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Inverno a Sankt Anton, cosa fare tra sport e vita notturna nella culla dello sci alpino

Più che una vacanza, una garanzia. A Sankt Anton am Arlberg buon sangue non mente. Anzi, a non mentire sono i 100 giorni di bianchissima neve garantiti dai pendii dell’Arlberg, poco più di 3 ore da Milano (comodo anche in treno via Zurigo o Innsbruck).

Loro hanno accompagnato gli appassionati fin dai tempi in cui qui fu fondato, nel 1901, il primo sci club, mettendo le basi per lo sviluppo del turismo invernale. Sci in Austria che vai, record che trovi, ma, per una volta, lasciate stare le storie degli altri. Qui, in questo scampolo di Tirolo tante volte il circo degli Sport invernali è tornato a fare visita. Dal pioniere Hannes Schneider all’epopea del pluricampione Karl Schranz, classe 1938, alle gare di coppa del Mondo, fino a Mondiali del 2001 con gli eroi dello sci moderno, da Herman Maier a Dahron Rhalves alle nostre Isolde Kostner e Karen Putzer a combattere per la gloria, magari difendendo i colori di casa, proprio come Mario Matt, raffinato slalomista che da pochi anni ha appeso gli sci al chiodo, tornando qui a gestire un vivace rifugio.

NUOVO IMPIANTO
Per tutti gli altri intanto resta quel circo bianchissimo di 7 villaggi (St.Anton, St.Christoph, Stuben, Zuers, Lech, Schroecken e Warth) fra cui si snoda un comprensorio sciistico di 305 km di piste e 87 impianti per lo sci alpino. Per tutti i gusti e con una novità in più per il 2017. Con 45 milioni di euro di investimento ed un cronoprogramma record per la tempistica, a Sankt Anton si sta terminando una nuova serie di tre cabinovie che renderà ancora più logici e facili gli spostamenti fra le varie perle che compongono il diadema del comprensorio.

La nuova Flexenbahn collegherà il villaggio di Stuben – Alpe Rauz con il cuore del comprensorio per poi dividersi in due tronconi: da una parte verso Zuers e Lech con la veloce Trittkopfbahn I, dall’altra parte con un impianto gemello a ritroso verso Sankt Anton. L’obiettivo è far si che nessuna giornata sia uguale alla precedente.

Chi sceglie il sole e le piste tecniche a ridosso del paese scorrazza nella zona di Kapall, che precipita sullo stadio della neve dove, ogni mercoledì sera durante la stagione invernale, uno show di suoni e luci rievoca i fasti dello sci, con maestri di sci ed artisti, impegnati in discese mozzafiato, anche con attrezzatura d’epoca e con favolose acrobazie. Chi ama esplorare si spinge fin sul versante di Valluga, quota 2811. Scenari alla James Bond, è questo il punto più alto del comprensorio da dove dar del tu alle cime di roccia rossa: il panorama spazia fino alle Alpi italiane e l’atmosfera è quella di un’alta quota da vivere con tutti i comfort dell’ospitalità tirolese. Da qui partono anche molti percorsi di neve fresca da affrontare solo in sicurezza, meglio se accompagnati dai maestri di sci. Qui si corre, a fine stagione – anzi proprio l’ultimo pomeriggio di apertura impianti - anche la gara più pazza dell’anno, la Weisse Rausch, una discesa un po’ a piedi un po’ con gli sci che chiude il lungo inverno, ma non il divertimento.

MOVIDA
Già perché Sankt Anton fa innanzitutto rima con movida e con apres ski, termini internazionali per un modo di fare festa molto global, che ha reso il borgo tirolese uno dei luoghi più amati sia per lo sci, sia per il dopo sci. Con o senza scarponi ancora ai piedi, baite e rifugi del comprensorio, allo scoccare delle 15 del pomeriggio, cominciano ad alzare la musica e sì, è vero, si alza un poco anche il gomito. In allegria e simpatia. Fino alle 20. Poi tutti a casa, pronti a ricominciare l’indomani con lo stesso programma di sport e festa. Modello da esportare, pluri-copiato anche in versione estiva dai bar che alzano la musica all’imbrunire sulla spiaggia, il brand è originale austriaco. Lo si capisce andando a zonzo per i vari rifugi fra le piste.

C’è il Krazy Kanguruh (www.krazykanguruh.com) dove si può incontrare il suo celebre patron, lo slalomista Mario Matt; oppure c’è Sankt Christoph da sempre meta dell’elite degli sciatori, dai reali di mezza Europa ai flaneur moderni che si danno appuntamento fra i suoi rifugi esclusivi, fra cui il nuovissimo Tahja (www.arlberg-thaja.at). Gli intenditori non devono perdere l’occasione di farsi aprire la cantina del Hospiz Alm (www.arlberghospiz.at). Il fiato vi mancherà, ma non per la quota, bensì per quello che vi si parerà di fronte agli occhi. E’ qui, in un bunker di delizie, che Adi Werner ha cominciato a raccogliere bottiglie su bottiglie. Borgogna e Bordeaux sono sempre stati la sua passione, anche se oggi non manca nemmeno lo champagne, oltre a qualche chicca vintage. Minimo comun denominatore: le bottiglie sono tutte formato Jeroboam da 3 litri.

SORPRESA D’EUROPA
Se pensate di finire fuori pista per i fumi dell’alcol, vi sbagliate: qui anche i tracciati per il free ski sono controllatissimi e il consiglio è di provare anche la zona di Rendl dove vi attende una vera e propria sorpresa, un unicum in Europa: si tratta di una “via ferrata”, un percorso alpinistico – non difficile, adatto a chiunque abbia un minimo di allenamento fisico e non soffra di vertigini - che vi porterà in quota per poi aprirvi gli scenari dell’off piste della powder snow. Il comprensorio di Rendl ha ottime piste, ombreggiate il mattino (perfette per chi ami sciare sul duro) e poi solatie fino al tardo pomeriggio. La via ferrata è una cresta aerea che si percorre, ovviamente con istruttori e maestri da sci, sempre ottimamente segnalata e con cavi e scale che vengono monitorati periodicamente (servono imbrago, casco, set da ferrata e, come in ogni discesa fuori pista, ricetrasmittente artva, pala e sonda).

OLTRE L’ALPINO
Le vertigini non fanno per voi? L’Arlberg è anche la dolcezza dello sci da fondo e dei boschi profumati attraverso cui dirigere le punte degli sci sottili. Sono 5 i diversi percorsi fra cui scegliere: si va dal più lungo, ma facile itinerario di 22 km che si snoda dalla Wertstoffhol di Sankt Anton lungo la valle di Stanz, fino alle piste più “urbane” di Pettneu e Sankt Christoph.
Dopo tutti e dopo tutti chilometri di neve, ecco, infine, una sosta che fa bene al fisico ma anche alla mente. Uno dei gioielli del borgo di Sankt Anton sono le sue terme.
(www.arleberg-well.com). Poi rinascerete come nuovi, pronti a ricalzare gli sci.

DOVE DORMIRE
Star Hotel www.raffls.com, due scelte con il Tyrol hotel e il St Antoner. Da 200 euro BB

DOVE PRANZARE
Museum www.museum-stanton.com Antico chalet che ospita un ristorante in stile ed un imperdibile museo sulla storia dello sci di Sankt Anton.

Pete Sport Café www.hotel.-pete.com Nel centro del paese un bistrot di delizie con una piccola terrazza sempre al sole. Per il dopo sci e anche senza sci
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 Pubblicato da il 17/10/2016 - 246 letture - ® Riproduzione vietata

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