Igiene in Hotel: telecomandi e interruttori della luce covi di germi
A darci questo quadro, un po' inquietante, è uno studio condotto dall'università di Houston, in Texas, che ha eseguito una campagna di misurazione in 9 hotel di tre differenti stati americani. Tra i microorganismi scovati anche alcuni, poco graditi, tipi di streptococchi e stafilococchi, con gli interruttori della luce ed i telecomandi che presentano le maggiori, e più inquietanti, concentrazioni. In pratica è emerso che le camere di albergo possono essere considerate come un letto caldo di germi, con alcuni dei quali che possono causare malattie gravi, fortunatamente con bassa incidenza statistica. Si è importante che non ci facciamo prendere da inutili fobie, ma lavarsi le mani dopo avere toccato il telecomando e gl interruttori della luce, potrebbe essere davvero una buona abitudine da consolidare.
Più in dettaglio i ricercatori hanno raccolto campioni su 19 superfici tipiche di un hotel, in tre diversi hotel in Texas, Indiana e Carolina del Sud, cercando in particolar modo i batteri anaerobi ed i batteri coliformi fecali. Se i lavandini del bagno sono stati trovati ad essere dei punti caldi per quanto riguarda i germi, i pavimenti sono risultati brulicanti di batteri.
Per meglio definire il grado di concentrazione batterica, è stato utilizzato il parametro CFU (Colony Formation Unit), in pratica un conteggio per unità di superficie o di volume di quante colonie di batteri e germi sono presenti. Normalmente, a livello sanitario si considera che un CFU limite sia pari a 5 CFU, per centimetro cubo, oltre il quale l'ambiente non può essere considerato pulito e sicuro. Ebbene i telecomandi di televisione e impianti audio hanno raggiunto picchi di 67,6 CFU, cioè circa 13 volte e mezzo il livello limite. Addiruttura peggio gli interruttori della luce con 122,7 CFU di batteri aerobici. Se invece avete bisogno di fare una telefonata, ricordatevi che la tastiera del telefono presenta mediamente una concentrazione pari a 20,2 CFU, comunque 4 volte oltre il limite.
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Secondo i ricercatori lo studio, che è stato presentato in un incontro della American Society for Microbiology, non è stato condotto per dissuadere le persone da un soggiorno negli alberghi, ma piuttosto per dare dei consigli per migliorare le pratiche di pulizia e di igiene personale. Inoltre lo studio si rivolge soprattutto verso i dirigenti delle imprese di pulizia, che potranno così concentrare il loro personale sui luoghi più “infetti” delle camere. Inoltre i ricercatori hanno evidenziato il ruolo degli strumenti utilizzati per le pulizie, soprattutto su spugne, guanti e pennelli che se non adeguatamente rinnovati, possono trasportare i batteri da una stanza all'altra.
Attualmente i team dedicati alle pulizie riescono a pulire dalle 14 alle 16 camere per ogni turno di otto ore, spendendo circa 30 minuti in ogni stanza, ma grazie a questo studio gli addetti potranno investire il proprio tempo su delle pulizie mirate, su dove c'è un effettivo bisogno. Quindi in futuro, probabilmente, negli hotel degli Stati Uniti, troverete interruttori e telecomandi scintillanti come mai avete visto!
Di sicuro la catena Best Western sembra essere sensibile a questo argomento: ha appena lanciato una campagna per dotare le proprie squadre di puliza con dei tester a luce ultravioletta, per rilevare sporcizia invisibile su maniglie ed interruttori della luce. Stanno anche offrendo un involucro sanitario per i telecomandi, per ridurre al minimo il rischio per i propri clienti.
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Contenuto pubblicato da Enrico Montanari
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Data:
20 Giugno 2012
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