destra spicca il Palazzo della Viceregina (Palau de la Virreina), sede dell’Assessorato alla Cultura del Comune. All’interno c’è una sala mostre molto interessante; a pianterreno un ufficio che informa sulle varie attività culturali e vende biglietti per assistere a diversi spettacoli. Poco oltre, il mercato di generi alimentari più vecchio e più “genuino” tra i 40 mercati municipali sparsi in tutta la città: la Boqueria, una specie di tempio per gli amanti della gastronomia e una vera delizia per i sensi.

All’altezza di calle Hospital e calle Boqueria, vale la pena di fermarsi alcuni minuti ad ammirare il pavimento: sorprendente il mosaico di Joan Miró, altro segno d’identità della Rambla. A sinistra, ad angolo, una costruzione originalissima: la casa Bruno Quadros, con ombrelli e draghi cinesi che decorano la facciata. Finché si arriva al Liceo, il gran teatro dell’opera ricostruito diverse volte, e indubbiamente uno dei simboli più caratteristici della città. La facciata esterna è discreta e non lascia trapelare niente sulla magnificenza dell’interno. Un po’ più avanti, addentrandosi nella calle Nou de la Rambla, si trova il Palazzo Güell, uno dei capolavori di Gaudí (si veda l’itinerario Gaudí). Ormai poco distante dal mare, un’altra sala mostre: quella insediata nel vecchio Convento di Santa Monica, dotata - a pianterreno - di un ufficio informazioni della Regione. In fondo al pasaje de la Banca, il Museo delle Cere che contiene oltre 360 personaggi famosi, in attesa di ricevere i visitatori. Il monumento a Cristoforo Colombo (Colon) possiede un ascensore, dall’alto si gode di una straordinaria veduta panoramica che abbraccia la città e il porto.

Il quartiere della Ribera è probabilmente una delle zone più affascinanti del centro storico. Nel Medioevo fu il centro economico e finanziario di Barcellona. Restano molteplici testimonianze di questo passato: dal nome delle strade che ricordano diversi mestieri (vetrai, orafi, ecc.) all’edificio della Loggia del Mare, sede della Camera di Commercio. Nonostante la facciata sia stata ricostruita in stile neoclassico alla fine del XVIII secolo, le sale gotiche dell’interno, perfettamente conservate, danno fede dell’importanza raggiunta all’epoca nel commercio terrestre e marittimo. Negli ultimi anni il quartiere si è riempito di laboratori artigiani, quasi per rendere onore all’intensa attività svolta in passato. La ristrutturazione delle case vecchie, insieme ai parecchi bar e ristorantini che si trovano in zona, gli dona un certo fascino.

L’itinerario incomincia da calle Argenteria, che va da Via Laietana alla Basilica di Santa Maria del Mare. Bisogna tenere presente che l’area di Via Laietana, il cui nome fa allusione ai Laietani, popolazione stabilitasi qui prima ancora dei Romani, fu edificata nella prima metà del XX secolo. Inserita nel progetto di rinnovamento urbanistico, l’arteria fu pensata per attraversare in linea retta questa parte del centro storico, allo scopo di alleggerire il traffico collegando I’Eixample al porto. Il tempio di Santa Maria del Mare, soprannominato “la cattedrale della Ribera”, è uno dei più begli esempi d’architettura gotica. Costruito nel XIV secolo, l’armonia delle sue linee trasmette una sensazione di pace.

Sulla facciata rivolta al paseo del Born, s’apre una piccola piazza molto significativa per la storia locale: il cosiddetto Fossar de les Moreres. In origine cimitero della chiesa, la tradizione vuole che nell’anno 1714 fossero sepolti qui i difensori di Barcellona, quando la città fu sconfitta dalle truppe di Filippo V. Alla fine del “paseo” s’erge il vecchio Mercato del Born, grand’edificio isolato, costruito in ferro e vetro, che ospitò il principale mercato ortofrutticolo fino al 1971. Alle sue spalle l’ampio parco della Cittadella (parque de la Ciutadella). In questo polmone verde sono ubicati il Museo di Zoologia, la Serra (Hivernacle), lo stagno navigabile e la sede del Parlamento della Catalogna. Nella vicina calle del Comerç è situato un museo piuttosto curioso: il Museo della Cioccolata: per golosi che non riescono a contenersi e curiosi che vogliono saperne di più sul cacao.
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È d’obbligo dirigersi alla calle Montcada, la più signorile del quartiere, dov’è ubicato il Museo Picasso. Vero gioiello museistico, raccoglie la più importante collezione giovanile dell’artista, insieme ad altre appartenenti ai diversi periodi. Vale la pena d’accennare alla serie “Las Meninas”, ispirata al capolavoro di Velázquez. In calle Montcada ci sono altri due musei non meno interessanti: il Museo dei Tessuti e degli Indumenti e il Museo Barbier-Mueller - raccolta di arte precolombiano -, entrambi insediati nel palazzo del marchese di Llió, bella costruzione che risale al XVI secolo. In realtà le case e i palazzi della strada intera sono una specie di tuffo nel passato, che richiama alla memoria la vita della Barcellona aristocratica.

Oggi si può affermare che Barcellona si è riconciliata con il mare. Sebbene la sua storia sia intimamente legata al Mediterraneo, è pur vero che la città ha vissuto per molto tempo volgendogli le spalle. L’attività portuaria era ridotta al traffico delle merci e la fascia costiera era occupata da vecchie fabbriche che languivano accanto ai binari del treno. Da quando venne scelta per la celebrazione dei giochi olimpici nel 1986, l’idea di “aprire” Barcellona al mare divenne una sfida per le autorità municipali. Lo scopo è stato ampiamente raggiunto: attualmente il porto è uno scalo importante per gli incrociatori, sono state recuperate le spiagge e la facciata marittima, oltre a zona di svago e divertimento, si è trasformata in quartiere residenziale.

L’itinerario incomincia da dove nel Medioevo si costruivano le grandi imbarcazioni destinate al commercio marittimo: i Cantieri Marittimi (Reials Drassanes), in piazza Portal de la Pau. Questi cantieri navali sono un esempio straordinario dell’architettura gotica civile; all’interno ospitano il Museo Marittimo, degno di menzione. Al centro della piazza si trova il Belvedere di Colombo (Mirador de Colón), con un ascensore che arriva sulla cima della cupola e da dove si scorge una veduta complessiva del porto. Per vedere il mare da vicino non c’è niente di meglio di una passeggiata sulle popolari “Golondrinas”, barche che invitano ad un viaggio rinfrescante sulle acque del porto. Percorrendo la comoda passerella pedonale, s’arriva al ‘Maremagnum’: area ludica dove, a parte parecchi negozi e ristoranti, si trovano il cinema Imax e I’Aquàrium. Una visita a quest’ultimo assomiglia ad una straordinaria escursione in fondo al mare.

Proseguendo ci s’imbatte nel Palazzo del Mare, imponente edificio di mattoni, fino a giungere al Porto Vecchio (Port Vell) completamente ristrutturato e pieno di bar con terrazze, dove la cosa migliore è farsi una bella mangiata. Vale la pena d’accennare al moderno Museo Storico della Catalogna, interattivo. Da questo punto il paseo Juan de Borbón conduce alle spiagge della Barceloneta, il quartiere marittimo per eccellenza, costituito da viuzze strette e parallele. Camminando di fianco al mare e lungo il paseo Marittimo, s’arriva al Porto Olimpico, il nuovo porticciolo che s’estende ai piedi di due grattacieli: il primo è un lussuoso hotel e il secondo un edificio destinato ad uffici. La pratica degli sport nautici - qui è ubicata la Scuola Municipale di Vela - insieme al gran numero di persone che affolla i locali, trasformano l’area in una delle più animate della città. II porto è anche il cuore del Villaggio Olimpico, la nuova zona residenziale che ha modificato completamente la fisionomia del quartiere, formato da circa duemila case e ampie zone verdi; l’alta ciminiera di mattoni che svetta tra gli edifici è rimasta a testimonianza del suo passato industriale. Le travi che ricoprono il gran pergolato centrale dell’avenida Icaria richiamano alla memoria i vecchi binari, demoliti e riutilizzati.

Lo sforzo di recupero della facciata marittima non termina qui, continua nell’area di Diagonal Mar, scelta come sede per celebrare il Forum Universale delle Culture nell’anno 2004. È stato costruito un nuovo palazzo dei congressi, insieme ad hotel, centri commerciali, appartamenti. È un fatto indiscutibile che Barcellona si sia aperta al mare, riscoprendo la vocazione mediterranea.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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