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I Musei pił visitati d'Italia

Un trend decisamente in crescita quello che, nel 2014, ha contraddistinto l’industria italiana del turismo culturale. Le modifiche apportate dal 1° luglio dello scorso anno alle politiche tariffarie dei musei hanno prodotto risultati decisamente positivi. La fine delle gratuità concesse agli over 65 che fino al 30 giugno entravano gratis e l’introduzione del biglietto a pagamento per tutti gli over 25, a parte le riduzioni previste per la fascia di età 18-25, non ha scoraggiato i visitatori che sono aumentati, nel secondo semestre del 2014 del 6,4%, pari a circa 1.300.000 presenze. Il flusso ha influenzato ovviamente anche agli introiti che hanno totalizzato un +9% parti a circa 6.300.000 euro.

Anche gli ingressi gratuiti si distinguono per il segno positivo, un +3,6% pari a 350.000 unità in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Ottimo il successo dell’altra novità inserita nel luglio scorso, vale a dire la possibilità di visitare gratuitamente i musei statali ogni prima domenica del mese. L’iniziativa denominata “domenica al museo” ha richiamato, nel corso delle sei edizioni, più di un milione e mezzo di persone. Il loro numero è aumentato nel corso dei mesi. Infatti i visitatori che hanno usufruito dell’opportunità nella prima domenica di dicembre sono stati del 40% superiori a quelli della prima domenica di luglio (+120.967 visitatori). La tendenza continua anche a gennaio 2015, mese in cui, nella prima domenica, è stato registrato l’ingresso nei musei di oltre 300.000 visitatori.

Nella classifica delle strutture museali più visitate nel corso delle domeniche gratuite, il podio è di proprietà indiscussa della Capitale con il complesso che riunisce Colosseo - Foro Romano e Palatino, seguito a ruota dal Pantheon. Il terzo posto è per la Reggia di Caserta, seguito dal Circuito Museale che a Firenze riunisce il Museo degli Argenti, il Museo delle Porcellane, il Giardino di Boboli, la Galleria del Costume e Giardino Bardini. Al quinto posto in classifica sono gli scavi di Pompei, che anticipano il rientro della capitale, al sesto posto con il circuito del Museo Nazionale Romano (PalazzoMassimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi). Firenze torna di nuovo in settima posizione con la Galleria degli Uffizi ed il Corridoio Vasariano per cedere il passo al Palazzo Reale di Napoli e tornare al nono gradino con il circuito che riunisce la Galleria Palatina, gli Appartamenti Monumentali Palazzo Pitti e la Galleria d'Arte Moderna. Chiude la top ten Brera con la sua Pinacoteca.

Una classifica che si discosta leggermente da quella che tiene conto anche degli ingressi a pagamento. Il primo posto resta invariato, con il circuito archeologico romano di Colosseo, Foro Romano e Palatino che ha attratto, a fine 2014, 6.176.920 visitatori. Pompei con gli scavi vecchi e nuovi risale al secondo posto con 2.621.803 presenze, seguita dalla Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano di Firenze (1.935.918 visitatori), la Galleria dell'Accademia e Museo degli Strumenti Musicali sempre a Firenze (1.335.741 visitatori) il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma (1.021.319 visitatori), il Circuito Museale fiorentino formato da Museo degli Argenti, Museo delle Porcellane, Giardino di Boboli, Galleria del Costume, Giardino Bardini (822.850 visitatori), Venaria Reale a Torino (539.998 visitatori), il Museo Egizio, sempre a Torino (518.517 visitatori) la Galleria Borghese di Roma (508.788 visitatori) ed, infine, Villa d’Este a Tivoli (451.999 visitatori).

L’ordine rispecchia in parte la distribuzione degli introiti fra le varie Regioni depositarie delle testimonianze culturali e storiche del nostro Paese. Il Lazio con i suoi 58.157.259,50 euro di introiti legati agli ingressi a pagamento totalizzati da tutti i musei e monumenti distribuiti sul suo territorio, guida la classifica seguito dalla Campania (31.365.592,78 euro), dalla Toscana (25.229.188,00 euro), dal Piemonte (6.357.502,80 euro), dalla Lombardia (5.004.787,70 euro), dal Veneto (2.308.900,20 euro), dallEmilia-Romagna (1.542.870,50 euro), dalla Sardegna (1.149.080,50 euro), dalle Marche (898.389,50 euro) e dalla Puglia (803.992,00 euro). Se per alcune delle Regioni storicamente note per i loro richiami culturali, l’incremento rispetto al 2013 si assesta mediamente su percentuali che oscillano dal 5 al 12%, colpiscono gli exploit della Sardegna (+31,14%) e delle Marche (+ 21,95%) e, soprattutto, la defaillance della Regione Veneto che pur conservando la posizione nella top ten degli introiti è l’unica a proporre una contrazione delle entrate pari ad un -11,02%.
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 Pubblicato da il 10/01/2015 - 3.670 letture - ® Riproduzione vietata

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