Xcalak (Messico): vacanza di mare, spiagge ed immersioni
Come si evince dallo stesso nome della costa, la zona è storicamente uno dei più importanti avamposti maya dello Yucatan. Qui, a partire da oltre 2.000 anni fa, i Maya iniziarono a gettare le basi per quello che nei secoli sarebbe diventato uno dei più grandi ed evoluti imperi del mondo antico, dotato di tecnologie avveniristiche frutto dell’incredibile inventiva di questo straordinario popolo. Nella specifica zona circostante Xcalak non sono presenti siti archeologici particolarmente rilevanti, ma per coloro che fossero interessanti, non occorre altro che proseguire qualche decina di chilometri nell’entroterra per soddisfare i propri desideri. A partire dagli anni ’40 dell’Ottocento, la zona fu oggetto della cosiddetta Guerra delle Caste, un conflitto che vide cittadini messicani bianchi e popolazione di origine maya intraprendere una lunga e sanguinosa guerra per il controllo della penisola dello Yucatan.
Nonostante negli ultimi anni si sia assistito ad un rapido progredire dei servizi turistici, Xcalak e più in generale la Costa Maya fino a Mahahual rappresentano ancora un territorio vergine, incontaminato dagli effetti della mano dell’uomo. Se da un lato questo comporta la scarsità di strutture recettive, di servizi e di infrastrutture, dall’altro si è potuto mantenere intatto il fascino di questa meravigliosa costa, immersa nel verde e ideale per rilassarsi lontano dai patemi della vita moderna.
Una delle attrattive principali della zona di Xcalak è senza dubbio la poco esplorata Reserva de la Biosfera Banco Chinchorro, il più grande atollo corallino dell’emisfero settentrionale, situato una quarantina di chilometri a nord-est del centro in mezzo alle acque del Mar dei Caraibi. L’isola è circondata da coralli di indicibile bellezza, tanto belli quanto pericolosi, vista la poca distanza che separa le loro terminazioni dal pelo dell’acqua. Nel corso dei secoli furono decine i galeoni spagnoli ad entrare in collisione con questo anello corallino, quest’oggi molto simile ad una specie di grande cimitero di navi. Molti relitti rappresentano un ulteriore motivo di interesse, in quanto visitabili con il semplice ausilio di una maschera e di un boccaglio. Navi a parte, la barriera corallina rappresenta di per sé un’attrazione unica, apprezzabile sia per gli appassionati di immersioni che per i semplici turisti intenti a fare snorkeling.
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Durante il soggiorno non si potrà fare a meno di apprezzare la gustosa, e incredibilmente economica, gastronomia locale. Oltre ai ristoranti, nei quali spendendo cifre irrisorie ci si troverà davanti a tavoloni imbanditi con piatti di pesce fritto, ceviche e birra fredda, in giro per la strada costiera si incontreranno numerosi venditori ambulanti di generi alimentari, mentre nei pressi del centro città si trovano diversi piccoli mercati più o meno forniti.
Il clima, caldo e umido per praticamente tutto l’anno, presenta la stagione della piogge compresa tra agosto e ottobre, indubbiamente il periodo peggiore per visitare la Costa Maya. È molto meglio partire tra novembre e marzo, mesi durante i quali il rischio di precipitazioni cala sensibilmente e in cui le temperature e l’umidità sono più accettabili.
Per raggiungere Xcalak in automobile, dalla statale 307, pochi chilometri prima di Mahahual, svoltate a destra e seguite le indicazioni per Xcalak, a quel punto distante una sessantina di chilometri. Gli autobus Sociedad Cooperativa del Caribe partono tutti i giorni dal principale terminal di Chetumal per Xcalak, mentre partendo da Felipe Carrillo Puerto bisogna prendere prima un autobus per Limones, da cui ci sono corse per Xcalak che partono intorno alle 6.30 e alle 16.30.
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