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La Mostra su Raffaello a Bergamo, al GAMeC

Dal 27 gennaio al 6 maggio 2018 potrete ammirare i capolavori di Raffaello e di altri grandi artisti italiani nella mostra “Raffaello e l’eco del mito”, alla Gamec - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Mentre tutto il mondo si prepara a celebrare il maestro del Rinascimento nel 2020, in occasione dei cinquecento anni […]

Marco Lovisco

Giornalista e blogger, appassionato di arte e viaggi. Inseguo le mostre, ma a volte sono più veloci di me.

Dal 27 gennaio al 6 maggio 2018 potrete ammirare i capolavori di Raffaello e di altri grandi artisti italiani nella mostraRaffaello e l’eco del mito”, alla Gamec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

Mentre tutto il mondo si prepara a celebrare il maestro del Rinascimento nel 2020, in occasione dei cinquecento anni dalla sua morte, Bergamo ha deciso di giocare di anticipo.

La mostra “Raffaello e l’eco del mito”

Il percorso espositivo della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo punta e esplorare la figura di Raffaello nel tempo, sia attraverso le opere degli artisti che lo hanno ispirato che quelle di coloro che hanno seguito le sue tracce. Sono ben tredici i dipinti di Raffaello ospitati nella sede bergamasca, per un percorso di oltre 60 opere, provenienti da importanti musei nazionali e internazionali e da collezioni private.

La mostra si sviluppa attorno a un’opera, il San Sebastiano dipinto da Raffaello nel 1502 e oggi conservato all’Accademia Carrara di Bergamo. Il quadro, dipinto quando Raffaello aveva meno di venti anni, dimostra il talento di un artista destinato a entrare nella storia.

Raffaello nasce figlio d’arte, suo padre Giovanni Santi (da cui deriverà il cognome “Sanzio”) era un importante artista urbinate. Da lui Raffaello impara l’amore per l’arte ma la sua vita cambia bruscamente e drammaticamente nel volgere di pochi anni. Nel 1501 (quando ha solo otto anni) perde la madre e dopo soli tre anni al giovane artista viene a mancare anche il padre. A soli undici anni Raffaello perde le due persone più care al mondo.

Viene adottato dall’arte. Si trasferisce a Perugia e diventa apprendista dell’ottimo Perugino. Dimostra da subito un talento fuori dal comune, tanto che a soli diciotto anni riceve incarichi di prestigio da importanti signori del tempo. È in questi anni che stringe amicizia con il Pinturicchio, molto più grande di lui.

Raffaello non era solo un bravissimo artista, ma era anche un uomo affascinante, amato dalle donne. In mostra a Bergamo c’è anche il famoso ritratto La Fornarina (1518-1519) che, secondo alcuni, ritrae una delle numerose amanti del giovane artista. Secondo lo storico dell’arte Giorgio Vasari, la morte in giovane età di Raffaello (che nel 1520 aveva solo trentasette anni) fu causata da “eccessi amorosi”. Pare infatti che l'artista fosse un amante passioanale e incontenibile.

In mostra anche la celebre Madonna Diotallevi (1502) una delle numerose “Madonne con bambino” che hanno reso celebre l’artista urbinate. Secondo alcuni storici la scelta di questo soggetto pare strettamente legata alla perdita della madre in giovane età. È come se in questi dipinti Raffaello avesse cercato quel calore materno perso troppo presto. Visti da questa prospettiva, i capolavori di Raffaello acquistano un’ulteriore bellezza, legata alla storia di un bambino prodigio, costretto troppo presto a diventare adulto.

Raffaello e gli altri, in mostra a Bergamo

Come abbiamo anticipato in apertura, la mostra alla Gamec di Bergamo racconta Raffaello anche attraverso le opere di artisti che lo hanno ispirato come Pinturicchio, il Perugino, Giovanni Santi e Luca Signorelli. Un’altra sezione della mostra celebra invece l’attenzione ai paesaggi usati come sfondi nelle opere di tipo ritrattistico. In mostra dipinti come il Ritratto d’uomo di Hans Memling, il San Sebastiano di Pietro de Saliba o le due opere Ritratto di giovane come San Sebastiano di Giovanni Antonio Boltraffio e Marco d’Oggiono, di scuola leonardesca.

Completano il percorso espositivo le opere di artisti contemporanei che hanno citato il maestro del Rinascimento. Tra questi: de Chirico, Picasso, Luigi Ontani, Salvo, Carlo Maria Mariani e Francesco Vezzoli.

5 cose da sapere su Raffaello

1. Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) è considerato, con Leonardo e Michelangelo, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano.

2. Nato a Urbino, si è formato a Perugia ma è Firenze, la città che lo ha consacrato come uno degli artisti più importanti dell’epoca.

3. È celebre la serie di Madonne con bambino, soggetto a cui il pittore appare particolarmente legato. Tra le più importanti possiamo citare: la Madonna del Belvedere (1506), la Madonna Esterhazy (1508) e la Madonna del Cardellino (1506).

4. Una delle opere più famose di Raffaello è La scuola di Atene, affresco realizzato tra il 1509 e il 1511 per decorare le stanze papali del pontefice Giulio II. A Roma Raffaello lavorò anche al progetto della Basilica di San Pietro.

5. Raffaello morì in giovane età, a soli trentasette anni, la notte del Venerdì Santo del 1520. Fu celebrato come una divinità, tanto che i contemporanei giurarono che la notte della sua dipartita “una crepa scosse i palazzi vaticani e il cielo si riempì di nuvole scure”.

Informazioni utili, date, orari, prezzo dei biglietti

Mostra: “Raffaello e l’eco del mito”
Dove: GAMeC, Via San Tomaso 53, Bergamo
Date: dal 27 gennaio al 6 maggio 2018
Orari: tutti i giorni, tranne il martedì: ore 9:30-19:00
Biglietti: € 12 intero; € 10 ridotto; promo: € 8 (fino al 06.01.18)

Maggiori informazioni: sito ufficiale

Per saperne di più sull’artista leggete anche, su Due Minuti di Arte: Raffaello, vita e opere riassunte in 10 punti

Raffaello e l’eco del mito

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