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Il più grande vulcano del mondo sotto Yellowstone, si sta risvegliando?

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Nei giorni scorsi c'era stata un po' di apprensione tra gli scienziati che monitorano il Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti. Il più antico parco nazionale del mondo si trova al di sopra di un “supervulcano” in stato quiescente da circa 600.000 anni. Gli scienziati che lo stanno monitorando in continuità da circa 80 anni, hanno avvertito che ci sono alcuni segnali che potrebbero fare pensare che prima o poi succederà una nuova eruzione, anche se non nel prossimo futuro, dopo questo lunghissimo periodo di riposo.

Secondo un team di geologi dell'università dello Utah, un profondo serbatoio di magma, che copre 925 miglia quadrate (un'area delle dimensioni di Los Angeles), è aumentato di volume ad un tasso record a partire dal 2004, e addirittura si sono toccati i 7,5 cm di sollevamento per anno, negli ultimi 3 anni, registrando la risalita più elevata dall'inizio delle rilevazioni, a partire dal 1923.

Si tratta di un incremento straordinario, perché copre una vasta area e i tassi sono veramente impressionanti, sopratutto per la loro crescita in così poco tempo. Dopo un attimo di disorientamento gli scienziati hanno realizzato che fortunatamente la probabilità di una eruzione rimane ancora bassa, dal momento che il magma si trova ancora molto in profondità rispetto alla superficie, circa ad una decina di km più in basso. Quindi niente panico, Yellowstone rimane una delle mete più spettacolari da visitare negli Stati Uniti, ma prima o poi il grande supervulcano farà sentire nuovamente la sua voce, e quando lo farà sarà sicuramente una catastrofe.

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Quando lo farà è ancora un mistero, certo che il rischio aumenterebbe con il magma posizionato a 2-3 km dalla superficie anziché gli attuali 10 km. In caso di una, malaugurata, nuova eruzione, si stima che l'evento sarebbe mille volte più potente dell'esplosione del Mount St Helens del 1980. Le ceneri sarebbero “vomitate” fino a 40 km di altezza, immergendo la terra in un "inverno vulcanico" che potrebbe durare per anni. L'aria tossica costringerebbe milioni di persone a lasciare le loro case, mentre la messa a terra dei voli renderebbe ridicoli i problemi causati dal vulcano Eyjafjallajokull l'Islanda, che eruttò quasi un anno fa.

Il National Park Service però ribadisce: "Non ci sono prove che una eruzione catastrofica imminente al Yellowstone National Park sia imminente. Anche se un'altra eruzione caldera di formazione è teoricamente possibile, è molto improbabile che si verifichi nei prossimi mille o anche 10.000 anni. Gli scienziati inoltre non hanno trovato alcuna indicazione di un'imminente eruzione minore” . In effetti dopo l'ultima grande esplosione avvenuta 640 mila anni fa, ci sono poi state circa 30 eruzioni più piccole, la più recente delle quali accadde circa 70.000 anni fa. Nel dubbio affrettatevi a compiere il vostro viaggio a Yellowstone: una esperienza straordinaria, tra animali selvaggi, gayser, canyon e cascate di travertino. Un ambiente che non ha pari nel mondo, ma che presto o tardi verrà spazzato via dalla ripresa del supervulcano che si cela nel sottosuolo di Yellowstone.

Fonte: www.breakingtravelnews.com
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Data: 26 Gennaio 2011
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