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Mahahual (Majahual), vacanza sulla Costa Maya del Messico

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Il tratto di costa a sud della Reserva de la Biosfera Sian Ka’an fino al piccolo villaggio di pescatori di Xcalak viene spesso chiamato Costa Maya. In quest’area lo sviluppo ha avuto un andamento irregolare: Xcalak è ora collegato alla statale 307 da una strada asfaltata, e la città di Mahahual, a nord, ospita un molo per le navi da crociera. Cartelloni pubblicitari e cartelli di terreni in vendita abbondano lungo la strada costiera, ma per il momento quella di Mahahual rimane ancora una zona abbastanza incontaminata. Il centro è oggi abitato da circa 8.000 persone, anche questo numero cresce sensibilmente grazie all’apporto dei turisti. I servizi sono piuttosto scarsi, e la maggior parte dei residenti può disporre della corrente elettrica solo qualche ora al giorno.

I primi abitanti della zona sarebbero vissuti addirittura 8.500 anni fa, mentre la dominazione Maya è relativamente più recente, in quanto ebbe inizio a partire dal 200 a.C. La straordinaria cultura e le moderne innovazioni tecnologiche Maya sono in molti casi ancora visibili sul territorio che, con tutta la zona dello Yucatan, è una specie di enorme museo archeologico a cielo aperto. I primi conquistadores europei giunsero nel Quintana Roo nei primi anni del XVI secolo. Francisco Hernandez de Cordoba, Hernan Cortes e Francisco de Montejo furono i principali artefici della precoce scomparsa dei Maya, letteralmente sradicati da una regione che abitavano da quasi 2.000 anni e soppiantati da soldati spagnoli e monaci gesuiti. A seguito dell’indipendenza del Messico, conseguita nel 1821, i territori dello Yucatan e del Chiapas decisero di unirsi agli Stati Uniti del Messico nel 1840.

Quasi tutti i giorni il lungomare sabbioso di Mahahual pullula di bancarelle che vendono souvenir e di frequentatori dei bar sulla spiaggia, ma nel tardo pomeriggio i turisti delle navi da crociera ripartono e questa piccola città ritrova la sua innata tranquillità, la sua rilassante atmosfera. Da qualche anno a questa parte, Mahahual sta subendo un lento ma progressivo sfruttamento da parte di speculatori edilizi e operatori del settore turistico, allettati dalle enormi potenzialità di una gallina dalle uova d’oro come la Costa Maya; le navi da crociera attraccano numerose e con sempre maggiore frequenza, inoltre, a nord della città sono in costruzione nuovi resort sempre più grandi e invadenti nei confronti della natura. Gli attivisti della città si battono strenuamente, e spesso con successo, contro lo sviluppo edilizio e lo sfruttamento ambientale nel tentativo di rallentare questa tendenza, e per il momento Mahahual resta una delle località più piacevoli della costa.

Con la barriera corallina a soli 200 metri dalla costa e la spettacolare Reserva de la Biosfera Banco Chinchorro, l’atollo più grande dei Caraibi, a soli 40 chilometri al largo, in questa zona si trovano alcuni tra i punti più belli del Mar dei Caraibi per fare immersioni e snorkeling. È proprio l’enorme atollo corallino, uno dei più estesi dell’emisfero settentrionale, rappresenta un’attrattiva davvero meravigliosa. Poco frequentata dai turisti, la zona di mare che circonda la riserva è una specie di cimitero di navi spagnole, incagliatesi e affondate dopo aver urtato gli acuminati fondali che in certi punti si nascondono pochi metri sotto il pelo dell’acqua. Molti di questi relitti si possono esplorare facilmente con maschera e boccaglio. La barriera corallina molto più vicina al litorale è poi una possibilità straordinaria per poter godere a pieno delle bellezze di questo incantevole ecosistema senza allontanarsi troppo dalla costa. 65 specie di flora marina e più di 260 varietà di animali e molluschi sono gli abitanti che si incontreranno durante l’immersione tra i coralli.
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Se si vuole rimanere sul continente ci si potrà recare presso una qualsiasi delle molte spiagge che da Mahahual si estendono fino a Xcalak. La sabbia bianca, l’acqua turchese dell’oceano che si fonde con il cielo e il verde smeraldo della giungla ancora incontaminata sono le caratteristiche comuni ai singoli tratti di costa, luoghi ideali per un turismo ecologico, dove rilassarsi e divertirsi nel totale rispetto della natura. Non lontano dalla città si trova Bacalar, un antico porto fortificato spagnolo che rappresenta un’attrazione interessante sia in chiave storica che balneare. La sua laguna di acqua dolce è chiamata “dei sette colori”, un nome che evoca i riflessi e le molteplici tonalità di turchese prodotte dal variegato fondale sabbioso sul pelo dell’acqua.

Il clima è caldo e umido, mitigato solo in parte dalle dolci brezze che spirano dal mare. La stagione delle piogge è compresa tra la metà di agosto e la metà di ottobre, mesi in cui quasi ogni pomeriggio si verificano violenti acquazzoni in grado di scoraggiare anche il turista più motivato. Il periodo migliore per visitare la zona è quello compreso tra novembre e marzo, quando alla scarsità di piogge si aggiunge un clima secco e leggermente più fresco rispetto al resto dell’anno.

In seguito al grande lavoro delle amministrazioni locali per promuovere il turismo nella Costa Maya, Mahahual è oggi facilmente raggiungibile da Chetumal, dotata di un aeroporto internazionale, alla quale è collegata da una moderna autostrada a quattro corsie. La svolta per Mahahual è situata 68 chilometri a sud di Felipe Carrillo Puerto e 46 chilometri a nord di Bacalar. In cantiere ci sono anche lavori di realizzazione e di ammodernamento della linea ferroviaria che, stando ai progetti, dovrebbe collegare Cancun, Chetumal e Escarcega configurando quindi un immensa area dedita interamente al turismo.

 Pubblicato da - 11 Giugno 2009 - © Riproduzione vietata

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