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Viaggio tra le tradizioni pasquali nel mondo

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  • Uova di pasqua di Praga
  • los cascarones in Messico
La Pasqua è generalmente meno sentita del Natale, ma ci sono almeno tre buoni motivi per amarla. Intanto è la festa della risurrezione, parola che tradotta con “cambiamento” porta subito una bella ventata di aria fresca. Poi coincide con l’arrivo della primavera, quando gli alberi si vestono di rosa e bianco e tutto cambia profumo. Terzo motivo, non meno importante: ovunque guardiate spuntano grandi, lisce, invitanti uova di cioccolato.

Qualunque sia il vostro spirito della Pasqua, potete cercare un modo originale di trascorrere questo breve periodo di vacanza, ancora di salvezza tra il Natale e l’estate. Dal nord al sud d’Italia c’è l’imbarazzo della scelta, con festeggiamenti, sapori e colori diversi di regione in regione, ma anche nel resto d’Europa e del mondo ci si sbizzarrisce tra coniglietti benaugurali, falò primaverili, mercatini pasquali e uova al latte o fondenti.

Non vi resta che cercare la festa più adatta a voi, fare le valigie e correre incontro alla vostra Pasqua perfetta.

Partiamo dalla Pasqua in Italia. Lo stivale è ricco di spunti. A Savigliano (CN), in Piemonte, c’è la processione della Confraternita della Pietà, fondata nel lontano 1444, con oltre duecento figuranti che interpretano i personaggi delle Sacra Scritture. A Bormio (SO), in Lombardia, si è fedeli alla tradizione de “I Pasquali”, rito propiziatorio per la nuova stagione nonché sfida tra i rioni della città, mentre a Cividale del Friuli (UD)si fa il gioco del Truc, con le uova colorate da posizionare nel catino ovale. Nella marchigiana Cantiano (PU) la sacra rappresentazione della Turba rievoca la Passione, a Firenze (Toscana) si celebra lo “Scoppio del Carro” sin dai tempi delle crociate, e a Sulmona (AQ), in Abruzzo, si ripete di anno in anno il rito della “Madonna che scappa in piazza”. Per non parlare della sfilata dei Perdoni, dell’Addolorata e dei Misteri di Taranto (Puglia), della Via Crucis di Barile (PZ) in Basilicata e dell’Annuncio della Risurrezione di Aragona (AG), Sicilia.

In giro per l’Europa si scoprono tante variazioni sul tema, accomunate dalla voglia di sole, di fiori e di golosità. In Alta Badia e in Francia i protagonisti della festa sono i bambini, cui viene raccontato che le campane delle chiese, silenziose dal Venerdì Santo alla domenica, sono volate via fino a Roma. La mattina di Pasqua i piccoli cercano in cielo le campane in volo, di ritorno verso casa, mentre i genitori nascondono le uova di cioccolato che verranno trovate e scartate più tardi.

Anche in Germania i bimbi cercano le uova nascoste, ma il momento più bello è quello dei falò, che vengono accesi con mezzi rigorosamente naturali, quali legno o silice, e continuano a brillare nella notte. La cenere ottenuta viene sparsa dai contadini nei campi come augurio per un buon raccolto.

A Praga, in Repubblica Ceca, la Pasqua porta una grande quantità di bancarelle, che si accalcano nelle due piazze principali, Piazza della Città Vecchia e Piazza Venceslao. Tra ghirlande fiorite e esibizioni folcloristiche, i turisti acquistano le kraslice, cioè le uova dipinte a mano, e la pomlàzka, una frusta portafortuna di rami di salice. Nel frattempo gustano pan di zenzero, bozi milosti fritti, fette di beranek ricoperte di zucchero e cioccolato e il jidase, una pasta dolce intrecciata.

In Olanda, mentre si cacciano le uova dolci, quelle vere vengono svuotate e i gusci, dipinti, vengono appesi agli alberi nei giardini. Dalle case arriva il profumo del Paasbrod appena fatto, un soffice impasto di pane con uvetta e ribes.

Gli inglesi sono precisi, e fanno un calendario pasquale ben scandito: il giovedì santo è dedicato alla beneficenza e alla cerimonia del Royal Maundy Gifts, quando ai poveri si donano borse di denaro, mentre il venerdì è a base di hot cross buns preparati con uvetta e cannella. A Preston, vicino al confine col Galles, si gioca a far rotolare le uova su un prato finché i gusci non si spezzano.

La Russia celebra la Pasqua solennemente con una processione notturna intorno alla cattedrale di Sagorsk, ma poi si concede una bella fetta di Kulitch, il dolce tipico, accompagnata dalla ricotta dolce. Qui, come in Bulgaria, si usa dipingere i gusci delle uova di rosso, come augurio di prosperità e buona salute.
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Il colore della Danimarca è il giallo, usato per la tovaglia, le candele e le decorazioni casalinghe. Ancora più a nord la Svezia festeggia con la benedizione dei gattici, i rami del pioppo bianco, e sulla tavola di Pasqua non mancano le uova sode col guscio dipinto. Lo stesso accade in Finlandia, dove si preparano anche il Pasha al formaggio e il budino di segale chiamato Mammi. (Vedi nostro precedente articolo)

Nelle regioni mediterranee la festa è particolarmente sentita, soprattutto in Spagna, dove gli andalusi si impegnano in imponenti processioni notturne per rievocare la Passione: a sfilare sono i penitenti incappucciati, i cosiddetti Nazarenos, con le torce in mano e i piedi nudi, affiancati dai grandi carri detti Pasos. I catalani, per addolcire l’atmosfera, mangiano la Mona, una torta decorata con ovetti al cacao, piume colorate e piccoli personaggi di cioccolato. Da non perdere anche la settimana santa in Carinzia. In Grecia preferiscono i sapori forti: dopo giorni di digiuno e penitenza le campane suonano a festa nella notte di Pasqua, e le tavole si riempiono di soupa mayeritsa e riso alla greca, uova dipinte di rosso e la zuppa Maghiritsa a base di agnello.

Dall’altra parte dell’oceano, nel frattempo, non se ne stanno con le mani in mano.
Anche negli Stati Uniti i piccoli si sfidano nella caccia alle uova, che secondo la leggenda verrebbero nascoste dall’Easter Bunny, il coniglietto pasquale. Poi, il lunedì di Pasqua, si rispolvera una tradizione inaugurata dalla first lady Dolly Madison nel 1814: i turisti, specialmente i bambini, sono ammessi nei prati della Casa Bianca per far rotolare le uova lungo il pendio erboso. Anche le processioni sono molto diffuse, come la coloratissima parata del “Mardi Gras” di New Orleans, che si snoda tra spettacoli di strada e concerti all’aperto. Il legame con la Corona britannica è dimostrato dagli hot cross buns, ma la ricetta americana, oltre a uvetta e cannella, prevede i profumatissimi canditi agli agrumi. La croce di pasta bianca che decora il dolcetto simboleggia la crocifissione.

In Messico si gioca con “los cascarones”, originari della Cina e importati da Marco Polo. In Oriente, a quanto pare, i gusci vuoti delle uova venivano riempiti con profumi e spezie, ma la versione messicana prevede un ripieno di coriandoli colorati. Il guscio viene poi tappato con qualche pezzo di carta velina, e la piccola “bomba di coriandoli” è pronta: non resta che spaccarla sulla testa dell’avversario, in una divertente esplosione di pioggia colorata.

Anche l’Africa ha la sua Pasqua. In Etiopia si chiama Fasika, ma ricorda la risurrezione di Gesù dopo la crocifissione proprio come da noi. Solo che gli etiopi digiunano per quasi due mesi e celebrano una Messa pasquale di diverse ore, con canti e preghiere, dopo la quale si concedono una bella mangiata di carne accompagnata dalle tisane locali.
In Egitto si osserva lo stesso rigido digiuno, ma la parte più interessante della festa si celebra il lunedì dopo Pasqua, che corrisponde all’antica usanza faraonica di Shamm el Nesim. Una parola attraente, dal suono magico, che significa “respirare la brezza” è ha ovviamente a che fare con la primavera. Per l’occasione, oltre ad andare a passeggio tra i fiori nuovi e le gemme, gli egiziani consumano chili e chili di fsikh, un piatto tipico a base di pesce del Nilo seccato al sole, condito con cipolla e limone. Se proprio non ve la sentite di assaggiarlo ripiegate sulle uova di cioccolato, che anche qui stanno prendendo piede a poco a poco, soppiantando le uova sode colorate: più banali, ma almeno andrete sul sicuro!

Spostandosi in Australia e Nuova Zelanda si riconoscono, ancora una volta, certe tradizioni di stampo inglese risalenti al periodo coloniale. Ma in Nuova Zelanda, oltre a fare scorpacciate di hot cross buns, i fedeli si divertono a cacciare i conigli, con tanto di divisione in squadre e premio finale. Alla faccia dei teneri coniglietti pasquali che dovrebbero portare dolci ai bambini ed essere trattati con un occhio di riguardo. Non mancano le critiche a questo passatempo un po’ crudele, ma i cacciatori pasquali sostengono che i roditori in esubero siano dannosi per le coltivazioni.

Ma la Pasqua più scenografica, benché non sia una vera e propria Pasqua, è forse quella del Giappone. Hanami è più che altro una celebrazione della primavera, come suggerisce il nome che significa “ammirare i fiori”. Non ammirarli sarebbe davvero un peccato, perché qui, da inizio aprile a metà maggio, i ciliegi giapponesi esplodono di petali rosa, trasformandosi in nuvole profumate. Kyoto, Tokyo e il Castello di Himeji sono tra le località più rinomate per accogliere la primavera, ma la vera Festa dei Ciliegi in Fiore si tiene al Castello di Hirosaki, circondato da migliaia di alberi, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Per un’estasi completa non accontentavi di stare a guardare: viziatevi del tutto con un bel picnic a base di sushi, birra e sake, da consumare all’ombra dei ciliegi insieme alle famiglie giapponesi.

 Pubblicato da il 23/03/2012 - 4.255 letture - ® Riproduzione vietata

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