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Great Smoky Mountains National, tra North Carolina e Tennessee

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Situato ad ovest di Asheville, proprio sul confine tra Tennessee e North Carolina, il Great Smoky Mountains National Park è il parco nazionale più visitato degli Stati Uniti. I confini del parco comprendono al loro interno le Great Smoky Mountains, che prendono il nome dalla foschia bluastra che le avvolge, e parte delle Blue Ridge Mountains, facenti parte della catena dei monti Appalachi. La sua fondazione risale al 1934, anno in cui venne istituito dal Congresso degli Stati Uniti, mentre l’apertura ufficiale fu effettuata nel 1940 ad opera del Presidente Franklin D. Roosevelt; nel 1983 l’UNESCO ha dichiarato il parco Patrimonio dell’Umanità.

L’estensione di oltre 2.110 km² fa si che il Great Smoky Mountains National Park sia uno dei parchi più grandi degli Stati Uniti orientali. Dal punto di vista morfologico, il parco presenta un’altitudine media piuttosto elevata, frutto della media di un territorio che passa da un minimo di 250 ad un massimo di circa 2000 metri di altezza, con il Clingmans Dome che rappresenta la vetta più alta. Grazie a questa sua varietà ambientale, il Great Smoky Mountains National Park ospita un numero elevatissimo di specie animali e vegetali, ognuna delle quali è riuscita a ritagliarsi il proprio habitat naturale in qualche parte del parco. Attualmente le foreste ricoprono il 95% della riserva, con certi alberi che risalgono addirittura a prima della colonizzazione europea.

Il parco nazionale di Great Smoky Mountains è una delle principali attrazioni turistiche della regione; oltre nove milioni di turisti visitano ogni anno questa incantevole area protetta, delimitata da alcune città di discreta importanza come: Gatlinburg, Pigeon Forge e Townsend in Tennessee, Cherokee, Sylva e Maggie Valley in North Carolina. I due centri visitatori più importanti sono il Sugarlands, vicino all’entrata di Gatlinburg, e l’Oconaluftee, nei paraggi di Cherokee. Presso queste due postazioni si potranno visitare interessanti sale dedicate alla natura, alla geologia ed alla storia del parco.

La base di partenza più importante per le escursioni all’interno del parco è Cherokee, una località battezzata in onore di alcuni indiani della tribù cherokee che cercarono di opporre resistenza all’appropriazione da parte degli europei di questa incantevole regione del sud-est americano. In realtà, nel 1838, gli autoctoni furono costretti a trasferirsi ed a marciare lungo il Trail of Tears, il “Sentiero delle Lacrime”, in direzione dell’Oklahoma. Attualmente, la tribù nota con il nome di Eastern Band of the Cherokee Nation, ovvero “Gruppo Orientale della Nazione dei Cherokee”, occupa la piccola riserva al confine del parco, vivendo essenzialmente di turismo. Di conseguenza, anche Cherokee possiede un gran numero di dettaglianti di mocassini e di attrazioni a tema, oltre all’immancabile casinò. Aldilà del suo essere kitsch, l’imponente Museum of the Cherokee Indian, situato sulla Hwy-441 a Drama Road, ospita mostre archeologiche ed eventi interattivi sull’arte e la storia degli indiani. Dall’altra parte della strada si nota l’Arts and Crafts, una cooperativa di cherokee che vende prodotti artigianali di discreta qualità. Nelle vicinanze, l’Oconaluftee Indian Village è una ricostruzione del villaggio dei cherokee della metà del XVIII secolo, con capanne di legno che fanno da cornice a rappresentazioni artistiche e dimostrazioni sulle tecniche di costruzione delle canoe.

Le attività principali del parco sono le escursioni. Incamminandosi a piedi per gli oltre 1368 chilometri di tracciati sterrati compresi all’interno del parco si potranno rimirare panorami altrimenti impossibili da vedere e conoscere aspetti quantomeno curiosi sulla storia di questa riserva. Il percorso più noto è l’Appalachian Trail, un sentiero lungo 110 chilometri che si snoda su e giù per le montagne attraverso vallate boscose e picchi innevati, un sentiero veramente suggestivo che vale a pena percorrere, anche se solo in parte. Lungo l’Acum Cave Trail si incontreranno svariate attrattive naturali, come l’Alum Cave Bluffs e l’Arch Rock, mentre un altro sentiero molto famoso è quello che conduce alle cime Chimneyche, che prendono il nome dalla loro particolare terminazione biforcata. Se si è in cerca di percorsi accessibili a tutti senza grosse difficoltà il consiglio è quello di immettersi lungo il sentiero delle cascate Laurel o quello del Clingman’s Dome. Il primo, che conduce fino allo spettacolare salto di 24 metri delle cascate, è immerso nel boscoso fondovalle, mentre il secondo consente di raggiungere punti panoramici dai quali godere di incantevoli viste sulla regione. Per gli amanti delle escursioni la tipologia di soggiorno più comoda è senza dubbio il campeggio, praticabile in molte strutture preposte ad accogliere tende o camper. Altre attività molto praticate sono la pesca sportiva, regolamentata da rigide normative, l’equitazione, permessa solo in determinate zone, ed il ciclismo, visti i diversi punti di noleggio di mountain-bike presenti nel parco.
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Il parco contiene numerose attrattive di carattere storico. Quella meglio conservata, nonché la più famosa, è Cades Cove, una vallata costellata da svariati edifici storici tra cui capanne di legno, chiese e antichi granai. Quasi tutti i visitatori del Great Smoky Mountains National Park si concedono una visita a Cades Cove, il luogo ideale per conoscere meglio gli stili di vita dei primi abitanti della zona meridionale degli Appalachi.

Buona parte del parco è caratterizzata da un clima umido continentale. Le temperature sono gradevoli in estate, quando si superano anche i 30 gradi, e rigide in inverno, quando anche a causa dell’altitudine si registrano spesso valori inferiori allo zero. Normalmente il parco ha un’umidità molto alta ed è colpito da precipitazioni abbondanti, che variano da un minino dei 1400 mm di pioggia all’anno delle vallate, ad un massimo di 2200 mm dei picchi montuosi. Un ottimo periodo per visitare il parco è quello che va da fine marzo a metà maggio, una stagione contraddistinta dalla rinascita della natura dopo l’inverno, con i fiori primaverili e gli animali che tornano a farsi vedere per godere del tepore dei primi caldi. I mesi più affollati sono invece quelli estivi e soprattutto ottobre, quando le colline sono avvolte in un manto di fiori rossi, gialli e marroni.

Per quanto riguarda i trasporti, il McGhee Tyson Airport di Knoxville, in Tennessee, è senza dubbio l’aeroporto più comodo per raggiungere la regione, vista la vicinanza al Great Smoky Mountains National Park e l’elevato numero di compagnie aeree che lo servono. L’autostrada Hwy-441, qui nota come la Newfound Gap Road, taglia in due il parco, consentendo l’accessibilità automobilistica a molti sentieri e panorami.

 Pubblicato da - 05 Novembre 2009 - © Riproduzione vietata

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